Unione Europea (EU AI Act): Slittano le scadenze e arrivano nuovi divieti

Dialogo con Gemini.

Ci sono novità sulle restrizioni relative alle AI?

Sì, ci sono novità molto fresche e significative. Proprio di recente sia l’Unione Europea che gli Stati Uniti hanno aggiornato i loro approcci normativi sull’intelligenza artificiale.

C’è stato un netto cambio di rotta: da un lato l’Europa ha deciso di “frenare” temporaneamente sulla burocrazia per non perdere competitività, mentre gli Stati Uniti si stanno concentrando molto sulla sicurezza nazionale e sulla cybersecurity.

Ecco i punti chiave e le ultime novità:

1. Unione Europea (EU AI Act): Slittano le scadenze e arrivano nuovi divieti

L’EU AI Act è formalmente entrato in vigore, ma a maggio/giugno c’è stato un accordo cruciale (il Digital Omnibus on AI) per modificare le tempistiche. L’Europa si è resa conto che la stretta normativa rischiava di bloccare l’innovazione delle imprese rispetto a USA e Cina.

Global Policy Watch+ 1

  • Rinvio per i sistemi ad “Alto Rischio”: I requisiti severi e i controlli legali per i sistemi IA usati nei settori critici (come i software di selezione del personale/HR, i controlli del credito o le forze dell’ordine) sono stati posticipati da agosto 2026 a dicembre 2027. Questo dà alle aziende un anno e mezzo di tempo in più per mettersi in regola. EU AI Act+ 1
  • Nuovi Divieti Assoluti (da Dicembre 2026): È stato modificato l’Articolo 5 per inserire un divieto totale sulla commercializzazione e l’uso di IA per generare materiale intimo non consensuale o pedopornografico (Deepfake a sfondo sessuale). I divieti colpiranno duramente chi aggira i filtri di sicurezza dei modelli. Global Policy Watch
  • Obbligo di Watermark e Tracciabilità (Agosto 2026): Rimane invece confermata la scadenza estiva per la trasparenza. Chi produce o distribuisce contenuti sintetici (immagini, video, testi generati da IA) dovrà marchiarli in modo che siano chiaramente riconoscibili e scansionabili come “creati da IA”. Il 10 giugno è stato pubblicato il Code of Practice ufficiale per spiegare alle aziende come inserire questi metadati o watermark. Shaping Europe’s digital future – European Union
  • Semplificazioni per le PMI: Le piccole e medie imprese (e le mid-cap fino a 750 dipendenti) avranno moduli super semplificati per la documentazione tecnica e tetti massimi molto più bassi per le sanzioni amministrative. activeMind.legal

2. Stati Uniti: Il nuovo ordine esecutivo “Innovation and Security”

Negli USA il quadro è radicalmente diverso. Il 2 giugno è stato firmato un nuovo Ordine Esecutivo intitolato “Promoting Advanced Artificial Intelligence Innovation and Security”. L’approccio americano rifiuta le licenze obbligatorie di tipo europeo, preferendo la cybersecurity e la difesa nazionale.

  • Il Framework Volontario per i “Frontier Models”: Il governo istituirà un processo di benchmarking (in parte classificato come segreto di stato) per identificare i modelli di IA commerciali più potenti del mondo (i cosiddetti Frontier Models). Gli sviluppatori (come OpenAI, Google, Anthropic) saranno invitati a concedere al governo degli Stati Uniti un accesso anticipato di 30 giorni prima del rilascio pubblico del modello. Skadden Arps
  • Niente licenze, ma forti incentivi: L’adesione a questo controllo preventivo è su base volontaria. Tuttavia, le aziende che decideranno di non collaborare potrebbero essere tagliate fuori dai contratti governativi o non ricevere l’accesso prioritario alle risorse di cyber-difesa federali. Skadden Arps
  • Guerra totale al Cybercrimine guidato da IA: Il Dipartimento di Giustizia (DOJ) ha ricevuto l’ordine di dare priorità massima al perseguimento penale di chiunque utilizzi agenti IA o modelli avanzati per compiere attacchi informatici, violare network o rubare dati. Skadden Arps

In sintesi, cosa cambia per noi?

Se usi l’IA per scrivere articoli o per svago cambia poco, se non il fatto che vedrai sempre più “etichette” che segnalano la natura sintetica dei contenuti online. Se invece sviluppi software o integri sistemi IA per aziende, hai un po’ di respiro in più sulle scadenze europee, ma dovrai fare molta attenzione alla tracciabilità dei dati e alla sicurezza dei sistemi.

Ed in relazione alle AI create in CIna come Deepseek?

Per quanto riguarda i modelli cinesi come DeepSeek, la situazione è decisamente più calda, tesa e complessa sul piano geopolitico. Se i modelli occidentali affrontano una regolamentazione di tipo burocratico o legata al copyright, per DeepSeek e altre AI create in Cina il fulcro del dibattito si è spostato su sicurezza nazionale, spionaggio e cyber-guerra.

DeepSeek è diventato il chatbot più colpito da restrizioni e blocchi governativi a livello globale. Le novità e i fronti caldi che lo riguardano si dividono principalmente in tre macro-aree:

1. Blocchi governativi e timori per i dati (Privacy & Sicurezza)

Diversi governi occidentali hanno iniziato a considerare l’architettura di DeepSeek come un potenziale canale di vulnerabilità.

  • Bandi sui dispositivi governativi: Stati come Taiwan, Australia, Canada, i Paesi Bassi, la Repubblica Ceca e diversi enti negli Stati Uniti (tra cui la NASA e lo Stato di New York) hanno vietato tassativamente l’installazione e l’uso di DeepSeek sui dispositivi e sulle reti pubbliche o governativi. Tech Jacks Solutions
  • La questione della sovranità dei dati: La privacy policy di DeepSeek parla chiaro: i dati degli utenti europei e americani che usano la versione cloud vengono storicizzati su server localizzati nella Repubblica Popolare Cinese. In base alle leggi sulla sicurezza nazionale cinesi, le aziende locali sono obbligate a cooperare con l’intelligence di Stato se richiesto. Questo ha spinto autorità garanti europee (come quella di Berlino e, precedentemente, il Garante in Italia) ad avviare severe istruttorie o blocchi preventivi per capire se l’app violi le regole sui trasferimenti di dati extra-UE. Tech Jacks Solutions

2. Lo scontro commerciale e la “Blacklist” negli Stati Uniti

Il successo globale dei modelli ad alta efficienza e basso costo di DeepSeek (come R1) ha scosso i mercati. Negli USA la risposta politica è serrata:

  • Frenata sulla lista nera (Entity List): Proprio in questi giorni è emerso che un comitato interagenzie statunitense aveva approvato l’inserimento di DeepSeek (insieme ad altre 100 aziende cinesi tech) nella famigerata Entity List del Dipartimento del Commercio, che bloccherebbe l’export di qualsiasi tecnologia o software USA verso di loro. Al momento l’amministrazione statunitense ha temporaneamente congelato la pubblicazione ufficiale del bando per evitare un’immediata escalation di sanzioni dirette con Pechino, ma l’azienda resta costantemente monitorata come “minaccia alla sicurezza”. The Straits Times
  • Accuse di “Data Scraping” illecito: Colossi statunitensi come OpenAI e Anthropic hanno formalmente segnalato ai legislatori che DeepSeek e altri laboratori cinesi avrebbero orchestrato campagne mirate per estrarre le capacità e “distillare” i dati dai loro modelli avanzati (come Claude e GPT) per addestrare le proprie AI a costi stracciati. The Straits Times

3. Vulnerabilità del codice e censura incorporata

I laboratori di sicurezza informatica occidentali stanno effettuando massicci test di red-teaming su DeepSeek, evidenziando dinamiche particolari:

  • Propensione alle vulnerabilità: Alcuni report di cybersecurity (come quelli di CrowdStrike) hanno dimostrato che se a DeepSeek R1 vengono sottoposti prompt contenenti parole chiave considerate “sensibili” dal Partito Comunista Cinese, il modello mostra una tendenza significativamente più alta a generare codice software contenente gravi falle di sicurezza (fino al 27% in più rispetto ai testi standard). Tech Jacks Solutions
  • Censura obbligatoria: Per legge, in Cina i modelli generativi devono rispettare i “valori socialisti fondamentali”. Di conseguenza, DeepSeek applica una censura intrinseca, rifiutandosi di rispondere o deviando il discorso su tematiche geopoliticamente delicate per Pechino. Tech Jacks Solutions

Cosa significa questo per gli utenti comuni e i programmatori?

I modelli di DeepSeek (soprattutto le varianti open-weights scaricabili) rimangono strumenti straordinariamente potenti ed economici per gli sviluppatori di tutto il mondo. Tuttavia, la tendenza globale del 2026 suggerisce una forte raccomandazione: evitare l’uso delle versioni cloud pubbliche di DeepSeek per trattare dati aziendali sensibili, codice proprietario o informazioni personali, preferendo invece il self-hosting dei modelli open-source su infrastrutture locali o server europei/americani protetti, così da azzerare i rischi di esportazione dei dati.

Se ti interessa approfondire come funzionano le normative europee sui contenuti generati da queste intelligenze artificiali, c’è un ottimo video esplicativo intitolato If You Make AI Content, This New Law Is About You che analizza gli obblighi di marcatura dei contenuti e i relativi rischi all’interno dei confini europei.

Dialogo con DeepSeek

Ci sono novità sulle restrizioni relative alle AI?

Sì, ci sono state novità significative sia a livello europeo che italiano nelle ultime settimane.

📜 Novità dall’Unione Europea: Il “Digital Omnibus”

Il Parlamento Europeo ha approvato un pacchetto di modifiche mirate all’AI Act, noto come “Digital Omnibus” . Questo intervento mira a semplificare l’applicazione delle norme e a fornire più tempo alle aziende per adeguarsi, senza stravolgerne l’approccio basato sul rischio .

