I sistemi in-vehicle infotainment (IVI) adottano Linux

Cadillac XTS e Lexus IS, adottano Linux per i sistemi di intrattenimendo e di aiuto alla guida.

GM adotta un “fully” capacitive touchscreen nell’equipaggiamento originale dell’auto. Tra i processori si annoverano triplo core ARM 11. Il sistema di intrattenimento e di comunicazione dello stato dell’auto permette perfino di tracciare grafici sui consumi, velocità e distanza, oltre che il controllo di dispositivi per la sicurezza e della navigazione.

2014 Cadillac XTS CUE IVI system

Arduino Due

Il nuovo modello di Arduino Due si distingue per il porcessore ARM a 84 MHz.

Rimangono invariate forme ed interconnessioni.

Da valutare affidabilità soprattutto in ambiti privi di aereazione.

Il prezzo e, forse, quest’ultimo test rendono il prodotto interessante per specifiche applicazioni, quali ADC intensi, ma non nella remotizzazione di I/O. In questo ambito Arduino UNO SMD rimane insostituibile soprattutto per prezzo, stabilità e capacità di funzionare in scatole stagne.

Arduino Due si presta, per dire, a quelle applicazioni tipo “oscilloscopio” che hanno diretto beneficio della CPU a 84MHz invece di 16MHz. Invece Arduino Uno SMD, tartaruga parsimoniosa ed innarestabile, sono meglio indicate per applicazioni quali il monitoraggio di UPS.

Nel progetto LABijk, il microprocessori ideale al livello i potrebbe essere l’Arduino Due, mentre quello al livello j l’Arduino Uno SMD.

Concludiamo con l’ossarvare che anche l’italiano Arduino tende all’ARM.

 

Ubuntu Edge

http://marcosbox.blogspot.it/2013/07/ubuntu-lancia-la-campagna-di.html

Ubuntu lancia la campagna di finanziamento per Ubuntu Edge, il super smartphone con Ubuntu Phone OS

Canonical ha finalmente svelato la sorpresa che aveva preannunciato qualche giorno fa annunciando un pazzo progetto di finanziamento per commercializzare Ubuntu Edge.
Ubuntu Edge è uno smartphone pionieristico che Canonical ha intenzione di commercializzare direttamente in proprio e senza ricorrere a partner. Per far ciò ha deciso di lanciare una campa gna di finanziamento al fine di raccogliere la “modica” cifra di 32.000.000 dollari entro trenta giorni a partire da ora.

Ma cosa ha di speciale Ubuntu Edge? Scopriamolo insieme partendo dalle caratteristiche hardware (salvo modifiche dell’ultimo minuto)

  • Dual boot Ubuntu mobile OS and Android
  • Fully integrated Ubuntu desktop PC when docked
  • Fastest multi-core CPU, 4GB RAM, 128GB storage
  • 4.5in 1,280 x 720 HD sapphire crystal display
  • 8mp low-light rear camera, 2mp front camera
  • Dual-LTE, dual-band 802.11n Wi-Fi, Bluetooth 4, NFC
  • GPS, accelerometer, gyro, proximity sensor, compass, barometer
  • Stereo speakers with HD audio, dual-mic recording, Active Noise Cancellation
  • MHL connector, 3.5mm jack
  • Silicon-anode Li-Ion battery
  • 64 x 9 x 124mm

Progetto automazione LABijk

Il progetto è ambizioso, fattibile e di qualità.

Estrapoliamo alcuni punti che rendano un certo profilo:

  • l’utilizzo di un microserver, a livello di root, con CPU tipo AMD E350 (a bassi consumi, da sostituire, nel 2014, con ARM A53 o 57), un vero disco fisso, meglio RAID 1,  e sistema operativo Linux fascia server, che permetta di realizzare comunicazioni professionali verso internet, dispositivi mobili …
  • microserver con un vero RDBMS relazionale di fascia alta che contenga ogni informazione coinvolta, anche storica; stiamo valutando gli ottimi MariaDB oppure PostgreSQL
  • microserver con infrastruttura software interamente sviluppata in C, compreso le applicazioni fastCGI per Apache e le app per i dispositivi mobili; quindi la pesante filiera HTML5 viene scalzata per intero, riducendo le richieste di potenze di processo anche di un ordine, aumentando enormemente l’affidabilità, acquistando velocità anche con CPU ridotte
  • le tratte microserver – microprocessori livello i, sono realizzate collegamenti USB od ethernet, con comandi a stringa e, nel caso ethernet, in stile telnet; quindi connessioni veloci, molto collaudate, tradizionali ed estremamente affidabili
  • i microcontroller a livello i sono Arduino, ma potranno diventare schede ARM quando il consumo sarà così ridotto da non surriscaldare uno spazio angusto sigillato; oppure se è richiesta una maggior potenza di calcolo con un Linux Embedded
  • la tratta i – j viene realizzata con la solidissima RS 485
  • i microprocessori di livello j sono Arduino quindi solidissimi, economi, a consumo minimo (alcuni watt) con lo shield Grove fantastico e, non trascurabile, frutto di menti capaci italiane
  • le connessioni j – k sono preferibilmente Grove ovvero fantastiche per la semplicità di cablaggio
  • la matrice (i,j,k) permette di individuare ogni elemento in relazione agli altri e quindi, se microcontroller Arduino, di fissare le caretteristiche in  modo automatico nel firmware
  • e molto altro

CalAmp LMU-5000 LTE router ad altro

Interessante  router con CPU ARM e Linux Embedded promosso dalla AT&T.

