Francesco Sciortino e la scommessa da 200 milioni: la fusione nucleare passa per gli Stellarator

Articolo di Gemini.

La prospettiva industriale di Proxima Fusion, la startup europea guidata dal fisico italiano Francesco Sciortino.

  • Dai 43 secondi di Wendelstein 7-X al reattore italiano: come la fusione sta uscendo dalla fantascienza
  • Energia illimitata in Europa: la sinergia tra la ricerca tedesca e Proxima Fusion

Struttura dell’Articolo Integrato

1. Introduzione: La fusione esce dai laboratori

  • Il traguardo scientifico: Nel nord della Germania, il reattore a fusione Wendelstein 7-X (W7-X) ha segnato una svolta storica contenendo per 43 secondi un plasma a temperature superiori a quelle del nucleo del Sole.
  • Dalla teoria alla pratica: Più che i megawatt generati, a fare la differenza è stato il tempo di stabilità. Per decenni la fusione è stata considerata un traguardo “sempre lontano 30 anni”; oggi la sfida si è spostata dalla fisica teorica all’ingegneria industriale.

2. La tecnologia: Perché lo Stellarator supera il Tokamak

  • Il limite del Tokamak: Molti reattori tradizionali (come i Tokamak a forma di ciambella) utilizzano correnti elettriche all’interno del plasma che creano instabilità e rischiano di far collassare la reazione.
  • La risposta dello Stellarator: Il W7-X e i nuovi modelli adottano una struttura di bobine magnetiche superconduttrici modellate con precisione millimetrica. Questo crea una “gabbia magnetica” perfetta senza bisogno di correnti interne al plasma, garantendo maggiore stabilità e sicurezza.
  • I pellet di idrogeno: L’iniezione continua di piccoli pellet di idrogeno congelato permette di rifornire il plasma in tempo reale senza spegnere il reattore.

3. Il volto dell’innovazione europea: Francesco Sciortino e Proxima Fusion

  • La storia: Ex studente dell’Imperial College e dottorato al MIT, Francesco Sciortino ha lavorato proprio al Max Planck Institute sul reattore W7-X. Nel 2023 ha lasciato la ricerca accademica per fondare Proxima Fusion, uno spin-off focalizzato sulla commercializzazione degli Stellarator.
  • Finanziamenti e talenti: In soli due anni, Proxima Fusion ha raccolto oltre 200 milioni di euro da investitori internazionali, fondi europei e istituzioni come Cassa Depositi e Prestiti, attraendo ex ingegneri di Tesla e SpaceX.
  • Il ruolo del software: Utilizzando simulazioni e ottimizzazioni numeriche di avanzata ingegneria software, Proxima Fusion punta a progettare reattori più compatti ed efficienti.

4. La tabella di marcia verso l’energia commerciale

  • Fase 1 (2027-2031): Sviluppo del prototipo dei magneti e realizzazione del reattore dimostrativo “Alfa”, progettato per produrre più energia di quanta ne assorba.
  • Fase 2 (Metà anni ’30): Costruzione della prima centrale commerciale a fusione da 1 GW, destinata ad alimentare intere città e industrie ad alto consumo energetico.
  • Riconversione ecologica: In Germania e in Europa si valuta la possibilità di costruire gli impianti direttamente sui siti delle vecchie centrali a fissione o a carbone dismesse, riutilizzando le connessioni alla rete elettrica e la manodopera specializzata.

5. Conclusione: L’ambizione e il cambio culturale in Europa

  • Un nuovo ecosistema Deeptech: L’impresa di Proxima Fusion dimostra che l’Europa può competere con Stati Uniti e Cina nei settori strategici ad alto rischio.
  • Un’energia senza scorie né emissioni: A differenza della fissione, la fusione non produce scorie radioattive a lungo termine e non presenta rischi di meltdown, offrendo una fonte pulita, continua e indipendente dalle condizioni meteorologiche.