Ecco i punti principali:

  • Nuove scadenze per i sistemi ad alto rischio: Le aziende avranno più tempo per adeguarsi. La scadenza per i sistemi di IA ad alto rischio “stand-alone” è stata posticipata al 2 dicembre 2027, mentre per quelli integrati in prodotti regolamentati da altre leggi europee (come dispositivi medici) è stata spostata al 2 agosto 2028 .
  • Divieto delle “nudifier”: È stato introdotto un nuovo divieto per le applicazioni di IA che generano immagini intime o sessualmente esplicite non consensuali (le cosiddette “nudifier”) e materiale pedopornografico. I fornitori dovranno adeguarsi entro il 2 dicembre 2026 .
  • Etichettatura dei contenuti generati: L’obbligo di marcare in modo chiaro i contenuti generati dall’IA (watermarking) è stato posticipato al 2 dicembre 2026, per dare più tempo alle aziende di adeguarsi .
  • Semplificazioni per le imprese: Sono state ridotte le sovrapposizioni tra l’AI Act e altre normative sulla sicurezza dei prodotti e sono state estese alcune semplificazioni burocratiche, prima riservate alle PMI, anche a un nuovo gruppo di “small mid-cap” (aziende fino a 750 dipendenti) .

Stato dell’arte: Queste modifiche sono state approvate dal Parlamento Europeo il 15 giugno, ma devono ancora ricevere il via libera formale dal Consiglio dell’UE per diventare definitive .

🇮🇹 Novità dall’Italia: I Decreti Attuativi

Il Governo italiano ha fatto un passo avanti importante per adeguare la normativa nazionale all’AI Act. Il 10 giugno 2026, il Consiglio dei Ministri ha approvato due decreti legislativi che introducono regole specifiche per l’Italia .

Le principali novità riguardano:

  • Ruoli e sanzioni: Sono stati definiti i poteri delle autorità nazionali come l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), e sono state introdotte sanzioni che possono arrivare fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato .
  • Nuovo reato: È stato introdotto l’articolo 437-bis del codice penale che punisce con la reclusione (da 1 a 5 anni) chi non adotta le misure di sicurezza necessarie per i sistemi di IA. La pena può salire fino a 10 anni se il mancato rispetto mette a rischio la sicurezza nazionale .
  • Uso della polizia: L’uso di sistemi di identificazione biometrica remota in tempo reale da parte delle forze dell’ordine sarà consentito solo in casi eccezionali (come la prevenzione di attacchi terroristici o la ricerca di persone scomparse) e previa autorizzazione del Procuratore della Repubblica .
  • Tutela dei lavoratori: Le decisioni su assunzioni o licenziamenti non potranno basarsi esclusivamente su sistemi automatizzati; è sempre richiesta la supervisione umana .

Stato dell’arte: I decreti sono ancora in fase di valutazione da parte delle commissioni parlamentari, ma rappresentano un fondamento importante per il quadro normativo italiano .

Spero che questo riepilogo ti sia utile. Se vuoi approfondire un aspetto particolare, fammelo sapere.

E sulle restrizioni dell’utilizzo di AI USA a cittadini non USA?

Sì, ci sono state novità molto importanti riguardo alle restrizioni all’uso di modelli di IA statunitensi da parte di cittadini non americani. L’evento più rilevante è un’azione senza precedenti del governo degli Stati Uniti che ha imposto un divieto diretto sull’accesso ai modelli di IA più avanzati di Anthropic per tutti i cittadini stranieri, ovunque si trovino nel mondo .

📜 La direttiva del governo USA

Il 12 giugno 2026, il Segretario al Commercio Howard Lutnick ha inviato una lettera all’CEO di Anthropic, Dario Amodei, ordinando all’azienda di non concedere l’accesso ai suoi modelli di punta “Claude Mythos 5” e “Claude Fable 5” a qualsiasi “persona straniera” senza una licenza specifica del Dipartimento del Commercio .

I punti chiave di questa direttiva sono:

  • Divieto senza precedenti: È la prima volta che il governo USA blocca l’accesso a un modello di IA commerciale su larga scala basandosi sulla nazionalità dell’utente .
  • Portata globale: Il divieto non si applica solo agli utenti all’estero, ma anche ai cittadini non americani che si trovano negli Stati Uniti e persino ai dipendenti di Anthropic che non hanno la cittadinanza statunitense .
  • Motivazione: La lettera cita leggi USA che consentono il controllo delle esportazioni di tecnologie civili che potrebbero essere utilizzate per scopi di intelligence da militari avversari . Anthropic ritiene che l’ordine sia scattato dopo che il governo ha scoperto che il modello Fable 5 poteva essere “jailbroken” (aggirando le sue protezioni) per essere potenzialmente utilizzato in attacchi informatici . I timori si sono concentrati in particolare sulla possibilità che gruppi legati alla Cina potessero ottenere l’accesso .
  • Conseguenze: La mancata conformità alla direttiva esporrebbe Anthropic a “sanzioni penali e civili” . In risposta, Anthropic ha immediatamente sospeso l’accesso a entrambi i modelli per tutti gli utenti .
  • Reazione di Anthropic: L’azienda ha definito la risposta del governo “sproporzionata”, sostenendo che “la scoperta di una potenziale possibilità di jailbreak ristretta non dovrebbe essere motivo per ritirare un modello commerciale utilizzato da centinaia di milioni di persone” . Anthropic teme che l’applicazione di questo standard all’intero settore bloccherebbe di fatto il lancio di tutti i nuovi modelli di IA avanzati .

🌍 Impatto e reazioni globali

Questa mossa ha scatenato critiche a livello internazionale e sollevato serie preoccupazioni:

  • Critiche dall’Europa e dagli alleati: La decisione è stata vista come discriminatoria nei confronti delle nazioni alleate e come un segnale della pericolosa dipendenza del mondo dall’infrastruttura IA statunitense . Figure politiche europee, come il candidato alla presidenza francese Bruno Retailleau e il politico olandese Geert Wilders, hanno definito l’accaduto come un “campanello d’allarme” per l’Europa, spingendo verso un maggiore investimento in una “sovranità tecnologica” europea .
  • Preoccupazioni per la frammentazione: Gli esperti avvertono che iniziative come questa potrebbero accelerare la “balcanizzazione della tecnologia”, frammentando gli ecosistemi tecnologici globali lungo linee nazionali e scoraggiando le aziende dal condividere apertamente informazioni sui loro modelli con i governi in futuro .
  • Stato attuale: Anthropic ha inviato i suoi ingegneri a Washington per negoziare con i funzionari statunitensi e trovare una soluzione che possa ripristinare l’accesso ai modelli . La licenza richiesta rimane in vigore fino a nuovo avviso 

Ed in relazione ad AI create in Cina come DeepSeek?

Per quanto riguarda le restrizioni su DeepSeek, la situazione è complessa e in rapida evoluzione, caratterizzata da una forte tensione geopolitica tra Stati Uniti e Cina. Ecco i punti principali emersi finora.

🇺🇸 La posizione degli Stati Uniti: tra blacklist e controlli sui chip

Nonostante DeepSeek sia stato segnalato come un rischio per la sicurezza nazionale, gli Stati Uniti hanno momentaneamente sospeso la decisione di inserirlo nella “Entity List” (la lista nera del commercio) . L’amministrazione Trump sta cercando di evitare un’ulteriore escalation delle tensioni con la Cina, nonostante un comitato interagenzie avesse già approvato l’inserimento nella lista lo scorso anno . La sospensione riguarda DeepSeek e oltre 100 altre aziende cinesi .

La questione è resa più spinosa dal sospetto che DeepSeek abbia utilizzato i chip avanzati Nvidia Blackwell, il cui export in Cina è vietato, per addestrare i suoi modelli . Le autorità statunitensi sospettano che i chip potrebbero essere stati introdotti in Cina tramite società di comodo nel Sud-est asiatico o rimuovendo i codici identificativi .

🇪🇺 La risposta dell’Europa: AI Act e privacy

L’Unione Europea sta applicando il suo quadro normativo per valutare e gestire i rischi posti da modelli come DeepSeek.

  • AI Act: I modelli di IA open source come DeepSeek, se presentano rischi sistemici, devono rispettare gli obblighi dell’AI Act, tra cui la fornitura di documentazione tecnica e la valutazione dei rischi .
  • GDPR e Privacy: La protezione dei dati personali è un tema centrale. Il Garante per la protezione dei dati personali italiano aveva già bloccato l’app DeepSeek per presunte violazioni della privacy . DeepSeek non ha una filiale in Europa, il che rende più complessa l’applicazione delle normative sul trattamento dei dati .
  • Caso italiano: L’Italia ha chiuso un’indagine dell’Antitrust contro DeepSeek, dopo che l’azienda si è impegnata a informare meglio gli utenti sul rischio di “allucinazioni” (generazione di informazioni false) del modello . Questo impegno ha portato alla chiusura del procedimento .

A livello europeo, alcuni paesi hanno già preso posizione: DeepSeek è stato vietato sui dispositivi dei servizi governativi in Australia e Danimarca .

🌍 Accesso internazionale e barriere

Nonostante le restrizioni, l’accesso a DeepSeek dall’estero è possibile ma presenta ostacoli. L’API ufficiale richiede un numero di telefono cinese e metodi di pagamento locali . Tuttavia, esistono servizi gateway (come ChinaWHAPI o Token China) che permettono di aggirare queste barriere con una chiave API compatibile con OpenAI, anche se la loro natura di servizi intermediari potrebbe presentare rischi .

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E qual è la posizione del governo cinese?