Come riportato nell’articolo:

“LMU-5000 include:

  • Processor — 400MHz ARM9
  • Memory — 64MB RAM (133MHz); 128MB flash
  • Cellular:
    • SIM slot
    • SMA main, SMA diversity
    • LTE — 700/800/900/2100/2600 MHz, up to 100Mbps down, 50Mbps up; HSPA/CDMA fallback
    • HSPA — Tri-Band 850/1900/2100 MHz with diversity, up to 7.2Mbps down, 5.76Mbps up; fallback to HSDPA/UMTS/EDGE/GPRS
    • EVDO — Rev A Dual-Band 800/1900 MHz with diversity, up to 3.1Mbps down, up to 1.8Mbps up; fallback to CDMA
  • GPS:Networking — 10/100 Ethernet
    • SMA (with tamper monitoring, 3.0v)
    • 50-channel with SBAS, DGPS
    • 2.0 meter CEP accuracy (with SBAS)
    • -162dBm tracking, -147dBm acquisition sensitivity
    • AGPS capable
  • Other I/O:Security protocols — VPN (SSL v2, TLS v1), SSH server, SCP, SFTP
    • USB host
    • Mini-USB device
    • RS232 (DB-9)
    • 5-pin Molex for switched power TTL serial port
    • 4-pin Molex for power, ignition, I/O
    • 22-pin Molex for I/O:
      • 7x digital in
      • 5x digital out (relay driver)
      • 2x digital out (low-current LED)
      • 2x 1-wire interface
      • Voltage A/D in; status LEDs
  • Other features — 3-axis accelerometer; GPS/cellular antennas; tie-wrap or adhesive plus screw mounting
  • Power — 7-32 VDC; power sleep modes; consumption 15mA (sleep), 170mA (with GPS on), 2A (peak transmitting)
  • Operating temperature — -30 to 70° C
  • Shock/vibration — Milspec 202G and 810G, SAE J1455
  • Dimensions — 5.2 x 2.7 x 1.2 inches (131 x 67 x 29mm)
  • Weight — 5.4 oz (153 g)
  • Operating system — Linux 3.x”

Home Automation con Arduino Raspberry PI ed altro

Segnaliiamo il suggestivo articolo   per l’utilizzo di un router con Linux Embedded con  CPU Cortex-A8 Allwinner A10 ad 1GHz, dotata di  1GB di DDR2 RAM e 2GB su SD.

I punti deboli sono l’assenza di storage, la fragilità del sistema operativo in SD, la mancaza di un vero e proprio archivio RDBMS, un framework molto articolato per un ARM A8, l’ottimo, ma produce una filiera forse lunga per l’Allwinner, Node.js per le app verso palmari …

 

 

 

Collusion per Firefox

Collusion è un plugin per Firefox che permette di vedere chi sta inseguendo in tempo reale la navigazione personale in internet.

Installato il plugin, si apra la pagina di visualizzazione grafo navigazione mediante Strumenti, Collusion Graph.

La percezione di cosa capiti alla propria insaputa è unica.

Windows Wine e macchine virtuali

Interessante ed in gran parte condivisibile l’articolo che attribuisce al progetto Wine, ambiente che permette di eseguire programmi Microsoft in ambito Linux, di essere un grande impegno ma di scarsa fruibilità.

Si aggiunga l’ormai consolidata abitudine, per chi adotta Linux nel suo computer, di utilizzare una macchina virtuale XP per compatibilità win32 ed “oldware”.

CPU ARM Cortex-A53 e A57

Le CPU ARM Cortex-A53 e 57 costituiranno le architetture di riferimento per il 2014.

L’articolo   da www.tomshw.it riporta:

“I core Cortex A57 e Cortex A53 sono le prime soluzioni ARMv8 a 64 bit annunciate dal progettista inglese. Le vedremo negli smartphone, nei tablet, nei PC portatili e server a partire dal 2014. Tra le prime aziende ad acquisire la licenza abbiamo AMD, Broadcom, Calxeda, HiSilicon, Samsung e STMicroelectronics.

Cortex-A57 e Cortex-A53, nomi in codice Atlas e Apollo, arriveranno nel 2014. Si tratta dei primi due progetti di ARM basati sul set di istruzioni ARMv8 a 64 bit. Insieme costituiscono la serie “Cortex A-50” e tra qualche anno saranno i tasselli centrali di molteplici prodotti, come i futuri chip Opteron di AMD (AMD shock: Opteron basati su architettura ARM nel 2014).”

 

 

Henning Schulzrinne

 INTERNET HALL of FAME INNOVATOR assegna il titolo di innovatore a Henning Schulzrinne:

IL Dott. Henning Schulzrinne ha co-sviluppato i protocolli chiave che consentono di trasportare la voce attraverso internet (VoIP). In particolare i protocolli di streaming in tempo reale, che consentono la trasmissione di contributi multimediali attraverso Internet, e il Session Initiation Protocol (SIP), fondamentale per la Telefonia VOIP. Dal dicembre 2011, il Dr. Schulzrinne è Chief Technology Officer per gli States Federal Communications Commission USA (FCC). In questo ruolo, egli guida il lavoro della FCC in materia di tecnologia e di ingegneria. Il Dott. Schulzrinne ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università del Massachusetts ad Amherst … , è Levi Professor ed è stato preside del Dipartimento di Computer Science presso la Columbia University. E’ membro dell’Institute for Electrical and Electronics Engineers Fellow e dell’Internet Architecture Board. Ha più di 250 pubblicazioni, e più di 70  Internet Requests for Comment.

