Lo smart working in Italia. Come abbiamo trasformato il lavoro agile in una reperibilità tossica h24.

Dialogo con Gemini.

Il grande equivoco dello Smart Working: da lavoro agile a cottimo digitale h24

C’è un malinteso colossale che intossica le aziende italiane da qualche anno a questa parte. Abbiamo preso un concetto anglosassone basato sulla fiducia, sulla flessibilità e sul lavoro per obiettivi — lo smart working — e lo abbiamo trasformato in una mostruosità tutta nostra: il telelavoro da divano con obbligo di reperibilità perpetua.

In Italia non abbiamo reso il lavoro “agile”. Abbiamo semplicemente spostato la catena di montaggio nel salotto di casa.

L’ansia del pallino verde e il micro-management

Il manager italiano medio, orfano del controllo visivo sulle scrivanie e cronicamente incapace di misurare i veri risultati, è entrato in crisi di astinenza da “fiato sul collo”. La soluzione? Il panopticon digitale.

La vecchia timbratura del cartellino è stata sostituita dalla dittatura del “pallino verde” su Teams, Slack o Skype. Se osi andare in bagno per più di tre minuti e il tuo status passa su “Assente”, scatta l’indagine interna. Più che al lavoro agile, abbiamo assistito alla digitalizzazione della paranoia aziendale, un clima di sospetto che non a caso ha fatto schizzare alle stelle le vendite di mouse jiggler (i simulatori di movimento del mouse) su Amazon. Si finge di lavorare per rassicurare chi finge di gestire.

Il paradosso del “Già che sei a casa…”

Ma il vero capolavoro tossico è l’abolizione definitiva del confine spazio-temporale. Avendo eliminato il tragitto casa-lavoro (il fondamentale “stacco” psicologico), le aziende hanno tacitamente deciso di incamerare quel tempo come bonus gratuito.

L’ufficio si è espanso fino a fagocitare la vita privata. La frase “tanto sei a casa, che ti costa?” è diventata il lasciapassare per fissare riunioni alle 18:45, mandare vocali su WhatsApp il sabato mattina o pretendere risposte alle email mentre prepari la cena. Non è flessibilità: è una forma di sequestro di persona con il Wi-Fi veloce. Abbiamo barattato due ore di traffico in tangenziale con la reperibilità h24.

La mentalità del padrone delle ferriere

La triste verità di fondo è che abbiamo importato le infrastrutture tecnologiche della Silicon Valley, ma continuiamo ad applicarle con la mentalità del caporeparto degli anni Cinquanta.

Nei convegni si fanno bellissimi monologhi sul “diritto alla disconnessione”, ma nella pratica aziendale quotidiana si continua a premiare il martirio del dipendente sempre online. Finché confonderemo il “tempo passato al computer” con il valore prodotto, lo smart working in Italia rimarrà solo un inglesismo alla moda per mascherare un esaurimento nervoso a chilometro zero.