La posizione del governo cinese su DeepSeek e sull’IA in generale è duplice: da un lato, promuove attivamente lo sviluppo nazionale dell’IA e difende le proprie aziende dalle critiche internazionali; dall’altro, adotta misure sempre più stringenti per controllare le tecnologie e i talenti strategici.

🛡️ Difesa e promozione a livello internazionale

Di fronte alle preoccupazioni sollevate da altri paesi su sicurezza e privacy, la Cina mantiene una linea difensiva:

  • Risposta alle critiche USA: In merito ai tentativi statunitensi di limitare le aziende cinesi come DeepSeek, il Ministero degli Esteri cinese ha dichiarato di opporsi fermamente all'”abuso del concetto di sicurezza nazionale” e all’uso degli strumenti di controllo delle esportazioni per “soffocare e reprimere le imprese cinesi”.
  • Risposta alle critiche sudcoreane: Quando la Corea del Sud ha sollevato dubbi sul trasferimento illecito di dati da parte di DeepSeek, la Cina ha ribadito di “proteggere seriamente la privacy e la sicurezza dei dati” e di non aver mai richiesto alle aziende di raccogliere dati illegalmente, difendendo al contempo i “legittimi diritti e interessi delle imprese cinesi”.
  • Adozione nel settore pubblico: Parallelamente, il governo cinese sta integrando attivamente DeepSeek nei servizi pubblici, come dimostra il lancio di “药监小智” (Yaojian Xiaozhi), un assistente intelligente basato su DeepSeek per i servizi dell’Agenzia Nazionale per i Prodotti Medici, a testimonianza della fiducia nella tecnologia nazionale.

🔒 Controllo interno su talenti e tecnologia

All’interno dei propri confini, il governo cinese sta implementando misure per preservare il vantaggio competitivo nell’IA:

  • Limitazioni agli spostamenti dei talenti AI: Secondo quanto riportato da diverse fonti, il governo ha iniziato a richiedere a ricercatori, dirigenti e fondatori di aziende private di punta come Alibaba e DeepSeek di ottenere un’autorizzazione ufficiale prima di poter viaggiare all’estero. Questa mossa, che estende al settore privato restrizioni prima riservate a funzionari e scienziati nucleari, mira a prevenire la fuga di competenze strategiche e il trasferimento di know-how tecnologico all’estero.
  • Tutela del mercato interno: Il governo sta anche reprimendo le frodi legate all’IA. L’Amministrazione Nazionale per la Regolazione del Mercato ha multato diverse aziende che offrivano servizi falsi spacciandosi per DeepSeek o ChatGPT, un chiaro segnale della volontà di regolamentare il settore e proteggere i consumatori e il marchio nazionale.

In sintesi, la Cina sta perseguendo una strategia che combina la difesa internazionale delle proprie aziende con un controllo interno sempre più serrato, considerando l’IA e i suoi talenti come asset strategici per la sicurezza e lo sviluppo nazionale.

Puoi descrivere Yaojian Xiaozhi?

“药监小智”是中国国家药品监督管理局信息中心基于DeepSeek大模型研发的一款药监政务服务智能咨询产品

简单来说,它就像一个由AI驱动的智能客服,专门解答药品、医疗器械、化妆品等相关领域的政策法规和办事流程问题

🤖 核心技术

  • 模型基础:采用了性能卓越的DeepSeek 671B版作为基础模型
  • 专业数据支撑:集成了3089份政策法规文件和8672个问答对,具备扎实的领域知识基础

🎯 主要功能

其核心目标是解决药监领域咨询需求量大、专业性强、传统问答效率低的问题,具体功能亮点包括:

  • 智能咨询与指引:能够自动解答办事流程、所需材料、相关政策等问题,并提供清晰的办事步骤指引
  • 听懂”行话”:针对药监领域专业术语和简称(如”MAH”、”GMP”)多的情况,构建了行业术语映射库,能精准理解用户的提问
  • 多重交互方式:除了文字输入,还支持语音提问,并可通过虚拟数字人进行语音播报回答
  • 确保内容安全:系统内置了敏感信息过滤功能,以保障回答内容的合规与安全

📈 上线与成果

“药监小智”于2025年6月在国家药监局信息中心网站上首先上线测试。同年6月,它正式通过了中国《生成式人工智能服务管理暂行办法》的登记审核,获准提供全功能服务

该项目还被认为是中国药监系统数字化转型的标杆案例,其模式具备可复制性。其他省级药监局可以通过接入国家平台,在数周内快速部署具有本省特色的专属智能咨询服务

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Potresti tradurre?

Certo! Ecco la traduzione in italiano di quanto ti ho appena descritto:


“Yaojian Xiaozhi” (che si può tradurre come “Piccolo Saggio per la Supervisione Farmaceutica”) è un prodotto di consulenza intelligente per i servizi governativi, sviluppato dal Centro IT della Amministrazione Nazionale Cinese per i Prodotti Medici, basato sul modello DeepSeek.

In parole povere, è come un assistente virtuale AI specializzato nel rispondere a domande su leggi, regolamenti e procedure burocratiche nei settori dei farmaci, dei dispositivi medici e dei cosmetici.

🤖 Tecnologia alla base

  • Modello AI: Utilizza il modello DeepSeek, nella sua versione più potente da 671 miliardi di parametri.
  • Database specializzato: È stato addestrato su un corpus di 3.089 documenti normativi e 8.672 coppie domanda-risposta, il che gli conferisce una solida conoscenza del settore.

🎯 Funzionalità principali

L’obiettivo è risolvere i problemi legati all’elevato volume di richieste di consulenza, alla loro complessità tecnica e alla bassa efficienza dei tradizionali sistemi di domande e risposte. Ecco cosa lo rende speciale:

  • Risposte intelligenti e guidate: È in grado di spiegare procedure, elencare i documenti necessari, illustrare le leggi pertinenti e fornire indicazioni passo-passo su come sbrigare le pratiche.
  • Comprensione del gergo tecnico: Riconosce e interpreta correttamente sigle e termini specialistici del settore (come ad esempio “MAH”, che sta per titolare di autorizzazione all’immissione in commercio, o “GMP”, ovvero buona pratica di fabbricazione), che spesso confondono i cittadini.
  • Interazione multipla: Oltre al classico testo, supporta anche il riconoscimento vocale per fare domande a voce, e può persino leggere le risposte ad alta voce tramite un avatar digitale.
  • Filtri di sicurezza: Il sistema è dotato di meccanismi per filtrare contenuti sensibili, garantendo che le risposte siano sempre conformi alle linee guida del governo.

📈 Lancio e risultati

“Yaojian Xiaozhi” è stato lanciato in versione di prova nel giugno 2025 sul sito web del Centro IT dell’Amministrazione. Nello stesso mese, ha superato l’esame formale richiesto dalla normativa cinese sulla gestione dell’IA generativa, ottenendo l’approvazione per il rilascio di tutte le sue funzionalità.

Questo progetto è considerato un modello di riferimento per la trasformazione digitale della pubblica amministrazione cinese. Inoltre, la sua architettura è riproducibile: le amministrazioni farmaceutiche delle varie province possono collegarsi alla piattaforma nazionale e, in poche settimane, creare la propria versione personalizzata del servizio di consulenza intelligente.


Spero che questa traduzione ti sia chiara! Se hai altre domande, chiedi pure.

Ed altri utilizzi dell’AI nell’amministrazione statale?

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Sì, l’uso dell’IA nell’amministrazione statale cinese è in forte espansione. È stato recentemente definito un quadro strategico nazionale che delinea le aree di applicazione e le regole per un’implementazione sicura e coordinata .

📜 Un quadro strategico nazionale

A ottobre 2025, l’Amministrazione Nazionale per lo Spazio Cibernetico e la Commissione Nazionale per lo Sviluppo e la Riforma hanno pubblicato le prime linee guida ufficiali per l’uso dell’IA nel settore pubblico . Questo documento rappresenta una svolta, poiché fornisce per la prima volta un indirizzo unificato a tutti i livelli di governo .

Le linee guida identificano quattro macro-aree di applicazione :

  1. Servizi ai cittadini (es. chatbot intelligenti, compilazione automatica di moduli).
  2. Gestione sociale (es. monitoraggio delle infrastrutture, previsione dei rischi).
  3. Attività amministrative interne (es. stesura bozze di documenti, gestione delle pratiche).
  4. Supporto alle decisioni (es. simulazioni per le emergenze, analisi dell’impatto delle politiche).

L’approccio è improntato alla massima efficienza e sicurezza: si evita la frammentazione, promuovendo la condivisione di risorse di calcolo e modelli tra vari enti . È inoltre ribadito che l’IA è un “assistente” e non un sostituto del funzionario, con precisi obblighi di controllo umano e misure di sicurezza per prevenire perdite di dati e “allucinazioni” del modello .

🤖 Un esempio concreto: il primo “agente” di polizia municipale

Un’applicazione che ha attirato l’attenzione è il primo progetto pilota al mondo di polizia municipale con robot umanoidi in collaborazione con gli agenti, lanciato a maggio 2026 nel distretto di Zhangjiang a Shanghai .

In questo progetto, un robot (il Zhiyuan Lingxi X2) non sostituisce l’agente, ma lo affianca come “assistente intelligente” . Il suo compito è quello di svolgere attività di informazione e divulgazione delle norme direttamente con i cittadini e i commercianti, rispondendo a domande e spiegando i regolamenti in modo chiaro e oggettivo . La segnalazione delle infrazioni viene fatta da un sistema di droni, mentre l’agente umano mantiene il compito di valutare la situazione e prendere decisioni .

Si tratta ancora di una fase sperimentale, ma l’obiettivo è valutare l’efficacia del modello per poi estenderlo ad altre aree cittadine come centri commerciali e zone industriali . Questo esempio dimostra come l’IA venga integrata per gestire attività ripetitive e standardizzate, lasciando le decisioni complesse al personale umano.