Richard Stallman

 INTERNET HALL of FAME INNOVATOR celebra Richard Stallman:
Il Dott. Richard Stallman (stallman.org) ha lanciato il movimento del software libero nel 1983, annunciando il piano di sviluppare del sistema operativo GNU, acronimo di “GNU’s Not Unix”, destinato ad essere composto interamente da software libero (gnu.org). Il progetto è stato iniziato nel 1984. L’ultimo passo importante è stato fatto nel 1992 quando Linus Torvalds ha reso libero il suo kernel, Linux, permettendo la nascita del sistema operativo GNU/Linux (http://www.gnu.org/gnu/linux-and-gnu.html) che è ampiamente usato oggi (gnu.org / distro). Nel 1985, il Dott. Stallman fondò la Free Software Foundation (fsf.org) e rimane il suo presidente. …  Dal settembre 1974 al giugno 1975, era studente  di fisica al MIT, ha lavorato nel laboratorio di Intelligenza Artificiale del MIT dal giugno 1971 al dicembre 1983. Ha sviluppato la tecnica AI di dipendenza-directed backtracking, nota anche come la manutenzione verità. Nel 1976 ha sviluppato il primo estensibile Emacs editor di testo. Si è laureato a Harvard nel 1974 con un Bachelor of Arts in fisica e ha ricevuto molte lauree ad honorem e riconoscimenti, tra cui un 1990 MacArthur Foundation Fellowship.

Linaro: distribuzione Linux per ARM

Linaro è la distribuzione Linux esclusivamente per ARM.

Al progetto Linaro lavorano 120 ingegneri di tutto il mondo. Consolidano ed ottimizzano software opensource per l’architettura ARM, inclusi il compilatore GCC, Linux kernel, ARM power managment, interfaccie grafiche e multimediali.

E’ nata affiancando Ubuntu 12.04. Usa la stessa numerazione, ma con pubblicazioni mensili. L’attuale versione è Linaro 13.05.

I progetti Qt ed Ubuntu utilizzano ampiamente Linaro, anzi spesso compaiono repositories Ubuntu/Linaro.

Si osservi la grande attività in corso per la realizzazione della versione 64 bit, vero evento per l’inizio del nuovo anno, evento che portrerà al cambio integrale del parco macchine, ma anche dei mercati con lo spostamento quasi certo del baricentro verso il polo India/Cina, con il mercato Indiano più maturo di quello cinese, ma con numeri da apocalisse.

L’articolazione è, ovviamente, molto ampia per il gran numero di diapositivi portatili esistenti nel mercato.

 

A Natale lo scorporo Telecom

A Natale lo scorporo Telecom, altro che Playstation 4

Riportiamo l’articolo di Dario d’Elia, 20 giugno, 2013 09:28  , Fonte: La Repubblica

Bernabé ha promesso lo scorporo della rete per la fine dell’anno.

Entro la fine dell’anno, al massimo nei primi mesi del 2014, l’Italia avrà una società della rete di accesso. Ieri il presidente esecutivo di Telecom Italia, Franco Bernabé, durante un’audizione al Senato ha promesso tempi rapidi per l’operazione che sta tenendo con il fiato sospeso l’intero mercato delle telecomunicazioni. E così sotto l’albero gli italiani troveranno un regalo con il nastro bianco e rosso, oltre che alle nuove console next gen.

Da una parte la NewCo che si chiamerà Opac e fornirà a tutti gli operatori i servizi di rete (rame e fibra) senza discriminazioni o favoritismi. Dall’altra TI ServiceCo, un operatore destinato a diventare come gli altri che fornirà servizi retail, nonché i restanti servizi all’ingrosso di rete fissa, oltre a quelli mobili.

La Provincia di Bolzano e l’Azienda Sanitaria adottano prodotti Open Source.

Riportiamo il comunicato stampa ufficiale della Provincia di Bolzano http://www.provincia.bz.it/usp/285.asp?aktuelles_action=4&aktuelles_article_id=428958

Un sistema informatico meno rigido, una struttura comune a supporto dell’innovazione, una riduzione dei costi: sono alcuni dei punti di forza del passaggio dal software proprietario al software libero, secondo l’accordo siglato da Provincia, Azienda sanitaria e Consorzio dei Comuni per introdurre l’open source nella Pubblica amministrazione. L’intesa è stata illustrata oggi (20 giugno) a Bolzano dall’assessore provinciale Roberto Bizzo. Circa 7mila posti di lavoro dell’Amministrazione provinciale interessati alla migrazione entro tre anni, risparmiati 600mila euro in licenze.

Verso la migrazione al software libero di 7mila pc: il direttore della Ripartizione informatica Kurt Pöhl e l'assessore Roberto BizzoZoomansichtVerso la migrazione al software libero di 7mila pc: il direttore della Ripartizione informatica Kurt Pöhl e l’assessore Roberto Bizzo

L’introduzione di LibreOffice è un passo fondamentale nella strategia di software libero nella Pubblica amministrazione: crea sinergia tra le istituzioni e un’infrastruttura comune a supporto dell’innovazione. Tutto nasce dall’avvio del tavolo tecnico per il software libero nella PA, il cosiddetto “Free Open Souce Software”: tra febbraio e aprile il gruppo di lavoro composto dai sindacati, tra i promotori dell’iniziativa, tecnici dell’Assessorato provinciale all’informatica, del Consorzio dei Comuni e dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, TIS Innovation Park e rappresentanti di Informatica Alto Adige ha creato un progetto di migrazione a LibreOffice concordato tra PAB, Azienda sanitaria provinciale e Consorzio dei Comuni. A fine percorso i 3 enti hanno sottoscritto un accordo per il passaggio dal software proprietario al software libero, presentato oggi a Palazzo Widmann dall’assessore Roberto Bizzo e dalle parti coinvolte.

“Non parliamo solo di risparmio economico, ma di un passo importante per riorganizzare l’intero sistema pubblico, rendere la PA flessibile e pronta a rispondere ai processi di cambiamento, perché la rivoluzione IT ha cambiato la struttura della società: non più piramidale ma rete di condivisione della conoscenza”, ha sottolineato l’assessore Bizzo ringraziando il tavolo tecnico per il lavoro svolto. Negli interventi è stato rimarcato tra l’altro che il software libero è una piattaforma tecnologica aperta che crea anche know how sul territorio e permette di investire nella sua crescita, in particolare in Alto Adige: il 90% delle aziende ha meno di 5 dipendenti, non riescono a fare innovazione da sole e devono mettersi in rete.

