La Cina e Marco Polo: il Prof. Barbero racconta il “Milione” tra storia e immaginario

Colloquio con Gemini e DeepSeek.

Cosa succede quando un resoconto commerciale medievale si trasforma nel più straordinario bestseller dell’immaginario collettivo occidentale? A rispondere a questa domanda, in una conferenza di straordinario interesse, è stato il Prof. Alessandro Barbero. L’evento, che ha analizzato la ricezione del Milione e il suo impatto sulla cultura europea, è stato voluto e organizzato da importanti istituzioni della Repubblica Popolare Cinese, a testimonianza dell’importanza che il viaggiatore veneziano riveste ancora oggi come ponte tra Oriente e Occidente.

1. Genesi di un’opera: Il Milione tra realtà e scrittura a quattro mani

Nel suo intervento, il Prof. Alessandro Barbero smantella immediatamente un’iconografia classica ma distorta: Marco Polo non si siede a tavolino nella sua Venezia per redigere memorie nostalgiche. La nascita della Descrizione del Mondo (questo il titolo originario più fedele, noto in Francia come Le Devisement du Monde) avviene in un contesto di reclusione coatta, nelle carceri di Genova, dove il mercante veneziano incontra Rustichello da Pisa, autore di romanzi cavallereschi in lingua d’oïl.

Questo connubio è una vera e propria operazione editoriale ante litteram: da un lato abbiamo la materia prima, ovvero l’esperienza diretta, la memoria enciclopedica e i dettagli tecnici di vent’anni di amministrazione e viaggi di Marco Polo al servizio del Kublai Khan; dall’altro abbiamo la tecnica letteraria di Rustichello, capace di dare ritmo e appeal epico a un resoconto che altrimenti avrebbe rischiato di apparire come un arido registro di mercatura.

2. La reazione dei contemporanei: Verità storica o romanzo fantastico?

Uno dei nodi centrali della conferenza di Barbero riguarda la ricezione del testo da parte dei contemporanei. Come leggevano i mercanti, i dotti e i nobili del Trecento le meraviglie descritte da Marco?

  • Lo scetticismo razionale: Per molti lettori dell’epoca, le dimensioni delle città cinesi, l’efficienza delle poste imperiali, l’uso delle banconote di carta (la cartamoneta) e l’impiego di “pietre nere che bruciano” (il carbone) apparivano come pure iperboli o invenzioni romanzesche.
  • Il filtro del meraviglioso: Il pubblico medievale era abituato ai Mirabilia, a racconti popolati da mostri e leggende. Ironia della sorte, l’opera di Marco Polo, che cercava di essere estremamente realistica e priva di elementi magici (riducendo persino l’unicorno a un ben più prosaico rinoceronte), venne catalogata e letta proprio come un libro di meraviglie fantastiche.

Il paradosso del letto di morte: La figura di Marco Polo sul letto di morte, a cui amici e parenti chiesero disperatamente di ritrattare le “bugie” scritte nel libro per salvare la propria anima, racchiude il conflitto di un uomo che aveva visto il futuro tecnologico ed economico del mondo, ma che era rimasto prigioniero dell’orizzonte mentale del suo tempo.

3. I Lettori del Milione: Dal mercante al navigatore

Barbero traccia una mappatura affascinante della circolazione del testo prima dell’invenzione della stampa. Il libro si diffonde con una rapidità impressionante attraverso decine di manoscritti, volgarizzamenti e traduzioni in latino, toscano, veneto e francese. I profili dei lettori si dividevano principalmente in tre categorie:

  1. I Mercanti: Che cercavano nel testo dati pragmatici (strade, merci, tassi di cambio, costumi locali) per comprendere le rotte commerciali d’Oriente.
  2. Gli Umanisti e i Geografi: Che tentavano di far quadrare le scoperte di Marco con la geografia classica di Tolomeo, non senza profonde crisi metodologiche.
  3. I Grandi Esploratori: Tra cui spicca Cristoforo Colombo. La sua copia personale del testo (nella traduzione latina di Francesco Pipino) è ancora conservata, fittamente postillata di suo pugno, a testimonianza di come le descrizioni delle ricchezze di Cipangu (il Giappone) e del Catai abbiano direttamente alimentato la visione del viaggio del 1492.

4. Un’eredità culturale tra storia e informazione

In conclusione, la conferenza del Prof. Barbero, promossa dalle istituzioni cinesi per sottolineare un legame storico e culturale profondo, ci ricorda che la storiografia non è solo lo studio degli eventi, ma anche lo studio di come le informazioni viaggiano, si trasformano e vengono assimilate dalla società. Il viaggio di Marco Polo e la ricezione del suo libro rappresentano un capitolo fondamentale della storia della comunicazione umana: un ponte gettato tra l’Occidente medievale e l’Estremo Oriente. A distanza di secoli, quest’opera continua a unire le due culture, proprio come auspicano gli enti che hanno reso possibile questo importante appuntamento culturale.