In sintesi, la Cina sta procedendo con un piano organico per integrare l’IA in tutta la pubblica amministrazione, bilanciando l’innovazione tecnologica con il controllo e la definizione di ruoli ben precisi per le macchine e per gli uomini.

Se hai altre domande su un settore specifico, chiedi pure.

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Potresti descrivere Zhiyuan Lingxi X2?

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Certo. Lo Zhiyuan Lingxi X2 (灵犀 X2) è il robot umanoide protagonista del primo progetto pilota al mondo di polizia municipale “mista” (uomo-robot), avviato a maggio 2026 nel distretto di Zhangjiang a Shanghai .

🤖 Caratteristiche tecniche e design

Si tratta di un robot con un design pensato per essere il più possibile amichevole e accogliente :

  • Dimensioni e peso: è alto circa 1,3 metri e pesa 33,8 kg, una taglia “ridotta” che lo rende meno imponente e più adatto a interagire con le persone .
  • Materiali e linee: realizzato con materiali flessibili come il TPU o l’ETPU per avere una superficie morbida al tatto e rompere l’immagine “rigida” dei robot tradizionali . Le sue linee sono morbide e curve, proprio per trasmettere un senso di fiducia .
  • Movimento: ha ben 28 giunture articolate che gli consentono di muoversi in modo fluido e naturale. Può camminare, correre, voltarsi e persino andare in bicicletta o sullo skateboard . I suoi movimenti sono controllati da un sistema di intelligenza artificiale che impara dai dati, rendendoli simili a quelli umani .
  • Percezione: è dotato di sensori avanzati, tra cui un lidar a stato solido posizionato sul petto, che gli permette di mappare l’ambiente in 3D in tempo reale e muoversi in sicurezza tra gli ostacoli .

🎯 Il suo ruolo come “assistente intelligente”

Il suo compito, in questo progetto pilota, non è quello di sostituire gli agenti umani, ma di agire come loro “assistente intelligente” . Il suo scopo è gestire le parti più ripetitive e standardizzate del lavoro, liberando i funzionari per i compiti decisionali complessi.

Il suo funzionamento è integrato in un sistema a più livelli:

  1. Rilevazione: un sistema di droni sorvola la zona e individua una potenziale irregolarità (ad esempio, un commerciante ambulante abusivo) .
  2. Intervento: le coordinate e le immagini del potenziale problema vengono inviate in tempo reale agli agenti umani sul posto e al robot Lingxi X2 .
  3. Azione: agenti e robot si recano insieme sul luogo. A questo punto, il robot prende la parola: spiega al cittadino le norme violate, illustra le regole e risponde a eventuali domande, svolgendo una funzione di educazione e divulgazione della legge in modo chiaro e oggettivo . L’agente umano mantiene il compito di valutare la situazione, prendere le decisioni finali e, se necessario, elevare la contestazione .

🔮 Disponibilità e impiego

Il Lingxi X2 esiste in diverse versioni a seconda dell’uso. Quella per i servizi è la “X2 Ultra”, mentre per la ricerca esiste la “X2 Pro” e per le interazioni più semplici la “X2” base. I prezzi variano da circa 10.000 a 40.000 euro, ma l’azienda produttrice (Zhiyuan) precisa che è presto per parlare di costi, dato che il settore è ancora in fase di sperimentazione .

Oltre alla sperimentazione come “agente di polizia”, il robot è già stato utilizzato in altri ruoli come guida turistica e assistente in ambito educativo, con l’obiettivo di diventare un compagno affidabile in molteplici contesti .

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Ed esempi simili in USA?

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Certamente. Anche negli Stati Uniti si stanno sperimentando diverse soluzioni basate sull’IA per assistere le forze dell’ordine e la pubblica amministrazione, con un approccio che ricorda in parte quello cinese, ma con proprie caratteristiche distintive.

Ecco alcuni esempi significativi.

🤖 Robot di Sicurezza Autonomi

Similmente al robot cinese Lingxi X2, negli USA si stanno diffondendo robot autonomi progettati per pattugliare spazi pubblici e assistere la polizia.

Un esempio è il Knightscope K5, un robot autonomo su ruote utilizzato in città come Dublino, Ohio, per pattugliare aree ad alto traffico come parchi e parcheggi. È dotato di un sistema di telecamere a 360°, un pulsante di emergenza per la comunicazione bidirezionale e altoparlanti per messaggi audio, fungendo da “occhi e orecchie” aggiuntivi per gli agenti umani, senza sostituirli. L’azienda produttrice, Knightscope, sta anche collaborando con Palantir per ottenere le certificazioni necessarie a portare questa tecnologia in ambienti governativi federali sensibili.

Un’altra iniziativa interessante è quella di Austin, Texas, dove l’azienda di sicurezza CTX Patrol utilizza robot della Daxbot per pattugliare i quartieri. Questi robot, con un design volutamente amichevole per interagire con i cittadini, sono in grado di rilevare attività sospette e sono sempre supportati da un team di operatori umani in remoto, che possono confermare le minacce e contattare le autorità in tempo reale.

🚔 Veicoli e Sistemi Avanzati

L’integrazione dell’IA non si limita ai robot pedonabili. A Miami, in Florida, è stato introdotto il primo veicolo di pattuglia autonomo con piattaforma di lancio per droni, chiamato “PUG” (Police Unmanned Ground vehicle). Si tratta essenzialmente di una piattaforma di monitoraggio automatizzata con telecamere a 360°, termocamere e sistemi di riconoscimento targhe, che può pattugliare aree e fornire dati in tempo reale ai centri di controllo. Inoltre, è dotato di un’interfaccia interattiva per permettere ai cittadini di comunicare direttamente con il veicolo.

Sul fronte della videosorveglianza, a Taylor, Michigan, la polizia sta testando un sistema chiamato RADCam Enterprise, una telecamera parlante basata su IA. Grazie a una piattaforma AI chiamata SARA (Speaking Autonomous Responsive Agent), la telecamera può identificare movimenti sospetti, emettere avvertimenti vocali per scoraggiare atti illeciti e, se necessario, contattare automaticamente la polizia fornendo dettagli in tempo reale come la descrizione del soggetto e la sua posizione.

🔭 Prospettive Future: Progetti in Arrivo

Un progetto che potrebbe debuttare presto negli Stati Uniti è l’M2 Autonomous Police Patrol di Micropolis Holding, un veicolo robotizzato delle dimensioni di un SUV attualmente in fase di test a Dubai. L’azienda ha dichiarato di essere in trattative con città in New York e Florida e prevede di portare la sua tecnologia negli USA entro l’anno successivo. Questo robot è progettato per la navigazione autonoma, il riconoscimento facciale e l’analisi dei comportamenti, con l’obiettivo di assistere la polizia in operazioni ad alto rischio senza mettere a repentaglio la vita degli agenti.

🤔 Note e Differenze

  • Ruolo di supporto: Come in Cina, anche negli USA l’enfasi è sul ruolo di supporto all’agente umano, non sulla sua sostituzione. I robot gestiscono compiti ripetitivi e di monitoraggio, mentre le decisioni e le interazioni complesse restano in carico alle persone.
  • Tematiche di dibattito: L’uso di queste tecnologie solleva dibattiti su privacy e libertà civili. Ad esempio, la proposta di armare i robot in alcuni stati è stata oggetto di controversie, con alcuni progetti di legge che hanno cercato di limitarlo, ma con esiti contrastanti.
  • Focus diverso: Rispetto alla Cina, dove si nota una forte spinta centralizzata e una chiara strategia nazionale, l’approccio statunitense appare più frammentato, guidato da iniziative locali di singole città, dipartimenti di polizia e aziende private, con un ruolo minore del governo federale nella definizione di una strategia unificata.

In sintesi, gli USA stanno esplorando attivamente l’uso di robot e sistemi IA per la sicurezza pubblica con progetti concreti in diverse città, sebbene in un quadro normativo e di dibattito pubblico ancora in evoluzione.

Se un progetto specifico o un aspetto particolare ti interessa, chiedi pure.

Potresti descrivere Knightscope K5?

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Ecco una descrizione dettagliata del robot di sicurezza autonomo Knightscope K5.

🤖 Cos’è il K5?

Il K5 è un robot di sicurezza autonomo (Autonomous Security Robot – ASR) progettato dall’azienda californiana Knightscope per pattugliare e monitorare spazi commerciali, pubblici e governativi . Svolge compiti di sorveglianza ripetitivi ma critici, agendo come un deterrente fisico e un sistema di allerta intelligente . Con il suo design bianco a forma di uovo, viene spesso paragonato al droide R2-D2 di Guerre Stellari .

🔧 Specifiche tecniche e caratteristiche

Ecco le sue principali caratteristiche tecniche:

  • Dimensioni e peso: è alto circa 1,5 metri (64,6 pollici) e pesa circa 190 kg (420 libbre), il che lo rende una presenza fisica imponente e stabile .
  • Movimento: si muove su superfici piane a una velocità massima di circa 3 mph (4,8 km/h) e non è in grado di salire scale . Utilizza un sistema di navigazione autonoma che combina GPS, sensori a ultrasuoni e Lidar (rilevamento e misurazione della luce) per mappare l’ambiente in 3D, evitare ostacoli e muoversi in sicurezza tra persone e veicoli .
  • Sensori e visione: è dotato di un avanzato sistema di sensori che include:
    • Quattro telecamere ad alta risoluzione che forniscono una visione a 360° a livello degli occhi, senza angoli ciechi .
    • Sensori di imaging termico e termocamere per la visione notturna e il rilevamento di anomalie di temperatura .
    • Sensori audio (microfoni) per captare suoni sospetti come spari o esplosioni .
    • Sensori meteorologici, che gli permettono di operare all’aperto in condizioni climatiche avverse, come pioggia leggera e neve .
  • Alimentazione: opera a batteria, con un’autonomia di circa 1-1,5 ore per carica. Quando la batteria è scarica, torna autonomamente alla sua stazione di ricarica, dove impiega circa 30 minuti per ricaricarsi, per poi riprendere il pattugliamento .