Sulla tempistica per dotare le postazioni della PA di soluzioni LibreOffice si è deciso di procedere a una migrazione graduale con il coinvolgimento degli utenti: circa 7mila le postazioni di lavoro con PC standard  dell’Amministrazione provinciale interessate al passaggio nei prossimi tre anni, 5mila quelli nella sanità pubblica. Si tratta non solo di un progetto tecnico, bensì di un cambio paradigmatico nel modo di lavorare e pensare: dunque prevede una strategia di comunicazione comune, la formazione e l’accompagnamento degli utenti e lo sviluppo di una struttura di supporto adeguato, anche perchè naturalmente non sarà un passaggio semplicissimo.

Con la migrazione verso LibreOffice si riducono quindi l’uso e l’acquisto di MS Office al minimo indispensabile. Secondo il piano dei costi, basandosi sull’esperienza raccolta nella PA di Monaco con 14mila dipendenti, il pacchetto di MS Office della Provincia potrà essere contenuto in 500 licenze, con un risparmio di 600mila euro. MS Office resta utilizzato solo in applicazioni in cui la migrazione verso LibreOffice possa compromettere la funzionalità operativa necessaria o dove è associata a ingenti costi.

 

 

Rete Imprenditori Cadoneghe Limena: prossimo incontro.

Annunciano il prossimo incontro Imprenditori Cadoneghe e Limena sui temi:

  • “Fondi profondi”
  • La finanza agevolata come strumento di sviluppo
  • Leasing e mutui: onerosità, rischi e soluzioni

Organizzatori:

  • Studio CAVALLARI
  • Silvio Zampieri e Pierluigi Lucio

Venerdì 28 giugno 2013 – ore 18.00
Fotolito Express – Via Martin Piva, 12
Limena (Padova)

Partecipazione gratuita, è gradito cenno di adesione mediante email a:
marketing@sintesicomunicazione.it

Progetto automazione LABijk. Revisione 1.

Il progetto intende promuovere tecnologie open source ed open electronics.

Si supponga di voler gestire sensori ed attuatori.

Poniamo al centro un microserver, con sistema operativo Linux Server, eventualmente connesso ad internet ed a reti locali.

Questa macchina archivia un resoconto di tutto quello che viene fatto e comunica con tablet, telefoni ed altri sistemi anche attraverso internet. Abbiamo già dato alcune indicazioni sulle possibili scelte in articoli precedenti.

Distinguiamo tre livelli, per l’appunto i, j e k di aggregazione dispositivi.

Alla radice poniamo il microserver.

I primi nodi, di livello i, siano microcontroller Arduino SMD Uno o Ethernet, connessi al microserver via USB o ethernet. Le schede Arduino siano dotate  dispositivi adattatori seriali RS485.

Il secondo livello, detto j,  è costituito da dispositivi Arduino SMD UNO con shield Grove e connessi al padre mediante seriale.

Al terzo livello, detto k, poniamo attuatori e sensori connessi ai padre mediante cavi Grove, oppure cavi multipolari a 4 capi, schermati o non, telefonici o di rete. Lo standard Grove può essere convertito da adattatori nel formato RJ13 per cavi telefonici o RJ45 per usuali cavi ethernet.

Ogni dispositivo è individuato da coordinate i.0.0 oppure i.j.0 oppure i.j.k

I comandi sono del tipo i.j.k:<comando:valore,…> 

Il microserver è dotato di servizio che interroga costantemente in pool i dispositivi di livello i, mediante USB. Un secondo servizio che è simile al precedente ma per i dispostivi connessi mediante rete.

I dispostivi Arduino di coordinate i sono in ascolto verso il microserver, quindi USB o socket, ed anche interrogano il pool dei figli connessi mediante seriale.

I dispositvi di livello j sono in ascolto verso i dispositivi padri ed eseguono l’interrogazione in pool dei sensori, o meglio le entrate,  oppure cambiano lo stato delle uscite.

Nel microserver esiste un database “automazione” con le tabelle

  • “comandi”, contenente record corrispondente a comandi da eseguire
  • “stati” che contiene lo stato attuale di ogni dispositivo
  • “cambio_stati” che contiene cambiamenti di stati eventualmente da elaborare
  • “pianificazioni” che contiene operazioni pianificate

Il microserver esegue un servizio che interroga  in pool i dispositivi di livello i e riporta comandi e cambiamenti di stato nelle tabelle corrispondenti.

Un secondo servizio legge i cambiamenti di stato, consulta le tabelle di correlazione e scrive i comandi da eseguire nella tabella comandi.

Un terzo legge la tabella comandi e instrada il comando nel ramo corretto.

Tutto è riportato in tabelle e viene a costituire in sistema three-tier architecture, con pilastri di appoggio quali PostgreSQL, Apache, OpenSSH, Postfix, …

Precisiamo che

  • i cambiamenti di stato sono riportati nella tabella “cambio_stati”
  • i comandi con destinazione di coordinate valide sono instradati verso i destinatari
  • le risposte ritornano al microserver che chiude il comando ed aggiunge eventuali cambio stati.

Consideriamo un semplice esempio.

Supponiamo di avere un sistema di dimensione 5.3.5 ovvero al microserver sono connessi 5 dispositivi con il ruolo di HUB RS485, ad ognuno di questi sono connessi al più 3 dispositivi di livello j con HUB Grove, ad ognuno di questi al più 5 sensori o attuatori.

I dispositivi di livello j sono dotati di firmware che permette di sapere e gestire perfettamente i sensori od attuatori ad essi connessi. Inoltre questi dispositivi sono in pool rispetto i sensori ed attuatori.

