Se c’è un dispositivo che ha cambiato per sempre il concetto di “Single Board Computer” (SBC), quello è il Raspberry Pi. Nato come strumento didattico low-cost, oggi è un pilastro dell’industria, dei server casalinghi e della nuova ondata di intelligenza artificiale. Facciamo il punto sullo stato dell’arte dell’iconica scheda britannica.
❓ Qual è il modello di punta attuale e cosa offre?
Il re incontrastato del catalogo è il Raspberry Pi 5. Sotto la scocca monta un processore quad-core ARM Cortex-A76 da 2,4 GHz che garantisce prestazioni fino a tre volte superiori rispetto al modello precedente. La vera rivoluzione è l’introduzione del chip custom RP1 (che gestisce l’I/O in modo efficiente) e di una porta PCIe nativa, che permette finalmente di collegare velocemente memorie SSD NVMe tramite appositi shield. [1, 2, 3, 4]
❓ Ci sono state novità recenti per chi cerca un computer integrato?
Sì, per chi ama i computer “All-in-One” stile Amiga e Commodore 64, è arrivata la gamma Raspberry Pi 500 e la sua evoluzione Pi 500+. Si tratta di veri e propri computer desktop racchiusi interamente all’interno di una tastiera compatta, che sfruttano la potenza dell’architettura del Pi 5 per offrire un’esperienza d’ufficio immediata, pulita e priva di cavi sparsi. [1, 2, 3]
❓ Quando uscirà il Raspberry Pi 6?
L’attesa sarà piuttosto lunga. Il CEO Eben Upton ha chiarito ufficialmente che il Raspberry Pi 6 non arriverà sul mercato prima dell’inizio del 2028. Questo ritardo è dovuto sia alle dinamiche della catena di fornitura dei chip (come le memorie DRAM), sia alla volontà di far maturare appieno l’attuale ciclo di vita del Pi 5. [1, 2]
❓ È vero che Raspberry Pi viene usato per far girare l’Intelligenza Artificiale (LLM) in locale?
Sì, ed è uno dei motivi per cui l’azienda sta registrando vendite record. Grazie alle nuove varianti del Pi 5 con quantitativi generosi di RAM (fino a 16 GB) e all’ottimizzazione del software, è possibile fare self-hosting di Large Language Models (LLM) quantizzati direttamente sulla scheda senza inviare dati al cloud. Inoltre, la fondazione ha scelto di non inserire una NPU dedicata per non far lievitare i costi, preferendo ottimizzare la CPU stessa per il calcolo IA. [1, 2, 3, 4]
❓ Quali sono i limiti del Raspberry Pi 5 da tenere in considerazione?
Nessun hardware è perfetto, e il Pi 5 ha due criticità note:
- Consumi e Calore: La potenza extra si paga. La scheda scalda notevolmente di più rispetto ai vecchi modelli. L’uso del dissipatore ufficiale con ventola attiva (Active Cooler) o di un case ventilato è praticamente obbligatorio per evitare il thermal throttling (il rallentamento automatico per surriscaldamento). [1, 2]
- La concorrenza dei Mini-PC: Nella fascia di prezzo dei kit completi (Pi 5 + alimentatore + case + SSD, che sfiorano spesso i 100-120€), molti utenti preferiscono acquistare Mini-PC x86 usati o ricondizionati, che offrono maggiore compatibilità software con i programmi Windows/Linux tradizionali e consumi comunque ridotti. [1]
❓ In conclusione: per quali progetti è imbattibile?
Raspberry Pi resta il re indiscusso per la creazione di Home Server (Nextcloud, Home Assistant per la domotica, Pi-hole per bloccare la pubblicità nella rete di casa), per il retro-gaming evoluto e per qualsiasi progetto in cui serva un sistema operativo Linux completo racchiuso in pochissimo spazio e con consumi elettrici irrisori. [1, 2]