Dialogo con Gemini.
Il discorso del Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, tratto dal video Lavrov parla al Consiglio di Sicurezza ONU | Discorso completo in italiano, si articola su una dura ricostruzione critica dell’operato dei Paesi occidentali e sulle posizioni di Mosca riguardo alla crisi ucraina.
1. Responsabilità attribuite all’Occidente dal 2004 al 2014
- Ingerenze politiche: Lavrov accusa l’Unione Europea di aver costretto l’Ucraina a una scelta binaria (“o con l’Europa o con la Russia”) fin dal 2004 e durante le proteste del 2013-2014 [00:22].
- Il mancato rispetto dell’accordo di febbraio 2014: Sostiene che l’accordo firmato il 21 febbraio 2014 con le garanzie di Germania, Francia e Polonia sia stato immediatamente disatteso dall’opposizione, portando a quello che definisce un colpo di stato che ha privato le popolazioni russofone dei loro diritti [01:25].
2. Il fallimento degli Accordi di Minsk e delle trattative di pace
- Gli accordi di Minsk (2015): Lavrov accusa Kiev e i partner europei di non aver mai voluto applicare le intese approvate dall’ONU, citando le successive ammissioni di Merkel, Hollande e Porošenko sul fatto che Minsk fosse servito a guadagnare tempo per riarmare l’Ucraina [05:25].
- I negoziati di Istanbul (2022): Afferma che l’accordo di neutralità concordato nei primi mesi del conflitto sia stato fatto saltare dall’intervento dell’allora Primo Ministro britannico Boris Johnson [07:00].
- L’incontro di Anchorage (agosto 2025): Sostiene che le intese raggiunte tra Putin e Donald Trump ad Anchorage siano state ostacolate e “seppellite” dall’intervento diplomatico europeo [07:34].
3. Posizione della Russia sui negoziati attuali
- Disponibilità al dialogo senza tregua preventiva: La Russia dichiara di essere aperta a trattative per una pace duratura basata sulle proposte avanzate da Putin, ma precisa che non sospenderà le operazioni militari durante gli eventuali colloqui, per evitare che una tregua venga usata per riarmare l’esercito ucraino [09:15].
4. Diritti delle popolazioni russofone e legislazione ucraina
- Tutela linguistica e religiosa: Uno degli obiettivi primari dichiarati da Mosca è la tutela delle popolazioni russofone e della Chiesa ortodossa canonica, denunciando leggi ucraine che vietano l’uso della lingua russa in ambito pubblico ed educativo [09:55].
- Accuse di “nazificazione”: Vengono duramente criticate le autorità di Kiev per la riabilitazione storica di figure collaborazioniste e per quelle che Lavrov definisce violazioni sistematiche dei diritti umani fondamentali [10:34].
5. Critica al Segretariato Generale dell’ONU e al diritto internazionale
- Integrità territoriale vs. Autodeterminazione: Lavrov contesta i vertici dell’ONU (in particolare le dichiarazioni di António Guterres) accusandoli di applicare due pesi e due misure tra il principio di integrità territoriale e quello di autodeterminazione dei popoli [14:33].
- La Dichiarazione del 1970: Conclude citando la dichiarazione ONU sulle relazioni amichevoli tra Stati, sostenendo che l’integrità territoriale è garantita solo a quei governi che rappresentano l’intero popolo residente sul loro territorio senza discriminazioni, condizione che secondo Mosca il governo di Kiev non soddisfa [16:00].