Consideriamo il dispositivo di livello j di coordinate 3.2.

Supponiamo che abbia 2 attuatori ed un sensore di coordinate 3.2.3.

Il sensore sia un interrutore bistabile (entrata a due stati).

Ora se l’interrutore viene azionato e cambia stato, il dispositvo 3.2.0 costruisce il cambio stato 3.2.3:on (ma meglio introdurre la notazione definitiva  3.2.1:1 ) ed instrada il cambio stato al padre, il quale lo riporta al microserver che lo scrive nella tabella cambio stato.

Il servizio predisposto, nel microserver, rielabora secondo tabelle di correlazione il cambio stato, che viene elaborato, ovvero chiuso e crea gli opportuni comandi.

Mel nostro esempio il comando è 3.2.1:on  ma meglio  3.2.1:1

Quindi il servizio legge il comando e lo instada al dispositivo 3.0.0 che lo gira a 3.2.0

A questo punto il dispositivo 3.2.0 elabora il comando alzando il livello all’uscita corrispondente.

 

Il progetto infine prevede la creazione di una GUI  che gestisce le tabelle nel RDBMS del microserver.

La GUI permette di descrivere l’intero impianto mediante griglie di correlazione.

Quindi il programma prevede l’opzione di creare al volo ed in modo completamente automatico il firmware per ogni Arduino ed aggiornarlo via USB.

Perciò ogni Arduino deve venire correttamente etichettato mediante le coordinate i.j.k e connesso mediante USB al computer con la GUI di gestione per il travaso del firmware. L’operazione precedente deve essere rifatta nel caso che cambino i figli.

 

Il progetto si conclude con la realizzazione di App per Ubuntu Phone e Tablet, Android e iPhone di gestione ordinaria. L’obiettivo più ambizioso vorrebbe creare piante dei sistemi SVG e sovrapporre dei widgets dinamici visuali che rendano visuale il comportamento del sistema.

L’applicazione più importante sarà il controllo del CED quindi di una stanza con molti server. L’obiettivo è di controllare la linea di rete, le temperature, i tasti di accensione, reset di ogni server strategico. Le App mostreranno visualmente lo stato di ogni server e permetteranno operazioni quali spegnimento ed accesione “fisica”. Verranno gestiti i tempi di sostegno degli UPS e lo stato dei gateway verso l’esterno.

IBM Domino 9

La prevista versione 8.5.4 è comparsa come 9.0 per gli intensi rifacimenti visuali.

Domino finalmente dovrebbe installarsi su Ubuntu Server 12.04 LTS 64 senza difficoltà.

Notes per OSX utilizza nativamente Cocoa.

E’ stato potenziato il server push Traveler per ampiare la gestione di device in particolare le ultime versioni RIM e MS.

Si rafforza il legame con Active Directory per federare archivi di utenti.  E’ stata posta attenzione al single sign on per autenticarsi una volta ed utilizzare ogni applicazione appartenente ad autenticazioni federate a quella di autenticazione iniziale.

Ricordiamo che l’autenticazione nativa di Domino è, ovviamente,  LDAP, quindi sono da esplorare i miglioramenti in questa direzione.

XPages utilizza meglio Java, per esempio meglio integrando JDBC e quindi permettendo la connessione a RDBMS esterni oltre alle tabelle native.

Forse Notes per Linux funziona, daremo indicazioni in relazione a Ubuntu 12.04 LTS 64.

ARM considerazioni a giugno del 2013

Siamo a giugno e le schede con A8, A9 e A10 hanno raggiunto il loro apice.

Allwinner A10 riassume per tutti: Cortex A8 e Mali400 GPU, 32 bit, 1GHz, 1 core, SATA, schede sui 50$.

Le A15 (classe 32 bit, da 2 a 4 core, da1.5 a 2GHz) fanno il loro capolino: ARNDALE (ARM Samsung Exynos 5) con il prezzo da vera primizia, ARMBRIX (ARM Samsung Exynos 5) con la prematura fine.

Ma, fuori gara, compare un A15 Exynos 5 Dual 1.7GHz completo di batteria da oltre 6 ore, disco allo stato solido, LCD eccellente 11.6″ non touch, a partire da 250$.

Questa macchina nasce con Google Chrome, sistema operativo basato su Linux, è in commercio e si chiama Samsung Chrome Book. La classe di appartenenza è costituita dai netbook.

Progetto Sistema di Gestione e Monitoraggio

Continuiamo con la proposta di progetti innovativi.

Il progetto dell’articolo viene dapprima avviato con contributi in questo blog per poi  conformarsi secondo l’ormai collaudato schema dei progetti informatici più significativi. Ovvero realizzare una parte community affiancata da una commerciale, una sezione wiki ed uno spazio web da dedicare al prodotto secondo profilo aziendale. La parte commerciale prevede l’apertura ad aziende interessate a sostenere il progetto e a distribuire i prodotti.

Il progetto sarà ben articolato e riprenderà combinando i principali temi trattati: Linux, Linux Embedded, Ubuntu, Ubuntu Server,  ARM, Arduino, Grove, ambiente sviluppo C++ e Python, e molto altro.

Le applicazioni potranno essere molteplici, ma per ora e per semplificare saranno le seguenti:

1. sistema di monitoraggio condizioni CED, ovvero sale con armadi di server

2. sistema primo monitoraggio di alcuni parametri locali ambientali ed inquinanti (temperatura, pressione, presenza alcool in aria – rottura bottiglie-, presenza fumi, presenza particelle inquinanti, …)

3. contatore geiger

 

Il componente principale è un computer per registrare e gestire le rilevazioni.