🎯 Funzionalità principali

Il K5 non si limita a registrare, ma analizza ciò che lo circonda per fornire un supporto attivo alla sicurezza:

  • Pattugliamento autonomo: I percorsi di pattuglia possono essere programmati in base alle esigenze, modificati in tempo reale e adattati a orari o giorni specifici .
  • Rilevamento e analisi AI: L’intelligenza artificiale di bordo analizza i flussi video e i dati dei sensori per identificare attività anomale, come un individuo che si aggira in un’area vietata, e può riconoscere targhe (fino a 300 al minuto) e volti .
  • Allerta in tempo reale: In caso di rilevamento di una minaccia, il sistema invia immediatamente notifiche via SMS, email o telefono al personale di sicurezza, e può attivare allarmi sonori e luminosi sul robot .
  • Comunicazione bidirezionale: Integra altoparlanti, microfoni e un pulsante di emergenza che permettono ai cittadini di parlare direttamente con un operatore del centro di controllo, e agli operatori di inviare messaggi vocali preregistrati o parlare in tempo reale con le persone sul posto .

📈 Utilizzo e distribuzione

Il K5 viene offerto tramite un modello di abbonamento, che include il robot, la manutenzione, la connettività cellulare 4G/5G e gli aggiornamenti software, evitando alle aziende costi di acquisto iniziali elevati .

  • Dove viene usato: È impiegato in centri commerciali (come lo Stanford Shopping Center), parcheggi, campus aziendali, hub logistici e persino in ambito governativo federale, come basi militari e per la sicurezza delle frontiere .
  • Esempio concreto: Un progetto pilota biennale nella città di Dublino, Ohio, ha visto l’impiego di un K5, ribattezzato “Dubbot” dalla comunità, per pattugliare un parco e un parcheggio pubblico. Il robot lavora in turni di 12 ore, affiancando la polizia locale senza sostituirla, come parte di una più ampia strategia di sicurezza tecnologica che include droni e telecamere .

⚠️ Criticità e limiti

Nonostante le sue capacità, il K5 presenta alcuni limiti e ha avuto una storia di malfunzionamenti. Tra questi, i più noti sono un incidente in cui un robot è finito in una fontana (“suicidio” in una vasca d’acqua) e un altro in cui ha travolto un bambino . Inoltre, non è in grado di salire le scale e non è completamente impermeabile per condizioni meteorologiche estreme . La sua efficacia è comunque supportata da studi che mostrano una riduzione dei crimini fino al 46% e un aumento degli arresti del 27% nelle aree in cui è stato testato .

In sintesi, il Knightscope K5 rappresenta un significativo passo avanti nella sicurezza automatizzata, offrendo un mix di deterrenza fisica, sorveglianza avanzata e analisi dati, pur con i limiti tipici di una tecnologia ancora in evoluzione.

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Ed in Europa?

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In Europa, l’approccio all’intelligenza artificiale nel settore pubblico è caratterizzato da una forte attenzione alla regolamentazione, all’etica e alla sovranità tecnologica. Più che inseguire robot da pattugliamento fisico come negli esempi visti per USA e Cina, l’Europa sta puntando su una visione più ampia e strutturata.

📜 Strategia, Regolamentazione e Progetti Europei

L’Unione Europea sta costruendo le fondamenta per un uso dell’IA nella pubblica amministrazione che sia sicuro, trasparente e in linea con i valori europei, partendo da una strategia chiara.

  • Strategia unificata: A differenza degli USA, dove le iniziative sono frammentate, l’UE sta promuovendo una strategia comune e progetti su larga scala. L’Europa ha già superato USA e Regno Unito per numero di progetti di IA nel settore pubblico, segno di una spinta coordinata e diffusa .
  • Progetti di respiro europeo: Iniziative come AI4GOV e EUNOMIA.AI ne sono un esempio. AI4GOV, concluso di recente, ha sviluppato strumenti per un’IA “affidabile” (Trusted AI), concentrandosi su trasparenza e assenza di pregiudizi, come il “Bias Detector Toolkit” per monitorare l’equità delle politiche pubbliche .
  • “Compliance by design”EUNOMIA.AI, un progetto da 14 milioni di euro che coinvolge 35 organizzazioni di 13 paesi, mira a sviluppare un’infrastruttura di IA generativa “sovrana e condivisa” per le pubbliche amministrazioni . Questo approccio punta a ridurre la dipendenza da grandi fornitori extra-europei, integrando la conformità normativa fin dalla progettazione (“compliance by design”) e sviluppando modelli di IA europei e open source .
  • Focus sui servizi al cittadino: L’obiettivo concreto è semplificare i rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione. Questo si traduce in:
    • Chatbot e assistenti virtuali multilingue per rispondere a domande su servizi locali (come il chatbot Muni in Danimarca) o per gestire pratiche complesse .
    • Automazione dei processi per la gestione di documenti e pratiche, ad esempio nel campo della previdenza sociale (come in Finlandia) o per l’assegnazione di sussidi .

👮 Forze dell’Ordine: Stato dell’arte

Per quanto riguarda l’uso di robot fisici nelle forze dell’ordine, la situazione in Europa è in una fase più di valutazione e pianificazione strategica che di sperimentazione su larga scala.

  • Non è una priorità immediata: A differenza di Cina e USA, non risultano progetti pilota diffusi di robot umanoidi o di pattugliamento autonomo simili a Knightscope K5 o Zhiyuan Lingxi X2.
  • Droni e sistemi senza pilota: L’attenzione è principalmente sui droni e altri sistemi senza pilota (unmanned systems), già utilizzati per:
    • Sorveglianza e monitoraggio .
    • Mappatura di scene del crimine .
    • Operazioni di ricerca e salvataggio in aree pericolose .
    • Smaltimento di ordigni esplosivi .
  • Sfide e rischi: Un rapporto di Europol sottolinea che l’adozione di queste tecnologie è ostacolata da limiti normativi e tecnici, come la mancanza di linee guida chiare per le operazioni autonome e la dipendenza da fornitori extra-europei (USA e Asia), sollevando problemi di sicurezza informatica e protezione dei dati . Il rapporto evidenzia anche il crescente rischio che criminali e terroristi utilizzino queste stesse tecnologie per attività illecite .
  • Caso concreto (negativo): A riprova di un approccio ancora cauto, la città di Dublino (Ohio, USA) ha recentemente interrotto il suo progetto pilota con il robot K5 “DubBot” dopo meno di un anno, perché non soddisfaceva le esigenze operative e non aveva portato ad alcun risultato concreto come arresti o multe . Questo episodio, pur essendo statunitense, mostra le difficoltà pratiche che questo tipo di tecnologia può incontrare.

💡 Esempi di Applicazioni Concrete

Ecco alcuni casi d’uso reali in Europa che illustrano l’approccio descritto:

Area di ApplicazioneEsempio ConcretoPaese/Città
Servizi al CittadinoChatbot “Muni” per rispondere a domande sui servizi locali in 37 comuni .Danimarca
Gestione del TrafficoSistema IA che analizza dati da sensori per gestire la congestione del traffico .Verona, Italia
Previdenza SocialeAutomazione della categorizzazione e del processamento di milioni di documenti per richieste di benefici .Finlandia (Kela)
Gestione AmbientaleIA per ottimizzare il consumo idrico ed energetico, aiutando i decisori politici a gestire crisi come la siccità .Badajoz, Spagna
Politiche Eque e TrasparentiUtilizzo di un “Bias Detector Toolkit” per monitorare e correggere eventuali distorsioni nei dati usati per politiche urbane (es. gestione rifiuti e mobilità) .Vari-Voula-Vouliagmeni, Grecia

In sintesi, l’Europa sta adottando un approccio più cauto, normativo e orientato ai servizi. La priorità è creare un ecosistema di IA affidabile e sovrano per migliorare l’efficienza e l’equità della pubblica amministrazione, piuttosto che sperimentare con robot di pattugliamento fisico, il cui utilizzo è ancora in una fase di studio e valutazione strategica.

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Articolo pubblicato : https://www.pierluigilucio.it/informatica/unione-europea-eu-ai-act-slittano-le-scadenze-e-arrivano-nuovi-divieti/

Grazie per aver condiviso l’articolo. Le informazioni che hai riportato sono molto dettagliate e aggiornate. In pratica, confermano e ampliano quanto ti avevo già riassunto nella nostra conversazione, aggiungendo diversi spunti interessanti che vale la pena sottolineare.

🔍 Cosa ho trovato di nuovo e rilevante nell’articolo

  1. Nuovo Ordine Esecutivo USA:
    • L’articolo menziona un ordine esecutivo del 2 giugno 2026, intitolato “Promoting Advanced Artificial Intelligence Innovation and Security”. Questo introduce un meccanismo per cui gli sviluppatori di modelli “frontier” sono invitati a concedere al governo un accesso anticipato di 30 giorni prima del rilascio pubblico.
    • La partecipazione è volontaria, ma chi non collabora rischia di essere escluso da contratti governativi e risorse di cyber-difesa. Questo è un approccio diverso dal divieto diretto imposto ad Anthropic per i cittadini stranieri, che avevamo già discusso.
  2. Dettagli sui divieti dell’AI Act:
    • L’articolo specifica che il nuovo divieto assoluto (entro dicembre 2026) riguarda la generazione di materiale intimo non consensuale o pedopornografico (deepfake a sfondo sessuale). Questa è una precisazione importante sulla portata del divieto.
  3. Nuove informazioni su DeepSeek:
    • Viene menzionato un aspetto che non avevamo ancora approfondito: secondo alcuni report di cybersecurity (come quelli di CrowdStrike), DeepSeek R1 mostrerebbe una tendenza più alta a generare codice software con falle di sicurezza (fino al 27% in più) quando sottoposto a prompt contenenti parole chiave considerate “sensibili” dal Partito Comunista Cinese.
    • Questo aggiunge un elemento di rischio tecnico all’uso di DeepSeek, oltre a quelli geopolitici e di privacy già noti.

