Era di maggio
profumo di viole
e ciliege carnose:
ecco ti amavo.
Il grande gioco,
l’invitante stagione
di un rito arcano
che tutti incanta.
Che dolce serata,
che caldi respiri!
E labbra frementi,
che stampano schiocchi.
Magico maggio!
Il sogno s’apparta
e scoprivi la vita
stordita e felice.
Era un bel maggio
(forse un po’ tardi )
soli e intrecciati
nascosti ben bene,
l’abbraccio rinchiude
passione e tormento
aspettando le note
di sublime strumento.
nessuno ci scopre.
Non rumore sommesso
né l’abbaiar lontano
o il rintocco di ore.
Certo era maggio
come lasciarti,
come lasciarci,
se trionfa l’ amore.
Riecco quel maggio,
profumi che amo,
sapori che amo,
ricordi che amo.
Trascorsi felici,
di gioia mai sazi.
Rimpiango sempre
quella pazza stagione
Ottavio Pedron