Computer della fascia microserver che permetta la ridondanza, per esempio RAID tra dischi o GlusterFS tra partizioni o gestione di repliche. Il ruolo di questa macchina è strategico perchè da essa dipende l’archiviazione e gestione dei dati e  la comunicazione con l’esterno mediante mail, stringhe socket, sms, record, syslog e quanto si riterrà strategico implementare.

Abbiamo valutato attentamente il Raspberry PI con batteria in tampone ed eventuale disco, ma la scelta, di classe A8 / A10, appare faraginosa, senza alcun dubbio non della classe server, quindi per ora continuiamo ad usare la parte più nuova delle tecnologie vecchie.

Una possibilità è utilizzare hardware tipo HP ProLiant MicroServer G7 N54L 1P 2GB-U Non-hot Plug SATA 250GB 150W PS Server. Server già munito di Linux Red Hat, dal prezzo estremamente contenuto, basso consumo energetico, alta affidabilità, veloce a sufficienza, contenitore compatto e con spazi interni utilizzabili.

In questo ambito utilizzaremo hardware con scheda dotata di  APU AMD E-350 “Zacate”.

Questa macchina, con l’allestimento che andremo a perfezionare, sia denominata Unità Centrale.

Sono previsti due sistemi operativi: Ubuntu Server 12.04 LTS 64 ed Ubuntu Server 13.04 64.

L’Unità Centrale utilizza PostgreSQL come server database di riferimento. PostgreSQL è un RDBMS di fascia alta, a sorgenti libere, liberamente utilizzabile, estremamente affidabile e collaudato, seguito da un comunità di sviluppatori con un’esperinza unica nel settore. PostgreSQL mantiene l’unità centrale del progetto di fascia propriamente server, ovvero di fascia alta.

Le periferiche, che denominiamo Dispositivi Periferici,  per la rilevazione dei sensori e la gestione degli attuatori sono Arduino nella versione Ethernet POE. In questo modo ci si libera degli alimentatori, infatti le schede Arduino sono alimentate direttamente dagli switch ethernet POE, e si apre una topologia libera da costrizioni di interconnessione limitanti come seriali, USB e I2C.

I Dispositivi Periferici comunicano con sensori ed attuatori mediante le schede prevalentemente secondo le standard Grove.

Il sistema prevede firmware per Arduino del tipo server, ovvero in ascolto e un servizio centrale con pool tra i dispositivi periferici.

La versione Community prevede una infrastruttura di sviluppo Python, mentre la versione commerciale vedrà contributi diversi anche in relazione ad eventuali collaborazioni con Aziende interessate al progetto.

La parte pregiata sarà costituita dalle App per Ubuntu Phone e Tablet della prossima generazione.

Segnaliamo robot-italy.com come un rivenditore italiano della collezione Grove.

 

Toner e cartucce per stampanti gratuite.

E’ frequente, con la rottura di una stampante, di avere dei toner o cartecce nuovi non più utilizzabili.

Diamo un piccolo contributo a riciclare queste risorse, tra l’altro molto inquinanti, che andrebbero nelle immondizie.

Quindi con l’aiuto generoso di Silvio Z., che, con riferimento a Limena, si rende disponibile alla custodia e consegna a titolo completamente gratuito dei ricambi in questione, redigiamo una lista di ricambi praticamenti nuovi diponibili.

Elenco toner e cartucce disponibili  – aggiornato al 1 giugno 2013

  1. n.40 cartucce nuove per Canon PIXMA IP 5200
  2. n.1 toner per HP Laserjet 2100
  3. n.1 toner   HP P24A
  4. n.1 toner  HP 13X
  5. n.1 toner HP C9703A
  6. n.1 toner  HP C9702A
  7. varie cartuccie compatibili  EPSON 481 482 483 484 485

 

Rivedo il Sessant’uno

Zò da bàsso
‘on sol muciéto,
quatro tòsi
tìra tardi
a tossìre sigaréte
come mòne sderenà.

Vien da dìrghe:
” Stùa che’ ‘ea brònsa,
pésta zò e scàmpa vìa “!

Ma rivédo el sessant’uno,
far da ladri sòto ‘ea ciesa
mocoéto scònto in man
tanto frédo da morìre
pochi skéi e cagnarìa,
me somejo ai quatro mòne.
Cò l’ociàda me ‘i carésso,
‘ndàndo vànti col borénso
cojonandòme ànca mì.

nToni 1998
Traduzione dal dialetto euganeo :
mone sderenà = ( affettuosamento) stupidi scatenati
brònsa = brace accesa
pèsta = salta in fretta
ciésa = chiesa
mocoéto = pezzetto
skéi = monete
cagnarìa = accesa e disordinata confusione
borènso = allegria eccessiva e incontrollabile
cojonandòme = prendendomi in giro

Bilancio ARM all’inizio di giugno 2013

Siamo ormai a giugno e gli avvenimenti in relazione alla nuova generazione di computer sono travolgenti.

Ormai la piattaforma ARM classe A8 e A10 sono all’apice della maturità. Riflettiamo che hanno tenuto banco per 6 mesi e che la nuova prospettiva è stata aperta da progetti quali RaspberryPI.

Ormai prendono piede le schede con processore di classe A15, sempre 32 bit, ma con velocità da circa un GHz a circa 2 GHz, da un core a due o quattro ed altro.

La GPU è integrata e full HD, i vecchi alimentatori sono rottamati per un unico 5 Volt o 3.3 Volt di bassisimo consumo. Le dimensioni sono confrontabili con la scatola di fiammiferi. La generazione di ormai obsolete schede per computer prevedeva come formato lillipuziano il mini ITX, che, rispetto le dimensioni delle attuali A8, A10 e A15,  è enorme.

Le nuove schede con A15, prevalentemente con processori Samsung o TI, possono soddisfare, ma anche superare  le richieste della fascia netbook e tablet.