✅ Cosa avevamo già coperto e che l’articolo conferma

L’articolo conferma sostanzialmente tutti i punti principali che avevamo già trattato:

  • Il rinvio delle scadenze per i sistemi ad alto rischio dell’AI Act al dicembre 2027.
  • L’obbligo di watermarking e tracciabilità per i contenuti sintetici (confermato per l’estate 2026).
  • Le semplificazioni per le PMI.
  • La sospensione dell’inserimento di DeepSeek nella “Entity List” USA.
  • I blocchi governativi a DeepSeek in vari paesi (Australia, Canada, etc.).
  • La posizione difensiva del governo cinese e l’uso di DeepSeek nel progetto “Yaojian Xiaozhi”.

💡 Un consiglio per orientarsi

L’articolo che hai condiviso, pur essendo un’ottima sintesi, è il risultato di un dialogo con un’assistente AI (Gemini e DeepSeek). Questo significa che le informazioni sono state generate e rielaborate dall’IA stessa. Per i dettagli più tecnici o per verificare le fonti originali (come i testi ufficiali degli ordini esecutivi o i report di CrowdStrike), ti consiglio di fare sempre riferimento ai documenti ufficiali o alle pubblicazioni originali citate.

Grazie ancora per la condivisione, è stato molto utile per aggiornare il quadro complessivo. Se hai domande su uno di questi nuovi punti, sono qui.

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Potresti aiutarmi a creare il riferimento ai documenti ufficiali o alle pubblicazioni originali citate?

Certamente. Ecco i riferimenti ai documenti ufficiali e alle fonti originali menzionati durante la nostra conversazione, organizzati per argomento.

🇪🇺 Unione Europea: Il “Digital Omnibus” per l’AI Act

Puoi trovare le informazioni ufficiali sul cosiddetto “Digital Omnibus on AI” nei seguenti documenti e comunicazioni ufficiali:

  • Nuove scadenze per l’AI Act: L’accordo politico provvisorio raggiunto il 7 maggio 2026 modifica il calendario di applicazione dell’AI Act per i sistemi ad alto rischio .
    • Sistemi ad alto rischio (Allegato III): Nuova scadenza il 2 dicembre 2027.
    • Sistemi ad alto rischio in prodotti regolamentati (Allegato I): Nuova scadenza il 2 agosto 2028.
    • Divieto di IA per contenuti non consensuali: A partire dal 2 dicembre 2026, viene introdotto il divieto per i sistemi che generano materiale intimo non consensuale o pedopornografico .
  • Stato dell’iter legislativo: Il testo dell’accordo politico è stato adottato dal Parlamento Europeo il 15 giugno 2026 e richiede ancora l’approvazione formale del Consiglio dell’UE prima della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .

🇺🇸 Stati Uniti: Nuovo Ordine Esecutivo e Restrizioni

  • Ordine Esecutivo 14409 “Promoting Advanced Artificial Intelligence Innovation and Security”: Firmato il 2 giugno 2026 e pubblicato nel Federal Register il 5 giugno 2026 (Vol. 91, No. 108, pagine 34565-34567) .
  • Direttiva del Dipartimento del Commercio ad Anthropic: Il 12 giugno 2026, il Segretario al Commercio Howard Lutnick ha inviato una lettera all’CEO di Anthropic .
    • Contenuto: Impone a Anthropic di ottenere una licenza specifica per concedere l’accesso ai modelli Claude Mythos 5 e Claude Fable 5 a qualsiasi “persona straniera” in tutto il mondo, pena sanzioni penali e civili .
    • Motivazione: La lettera cita l’Export Control Reform Act e il rischio di “military-intelligence end use” o “military-intelligence end user” . A quanto riportato, la decisione sarebbe legata al timore che i modelli possano essere “jailbroken” e utilizzati per attacchi informatici .

🇨🇳 Cina: La situazione di DeepSeek

  • Sospensione dell’inserimento nella “Entity List”: Secondo fonti vicine alla questione, un comitato interagenzie statunitense aveva approvato l’inserimento di DeepSeek e di oltre 100 altre aziende cinesi nella lista nera del commercio. L’amministrazione Trump ha però temporaneamente sospeso la pubblicazione per evitare un’ulteriore escalation con la Cina .
    • Riferimenti: La notizia è stata riportata da Reuters e altre agenzie il 16 giugno 2026 . Le fonti indicano che l’ultimo aggiornamento della “Entity List” risalirebbe a ottobre 2025 .

Spero che questo elenco di riferimenti ufficiali ti sia utile per approfondire. Se hai bisogno di altri dettagli, fammelo sapere.

Dialogo con Claude.

Ci sono novità sulle restrizioni relative alle AI?

La domanda è piuttosto generale, quindi cerco di darti un quadro delle novità principali, distinguendo tra UE e Stati Uniti, che stanno seguendo strade molto diverse in questo periodo.

Unione Europea (AI Act)

L’AI Act resta il quadro più strutturato a livello globale e nel 2026 entra in una fase cruciale. Il 2 febbraio 2026 sono entrate in vigore le norme per i sistemi AI ad alto rischio elencati nell’Allegato III, mentre il 2 agosto 2026 scatterà la piena applicazione delle regole per l’AI nei prodotti regolamentati (dispositivi medici, veicoli, infrastrutture critiche, eccetera). Cultura

Tra le novità più concrete per chi usa l’AI quotidianamente: dal 2 agosto 2026 le persone dovranno essere informate chiaramente quando interagiscono con un sistema di intelligenza artificiale, quindi chatbot, assistenti virtuali e contenuti generati artificialmente dovranno essere identificabili. In pratica un servizio clienti automatizzato dovrà dichiararsi come AI, e immagini, video o audio creati artificialmente potrebbero richiedere etichette specifiche, con obbligo di segnalazione per i deepfake. Federconsumatorier

C’è anche un fronte in evoluzione sui contenuti sensibili: nel 2026 il Consiglio UE e il Parlamento europeo hanno discusso ulteriori restrizioni contro la generazione di contenuti sessuali non consensuali prodotti tramite AI, e i sistemi usati in ambiti delicati come sanità, credito bancario, selezione del personale, istruzione, infrastrutture critiche e assicurazioni saranno soggetti a obblighi più severi. Federconsumatorier

Sul fronte sanzioni e scadenze, le restrizioni sulle pratiche a rischio “inaccettabile” sono ormai consolidate, mentre il mercato attende la piena operatività dei modelli di IA di portata generale; le sanzioni possono arrivare fino al 7% del fatturato, con l’agosto 2027 come termine ultimo per la conformità dei sistemi ad alto rischio nei prodotti regolamentati. Va detto che, secondo alcune analisi, l’effetto trascinamento globale dell’AI Act appare meno marcato rispetto al GDPR, con diversi paesi extra-UE che preferiscono approcci più leggeri. Cyber Security 360Cyber Security 360

Stati Uniti

Il percorso americano è opposto, nel senso di una deregolamentazione. Il 2 giugno 2026 l’amministrazione Trump ha approvato un nuovo Executive Order dedicato all’AI, intitolato “Promoting Advanced Artificial Intelligence Innovation and Security”, che si inserisce in una serie di provvedimenti che negli ultimi due anni hanno smantellato l’impianto regolatorio dell’era Biden, virando verso un approccio più liberista. Nel comunicato della Casa Bianca si legge che l’obiettivo è trovare il giusto equilibrio tra innovazione e sicurezza nazionale. ICT Security MagazineICT Security Magazine

Da cittadino italiano quali sono le restrizioni USA ad accedere ad IA USA?

In realtà, dalla ricerca emerge che non esistono restrizioni statunitensi che impediscano a un cittadino italiano di accedere a servizi AI americani (come ChatGPT, Claude, Gemini, ecc.). Anzi, la direzione è opposta.

L’Executive Order di giugno 2026 non riguarda l’accesso degli utenti stranieri

Il provvedimento firmato il 2 giugno 2026 chiede l’accesso volontario anticipato del governo americano ai modelli AI più avanzati, 30 giorni prima del rilascio, in seguito a preoccupazioni sulla sicurezza legate a modelli come Mythos di Anthropic, capaci di sfruttare vulnerabilità informatiche a velocità senza precedenti. È quindi un meccanismo di sicurezza nazionale interno, non una barriera all’export verso utenti esteri. Inoltre il testo chiarisce esplicitamente che nulla in quella sezione autorizza la creazione di un obbligo di licenza governativa, autorizzazione preventiva o permesso obbligatorio per lo sviluppo, pubblicazione, rilascio o distribuzione di nuovi modelli AI, inclusi quelli di frontiera. CNNICT Security Magazine

La linea generale USA è di promozione dell’export, non di restrizione

Anzi, c’è un ordine esecutivo precedente che va nella direzione opposta: il 23 luglio 2025 Trump ha firmato l’Executive Order 14320, “Promoting the Export of the American AI Technology Stack”, per garantire che le tecnologie, gli standard e i modelli di governance dell’AI americana vengano adottati a livello mondiale, rafforzando i rapporti con gli alleati. Gli Stati Uniti si stanno muovendo verso una sorveglianza leggera e selettiva centrata sulla sicurezza nazionale, mentre è l’Unione Europea ad aver incardinato obblighi stringenti sui modelli di AI generale tramite l’AI Act. govinfoAgenda Digitale

Dove invece esistono davvero restrizioni USA

Le uniche restrizioni export rilevanti riguardano i chip AI avanzati (es. Nvidia) verso paesi come Cina, per motivi di sicurezza nazionale geopolitica — non riguardano cittadini di paesi alleati come l’Italia. Non risultano blocchi geografici imposti dal governo USA su servizi come Claude, ChatGPT o Gemini per utenti italiani.