Attualmente sono state commercializzate le prime schede, ma con il problema del prezzo alto delle primizie. Alla fine dell’estate questi prodotti saranno prevalenti nel mercato del settore specifico. Ma allora si scalderanno i motori per far entrare in gioco i 64 bit (A53 e A57) con produttori di CPU  di tutto il pianeta, persiono dall’Italia. Forse Samsung, TI ed AMD saranno i più importanti.

Ripetiamo che i computer costruiti con le nuove schede consumeranno, avranno dimensione, dissiperanno energia e costeranno  fino ad un ordine in meno rispetto alla generazione attuale di macchine. Questo creerà un cambiamento epocale tecnologico permettendo l’entrata in gioco, e non è un dettaglio, di grandi numeri di nuovi utilizzatori. Infatti nel solo mercato indiano si parla di centinaia di milioni di nuovi utilizzatori, che sposteranno, tra l’altro, il baricentro dell’uso e del consumo delle tecnologie dal vecchio occidente a qualche cosa di nuovo ed imprevedibile.

Intanto in Italia, che non perderà mai il vizio di vedere anche le cose tecnologiche dipendenti da una prospettiva umanistica, si discute, volutamente, d’altro. Non diciamo che la Divina Commedia non contribuisca al reddito dei cittadini, ma forse non basta. Per fortuna l’individualismo italiano si sgancia dall’ottusità di quanto pretende di dare o, peggio, imporre visioni generali e nascono eccellenze addirittura a livello mondiale. Ma le iniziative individuali hanno bisogno di un contesto positivo magari blandamente virtuoso e non solo dissipativo, altrimenti muiono.

Leggo che progetti eccezionali com l’italiano Arduino ha dei successori quali UDOO. Ma, per dirne una sola, una delle menti del progetto è  Bruno Sinopoli (partner del progetto) ma questi è professore alla Carnegie Mellon University’s …

Il governo Australiano intende adottare il formato OpenDocument.

Le principale attività informatiche negli uffici utilizzano il computer come macchina da scrivere, gestione fogli elettronici e presentazioni al computer.

Fino ad oggi queste attività vengono svolte acquistando praticamente un solo prodotto commerciale.

Ma da qualche anno è possibile utilizzare elaboratori testi e programmi di gestione di fogli elettronici non commerciali, ovvero liberamente utilizzabili.

Openoffice e Libreoffice hanno preso piede.

Riflettiamo sul fatto che i documenti prodotti sono file.

In relazione a tali file dobbiamo distinguere due possibilità:

  • file costruiti mediante un formato del quale il costruttore tende a non comunicare alcuna caratteristica, caratteristica utilizzata per rendere fedele l’utilizzatore e permettere riscontri commerciali
  • ed altri costruiti secondo formati le caratteristiche dei quali sono interamente pubbliche e, non di minor importanza, siano liberamente utilizzabili, ovvero non soggetti a vincoli commerciali o di licenze commerciali.

Il formato più diffuso di file per documenti da ufficio con specifiche completamente pubbliche è l’OpenDocument. In particolare questo formato è adottato da Oracle OpenOffice e LibreOffice.

L’amministrazione australiana, secondo quanto scritto da scritto John Sheridan, Chief Technology Officer of Australia, sembra aver fatto l’ovvia proposta di adottare il formato OpenDocument. Seguiremo l’evoluzione di questa esperienza.

La proposta è parte del “Australia’s Whole-of-Government Common Operating Environment Policy”, un progetto nato nel 2009 con la finalità di uniformare i computer utilizzati nell’amministrazione e sviluppare servizi ad alta sicurezza.
Prevede l’adozione dei documenti nella versione OpenDocument ODF 1.1 per le applicazioni da ufficio definite dall’ International Organization for Standardization (ISO) and International Electrotechnical Commission (IEC).

Il formato ODF è in continuo sviluppo. L’ultima versione sta per diventare uno standard  ISO/IEC standard.

 

Sull’accesso da internet ai file aziendali.

Il tema è molto importante e delicato.

E’ facile dire “cloud”, ma bisogna assumersi il rischio di sguardi indiscreti.

E’ possibile riprendere il vecchio FTP, protocollo per trasferimento file.

Le persone che hanno maturato la sopportazione a piccole vessazioni (quali: prima scaricare il file, poi modificarlo, poi ricaricarlo) si sentono a loro agio.

Purtroppo FTP è robusto, storico, ma insicuro, infatti non cifra i contenuti.

Ma esiste SFTP ovvero sicuro, cioè cifrato.

Tale protocollo, se realizzato in ambito Linux con OpenSSH, è veramente eccellente, al di sopra dei cedimenti.

Segnaliamo l’estensione di Nautilus, ovvero l’esplora risorse di Gnome, che permette di usare in modo usuale e grafico i file in cartelle remote. Veramente da provare.

Un server SFTP si attiva semplicemente utilizzando un computer, installando una distribuzione Linux, per esempio l’eccellente Ubuntu Server, e, in quest’ultimo caso, selezionando l’opzione di installare il server SSH.

Poi il computer va connesso ad internet ed il router utilizzato, supponendo che gestisca una rete interna di IP privati ( i soliti, per esempio,  192.168.1.x ), deve contenere una regola, che in modo sbrigativo, definiamo NAT, ma meglio DNAT, che permetta di accedere dall’esterno al servizio SFTP.

Ovvero si può, semplificando, immaginare il router dotato di due interfacce di rete, una connessa ad internet con un IP statico pubblico ed una alla rete privata interna. Quindi dall’esterno la prima interfaccia del router è raggiungibile. Se il router trasferisce una porta della sua interfaccia connessa ad internet ad una di un computer interno, si realizza la situazione di rendere accessibile dall’esterno il servizo legato alla data porta del computer interno.