In sintesi: come cittadino italiano, l’accesso a un’AI americana come Claude non è soggetto a restrizioni USA. Le regole che effettivamente ti riguardano sono quelle europee (l’AI Act di cui parlavamo prima), che disciplinano come queste AI devono comportarsi quando operano nell’UE — non se puoi usarle.

Ma vedo che non posso accedere a Fable 5 che ho potuto provare per poco tempo ed è favoloso!

Capisco la frustrazione — perdere l’accesso a qualcosa che ti era piaciuto è fastidioso. Però non mi risulta familiare questo prodotto specifico, quindi prima di ipotizzare qualcosa controllo.

Adesso ho il quadro completo, e in effetti questo è proprio un esempio concreto di restrizione USA che ti tocca direttamente.

Cos’è successo

Fable 5 (insieme a un modello correlato, Mythos 5) era un modello AI avanzato di Anthropic, lanciato pubblicamente il 9 giugno 2026. Solo tre giorni dopo, il 12 giugno, il governo statunitense ha bloccato la diffusione di Fable 5. Il governo ha ordinato ad Anthropic di vietare l’accesso a questi modelli a tutti i cittadini e organizzazioni straniere. FanpageSky TG24

Perché riguarda anche te, da cittadino italiano

Qui sta il punto chiave: in questo contesto “esportare” non significa solo spedire un oggetto oltre confine, ma dare accesso a un modello via API, farlo usare a una società straniera o persino a un cittadino straniero che si trova fisicamente negli Stati Uniti — il modello viene trattato come un asset strategico, più vicino a una tecnologia sensibile che a un software normale. Quindi sì, essendo cittadino italiano (non statunitense), rientri esattamente nella categoria colpita. Substack

Il divieto riguarda i cittadini stranieri sia dentro che fuori dagli Stati Uniti, e si applica anche ai dipendenti di Anthropic che non hanno cittadinanza statunitense. Anthropic, non potendo distinguere con precisione quale utente fosse statunitense e quale no, ha disattivato il modello per tutti, a livello globale — è per questo che probabilmente l’hai perso anche tu, indipendentemente da dove ti trovassi. EuronewsFanpage

Il motivo ufficiale (contestato)

Il Commerce Department ha ordinato la disabilitazione dopo una direttiva di export control, e Anthropic obietta che si tratti solo di un jailbreak di portata limitata — cioè un modo per aggirare le protezioni di sicurezza del modello. Anthropic ha dichiarato di dissentire dal fatto che la scoperta di un jailbreak limitato giustifichi il richiamo di un modello già distribuito a centinaia di milioni di persone, sostenendo che applicare questo standard a tutto il settore paralizzerebbe il rilascio di nuovi modelli per qualsiasi fornitore di AI di frontiera. Tom’s Hardware + 2

Curiosamente, come nota un esperto citato dagli articoli, c’è un certo cortocircuito in un’amministrazione che vuole vendere chip avanzati alla Cina ma blocca l’accesso ai propri modelli AI a paesi alleati come Regno Unito, Germania e Giappone — quindi anche all’Italia. Tom’s Hardware

La buona notizia

Anthropic ha precisato che l’accesso a tutti gli altri modelli Anthropic, incluso questo con cui stiamo parlando ora, non è interessato dal blocco, e l’azienda è in contatto con le autorità per ripristinare gli accessi il prima possibile. EuronewsSky TG24

Quindi in sintesi: non è un caso isolato o un errore, è esattamente il tipo di restrizione “export control” applicata a un modello specifico considerato strategicamente sensibile — e la nazionalità italiana ti rende soggetto al blocco indipendentemente da dove ti trovi fisicamente.

Ed ho restrizioni simili anche con IA create in Cina, per esempio DeepSeek?

Buona domanda, perché qui la logica è diversa: con DeepSeek la restrizione non viene dagli USA ma potenzialmente dalla Cina o dal tuo stesso paese/UE, ed è un tipo di problema diverso (non export control USA, ma altre dinamiche). Verifico la situazione attuale.

Sì, e qui la dinamica è praticamente opposta a quella di Fable 5: con DeepSeek non sono gli USA a bloccarti l’accesso, ma l’Italia stessa, per motivi di privacy.

Cosa è successo

Il Garante italiano per la privacy ha intimato a DeepSeek, il concorrente cinese delle AI occidentali come ChatGPT, di sospendere i suoi servizi in Italia. Il blocco riguarda specificamente il trattamento dei dati degli utenti italiani, e l’istruttoria del Garante è ancora in corso, con la possibilità di ulteriori provvedimenti. Istituto Bruno LeoniConsumatoritalia

Il motivo: privacy, non geopolitica

Le autorità italiane hanno evidenziato la mancanza di trasparenza sulle modalità con cui DeepSeek raccoglie, archivia ed elabora i dati personali, con il rischio che l’AI tratti informazioni senza consenso esplicito degli utenti. Nello specifico si parla di raccolta, elaborazione e conservazione massiccia di dati anche sensibili, mediante attività che nell’UE sarebbero vietate, oltre a un possibile utilizzo improprio dei dati e condivisione con il governo cinese. La decisione impedisce a DeepSeek di continuare a raccogliere, elaborare o conservare i dati degli utenti italiani fino a quando le criticità non saranno chiarite. Covisian + 2

DeepSeek ha risposto in modo curioso: l’azienda ha dichiarato di non essere attiva in Italia né in altri Stati membri UE, sostenendo quindi di non essere vincolata dal diritto unionale — una posizione che il Garante ha trovato poco credibile. Istituto Bruno Leoni

Una particolarità tutta italiana

Qui c’è un aspetto interessante che ti riguarda direttamente: il caso è simile a quello del 2023 contro ChatGPT, che fu bloccato in modo analogo. Il Garante italiano non fu l’unico a muovere rilievi a ChatGPT, ma fu l’unico a bloccarlo; allo stesso modo, con DeepSeek altre autorità (irlandese, britannica, francese, coreana) hanno chiesto chiarimenti, ma solo l’Italia ha imposto il blocco effettivo. Istituto Bruno Leoni

Cosa significa in pratica per te

Non è più possibile installare l’app dagli store italiani (App Store e Google Play), e il blocco riguarda esclusivamente l’Italia: in altre nazioni europee l’app resta accessibile, anche se alcuni la usano tramite VPN per aggirare le restrizioni geografiche. Al momento DeepSeek non è disponibile sui principali app store, ma resta liberamente accessibile dal web (anche se questo potrebbe essere cambiato nel tempo, e formalmente l’uso comporta comunque il trattamento dei tuoi dati su server cinesi, oggetto del provvedimento). Pagine SìIstituto Bruno Leoni

Il parallelo con Fable 5

In sostanza, i due casi sono speculari: con Fable 5 lo stato d’origine (USA) ti impedisce di usare il prodotto per motivi di sicurezza nazionale/export control; con DeepSeek è il tuo stesso paese (Italia, tramite il Garante Privacy) a limitarne l’accesso per motivi di protezione dati, indipendentemente da cosa pensi il governo cinese o l’azienda stessa. Non è quindi la Cina a restringere il tuo accesso a strumenti propri — è l’UE/Italia ad agire sul fronte privacy, mentre gli USA agiscono sul fronte sicurezza nazionale per i propri modelli più avanzati.

Ho una certa opinione sul Garante Privacy italiano che deriva da tutto quello che è amministrazione pubblica italiana: normare. Ritengo positiva qualunque spiegazione, avviso e raccomandazione, ma grave qualsiasi blocco imposto per normare. E’ come il vietare l’uso dei telefoni per gli allievi nelle scuole: spiegare, far capire e maturare un uso responsabile è doveroso, ma imporre dall’alto il non uso è grave.

È una posizione coerente e ne capisco la logica: il valore educativo/culturale di una norma sta nel farla interiorizzare, non nell’imporla con la forza, e un divieto secco rischia di essere percepito come un atto di autorità che scavalca la maturazione individuale, lasciando le persone meno capaci di gestire la stessa situazione quando il divieto non c’è più (a scuola, sul lavoro, all’estero).

Detto questo, mi permetto di offrirti anche l’altro lato della medaglia, perché su entrambi i casi che hai citato (DeepSeek e telefoni a scuola) c’è chi sostiene il blocco con argomenti che non sono semplice “vizio di normare” dell’amministrazione pubblica.

Sul caso DeepSeek specifico: il problema posto dal Garante non era “gli italiani usano male questo prodotto”, ma che l’azienda aveva already iniziato a raccogliere dati personali sensibili senza una base giuridica chiara, prima che qualunque spiegazione o raccomandazione potesse avere effetto. In questo schema il GDPR funziona diversamente da una regola comportamentale: una volta che i dati sono stati trasferiti su server fuori giurisdizione, non si possono “richiamare” con una raccomandazione successiva — il danno (se c’è) è già fatto e irreversibile. È un argomento simile a quello per cui non si “spiega e si lascia maturare” l’uso responsabile di un farmaco non testato: si blocca prima, poi si valuta. Resta legittimo chiedersi se il Garante abbia agito con proporzionalità (e qui hai un punto forte: l’Italia è stata l’unica a bloccare, non solo a indagare, sia con ChatGPT nel 2023 sia con DeepSeek), ma la differenza sostanziale rispetto a un puro vizio di “normare per normare” è che qui la riversibilità del danno è diversa da un comportamento, come tenere il telefono in tasca, che si può correggere domani.