Di solito aprendo l’IP del router mediante un browser web sarà possibile trovare la pagina dove inserire il DNAT in questione. Si tenga conto che il servizio SSH usa la porta 22, che non è conveniente esporre direttamente.

Chi realizza una tale configurazione, soprattutto se impone ad SSHD delle stringenti regolamentazioni, realizza sicuramente il migliore sistema di accesso dei file aziendali dall’esterno, migliore in termini di prestazioni, sicurezza ed efficienza,

Ben più complicato è l’utilizzo di VPN soprattutto per tutte le implicazioni sulla rete remota riportata in locale.

Infatti la configurazione di un sistema VPN è difficile, quindi si viene spinti ad utilizzare delle micro soluzioni pronte all’uso, dette in genere appliance. Il problema è ampio: costano molto e hanno CPU scarse. Anche se in termini di buon allestimento il samba non dovrebbe coabitare con il sistema che ospita SFTP, la potenza richiesta per avere una risposta ottimale dai servizi in questione è, in genere, molto maggiore delle CPU offerte dalle comuni appliance.

Non da ultimo, in termini di efficienza sistemistica, il realizzare l’accesso dall’esterno di file è migliore se coinvolge una filiera corta e sicura. Perciò la soluzione VPN, estendendo la rete interna attraverso internet a macchine non sempre sicure o stabili, per vari motivi è molto  meno efficiente e molto più rischiosa di un tunnel SFTP attivato all’occorrenza.

I detrattori mostrano l’interfaccia utente che realizza la vecchia e non gradevole situazione FTP. Ma, ripeto, non è più così: si veda per esempio Nautilus …

Concludiamo mettendo in guardia sull’utilizzo disinvolto di fusessh.

Per la Storia della Fisica.

Abbiamo visto come la materia emerga dal concepire lo spazio non omogeneo. Un sottoinsieme dello spazio privo di materia si dice vuoto. Grande questione è rappresentare la distribuzione di materia nello spazio, ovvero gli schemi dei corpi materiali. Si introduca, mediante l’espediente dell’indefinitamente lontano,  la possibilità di esistenza di riferimenti fissi per la descrizione dei moti.
Proprietà primitiva, ovvero vera senza dimostrazione, è che materia attiri materia.

Quindi si enunci il principio, detto d’inerzia, che un corpo, in assenza di forze e rispetto un sistema di riferimento inerziale, continui indefinitamente nel suo stato di quiete  a velocità costante.

Asserire che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale, in intensità, e verso opposto, significa argomentare in termni di forze ed intuire una sottile verità.

Se aggiungiamo lo speciale legame tra forza ed accelerazione, direttamente proporzionale, ovvero l’una un numero volte l’altra, concludiamo quei tre principi che cambiarono realmente la storia umana.

Nacque la scienza moderna, la formidabile tripletta è confrontabile, banalizzando, ad una triplice vincita alla lotteria nazionale.

I tempi erano maturi, ma Newton fu l’unico grande di quest’opera, che cambiò la storia dell’uomo.

Con Newton nacque la meccanica moderna, e con essa la tecnologia che raggiungerà i livelli attuali.

Egli fu il gigante del periodo.

Galileo non è confrontabile a Newton. Fu sicuramente una figura importante dei tempi, ma non marcò la nascita della scienza moderna, in particolare della meccanica, nella accezione ancora in uso.

E’ facile confondere l’importanza dei due personaggi storici, quindi ritengo opportuno provare a ripristinare la verità.

Affronteremo casi concreti.

 

 

 

 

 

 

TREDES’ ANI ON DI’

Co’ ea brosìma assassina
me fracàvo ea baretìna
Ah! sì gavèvo…… tredès’àni

Braghe ròte, maja strassa
sgalmarète che te digo
Oh! che bei i nostri tredès’àni

E scampàvo come ‘el vento
saeudàr non saeudàvo
ma…. gavèvo tredès’àni

Tròsi e sièse me spetàva
e ‘na tòsa infagotà
Eh! sì ….. gavèvo tredès’àni

« ‘Ndèmo ! Còorii! stàme drìo…
quanto frèdo che te ghè. «
Tseh! ghèmo apèna tredès’àni

le nostre ombre che se tàca
e tanto parfumo nei so’ cavej
tredes’àni e .che pecà !

No ghè pì che ‘ ea caretzà
ne quea tòsa rossa e bèa
………………………………….
………………………………….
Quando mai i me’ tredès’ani.
nToni 1998

Note di a traduzione di alcuni vocaboli in dialetto dei Colli Euganei:
Brosìma per Brina;
Sgalmarète per scarpe economiche con suola di legno;
Pecà per Peccato;
Trosi e Siese per Sentieri e Siepi;
Tòsa per Ragazza;
Tàca per Attacca;
Caretzà per Carrareccia sui campi.

Ho bisogno solo di te.

Un pensiero che prima tarda e poi fugge

Cala il buio, vuoto assurdo
né presenze, né rumori
cerco complice un pensiero

che non trovo qui da me.
Ecco arriva! Posa piano,
sul balcone e sulla mano.

Presto presto o se ne và.
Sembra merlo e trema forte,
salta, scatta poi si ferma.

Ora un volo. E’ andato via?
No! Ritorna in gran furia,
come giovane guerriero

“Fermo, aspetta !”. Stò per dire.
“ Siedi e resta un po’ con me.
Andrai dopo al tuo destino.

Non volare dal tuo tempo,
non andare via nel vento,
fammi tanta compagnia”.

Un rumore vien dal basso,
non capisco cosa sia.

Forse il gatto che si stira
e ridorme solo solo.
Torna il gelo nella strada:

il gran Nulla e lui che va.
Nell’Aprile grigio avaro,
sento freddo come mai.

Silvio Aprile 2013