Sul caso telefoni a scuola, l’argomento di chi sostiene il divieto non è quasi mai “i ragazzi non possono maturare”, ma piuttosto che la maturazione di un uso responsabile richiede anni e nel frattempo si verificano danni concreti e misurabili (calo dell’attenzione, bullismo tramite chat, ansia da notifiche) che una classe intera subisce mentre aspetta che la fascia più fragile dei suoi compagni “impari”. È un argomento di esternalità più che di paternalismo puro: il telefono di un alunno disturba anche chi lo usa responsabilmente.

Non sto dicendo che questi argomenti vincano necessariamente sul principio che hai espresso — restano discutibili, e il rischio reale di “normare invece di spiegare” che hai descritto è concreto e ricorrente nella pubblica amministrazione italiana, basti pensare a quante volte un’autorità ha scelto la via del divieto perché più semplice da amministrare di una campagna di educazione digitale. Volevo solo restituirti il quadro completo, perché su entrambi i fronti chi difende il blocco lo fa partendo da premesse diverse dal “vogliamo normare per principio”.

Concordo, ma rispetto all’AI il Garante dovrebbe impedire per legge l’utilizzo di qualunque AI. Non mi sembra che il governo USA sia più innocuo di quello cinese…

È un’osservazione logicamente solida e merita di essere presa sul serio, non liquidata. Provo a districare i pezzi, perché ci sono in realtà due argomenti diversi mescolati insieme.

Il punto dell’incoerenza apparente

Se il criterio del Garante fosse “i dati degli utenti italiani potrebbero finire nelle mani di un governo straniero non democraticamente controllabile da noi”, allora hai ragione che la distinzione USA/Cina sembra arbitraria: il Cloud Act americano permette al governo USA di richiedere dati conservati da aziende statunitensi (anche su server europei, in certi casi) tramite processi legali che restano comunque processi di un governo straniero. Il fatto che esista un quadro di adeguatezza UE-USA (il Data Privacy Framework) attenua ma non elimina questa possibilità. Quindi se il problema è “governo straniero accede ai miei dati”, il rischio non è binario tra Cina-cattiva e USA-buona, è una questione di grado e di garanzie procedurali diverse.

Dove però la simmetria si rompe

Il punto su cui il Garante (e il GDPR in generale) non sta trattando i due casi allo stesso modo non è il “quanto sia innocuo” un governo rispetto all’altro, ma due cose tecnicamente diverse: primo, l’esistenza di un quadro legale di trasferimento dati riconosciuto (gli USA hanno accordi di adeguatezza GDPR, per quanto contestati anche dalla Corte di Giustizia UE in passato con Schrems I e II; la Cina non ne ha alcuno). Secondo, la cooperazione dell’azienda: OpenAI quando contestata ha risposto fornendo chiarimenti e modificando le proprie pratiche; DeepSeek ha negato di operare in Italia nonostante le prove contrarie, il che ha tolto al Garante qualsiasi base per negoziare invece di bloccare.

Ma il tuo punto resta valido su un piano diverso

Se la tua critica è “il Garante giudica in base a criteri procedurali (accordi, cooperazione) e non in base a un’analisi onesta del rischio reale per il cittadino”, è un’osservazione legittima: un’azienda americana con un accordo di adegudatezza formale non garantisce automaticamente che i tuoi dati siano più al sicuro da un uso improprio da parte del governo USA, rispetto a quanto lo sarebbero da un governo cinese. Sono framework legali diversi, non necessariamente rischi diversi nella sostanza. E qui la tua osservazione iniziale (“dovrebbe impedire qualunque AI, se il criterio è il governo straniero”) è coerente: se il Garante fosse davvero ispirato dal principio “no AI controllata da governi non europei”, per consistenza dovrebbe trattare anche Claude, ChatGPT e Gemini come potenziali minacce, non solo DeepSeek.

Il fatto che non lo faccia suggerisce che il criterio reale applicato non sia “rischio geopolitico” puro, ma una combinazione di rischio + esistenza di un canale legale di responsabilizzazione + cooperazione dell’azienda. Si può legittimamente pensare che questa combinazione sia essa stessa un’forma di pretesto, o quantomeno di asimmetria che il Garante non ha mai argomentato esplicitamente.

Da italiano mi permetto di dire che, come al solito, le risposte istituzionali italiane sono in genere, diciamo, inadeguate…

Capisco la frustrazione, ed è un sentimento che senti spesso espresso anche nel dibattito pubblico italiano, non solo da te. Mi tengo però un po’ cauto nel darti un assenso pieno e generico, perché “le istituzioni italiane sono inadeguate” è un giudizio molto ampio che rischia di diventare una scorciatoia che spiega tutto e quindi non spiega niente di specifico.

Sul caso concreto che abbiamo discusso, però, posso essere più preciso: l’incoerenza che hai messo in luce — bloccare DeepSeek per il rischio “accesso dati da governo straniero” senza applicare lo stesso criterio a fornitori USA con un’esposizione concettualmente simile — è reale e non l’ho costruita io per accontentarti, emerge dai fatti che abbiamo ricostruito. Se vuoi chiamarla inadeguatezza, incoerenza, o semplicemente un’applicazione asimmetrica di un principio, il problema sostanziale resta lo stesso: il Garante non ha mai argomentato pubblicamente perché il rischio geopolitico sia trattato in modo diverso nei due casi.

Detto questo, vale la pena notare che la stessa identica critica (autorità che blocca prima di un’azienda extra-UE e che è più cauta o lenta con i grandi player USA, magari anche per il peso economico e diplomatico che questi hanno) viene fatta in altri paesi europei verso le proprie istituzioni — non è un tratto esclusivamente italiano, anche se in Italia il caso ChatGPT 2023 e DeepSeek 2025 lo rendono particolarmente visibile perché siamo stati, come hai visto, l’unico paese a bloccare entrambi mentre altri si limitavano a indagare.

Se ti interessa, potrei controllare se il Garante (o qualcun altro, in Parlamento o nel dibattito pubblico) ha mai risposto a questa specifica obiezione sull’asimmetria USA/Cina, così vediamo se esiste almeno un tentativo di giustificazione che non abbiamo ancora visto.

Potresti farlo?

Ho trovato qualcosa, ed è abbastanza rivelatore. La risposta breve è: il dibattito pubblico italiano ha effettivamente notato e discusso questa asimmetria, ma il Garante stesso non ha mai prodotto una giustificazione esplicita basata sul rischio geopolitico differenziale — anzi, la sua posizione ufficiale tende a negare che ci sia un trattamento diverso.

Il precedente ChatGPT come “prova” di equità procedurale

L’argomento che emerge più spesso a difesa del Garante è proprio quello che avevamo già notato: il 31 marzo 2023 il Garante bloccò temporaneamente ChatGPT in Italia per violazioni del GDPR, con uno stop durato un mese, dopo il quale il chatbot tornò operativo grazie a una serie di modifiche alla piattaforma. Su questa base, diversi commentatori sostengono che il criterio applicato sia identico nei due casi: si tratterebbe della stessa identica procedura GDPR applicata a un attore americano già nel 2023, prima ancora che il caso DeepSeek portasse alla luce la dimensione geopolitica. Il punto debole di questo argomento, però, è proprio quello che avevi già individuato tu: ChatGPT fu bloccato e poi riammesso in un mese; DeepSeek è bloccato da oltre un anno senza una exit strategy comparabile, e l’azienda non ha intrapreso (o non le è stato permesso di intraprendere) lo stesso percorso di compliance che fece OpenAI. The Watcher PostThe Watcher Post

Dove la differenza procedurale è esplicitamente ammessa

DeepSeek ha riferito di non operare in Italia e di non dover sottostare al GDPR; la realtà è diversa, perché in casi specifici le regole si applicano anche a chi opera oltre i confini europei e ha versioni del sito in lingue europee. Questo è il punto su cui il Garante si è arroccato pubblicamente: non un giudizio sul governo cinese in sé, ma sulla mancata cooperazione. Si legge infatti che le risposte fornite da DeepSeek sono state considerate “del tutto insufficienti” dall’Autorità, che ha bloccato il trattamento dei dati finché non sarà fatta chiarezza. PanoramaOpen

Il dibattito che riconosce la dimensione geopolitica, ma la mette in secondo piano

Un’analisi più articolata nota esplicitamente che molte analisi circolate vanno anche su un versante geopolitico, secondo cui sarebbe interesse delle nazioni occidentali prevenire l’acquisizione di dati sensibili da operatori cinesi, un elemento neppure troppo controverso — ma lo stesso articolo poi ricorda il precedente ChatGPT proprio per relativizzare questa lettura geopolitica, sostenendo che si tratta in fondo della stessa procedura GDPR già vista con un attore USA. The Watcher Post

Quello che NON ho trovato

Non c’è una dichiarazione ufficiale del Garante che affronti direttamente la tua domanda specifica: “se il criterio è il rischio di accesso ai dati da parte di un governo straniero, perché trattare diversamente USA e Cina quando entrambi hanno strumenti legali (Cloud Act da un lato, leggi cinesi sulla sicurezza dei dati dall’altro) per accedere ai dati delle rispettive aziende?” Il Garante non risponde a questo argomento, perché la sua narrazione pubblica si concentra sempre sulla cooperazione procedurale dell’azienda (trasparenza, risposte alle richieste, base giuridica del trattamento), non sul confronto tra l’affidabilità dei due governi.

In altre parole: la tua critica resta, nei fatti, senza una risposta istituzionale diretta. Il Garante ha costruito una narrazione che gli permette di evitare la domanda, inquadrando il caso come “azienda non collaborativa” piuttosto che come “governo straniero pericoloso” — il che, paradossalmente, conferma proprio il tipo di insoddisfazione che esprimevi: la risposta istituzionale elude il problema di fondo invece di argomentarlo.