ARM considerazioni a giugno del 2013

Siamo a giugno e le schede con A8, A9 e A10 hanno raggiunto il loro apice.

Allwinner A10 riassume per tutti: Cortex A8 e Mali400 GPU, 32 bit, 1GHz, 1 core, SATA, schede sui 50$.

Le A15 (classe 32 bit, da 2 a 4 core, da1.5 a 2GHz) fanno il loro capolino: ARNDALE (ARM Samsung Exynos 5) con il prezzo da vera primizia, ARMBRIX (ARM Samsung Exynos 5) con la prematura fine.

Ma, fuori gara, compare un A15 Exynos 5 Dual 1.7GHz completo di batteria da oltre 6 ore, disco allo stato solido, LCD eccellente 11.6″ non touch, a partire da 250$.

Questa macchina nasce con Google Chrome, sistema operativo basato su Linux, è in commercio e si chiama Samsung Chrome Book. La classe di appartenenza è costituita dai netbook.

Progetto Sistema di Gestione e Monitoraggio

Continuiamo con la proposta di progetti innovativi.

Il progetto dell’articolo viene dapprima avviato con contributi in questo blog per poi  conformarsi secondo l’ormai collaudato schema dei progetti informatici più significativi. Ovvero realizzare una parte community affiancata da una commerciale, una sezione wiki ed uno spazio web da dedicare al prodotto secondo profilo aziendale. La parte commerciale prevede l’apertura ad aziende interessate a sostenere il progetto e a distribuire i prodotti.

Il progetto sarà ben articolato e riprenderà combinando i principali temi trattati: Linux, Linux Embedded, Ubuntu, Ubuntu Server,  ARM, Arduino, Grove, ambiente sviluppo C++ e Python, e molto altro.

Le applicazioni potranno essere molteplici, ma per ora e per semplificare saranno le seguenti:

1. sistema di monitoraggio condizioni CED, ovvero sale con armadi di server

2. sistema primo monitoraggio di alcuni parametri locali ambientali ed inquinanti (temperatura, pressione, presenza alcool in aria – rottura bottiglie-, presenza fumi, presenza particelle inquinanti, …)

3. contatore geiger

 

Il componente principale è un computer per registrare e gestire le rilevazioni.

Computer della fascia microserver che permetta la ridondanza, per esempio RAID tra dischi o GlusterFS tra partizioni o gestione di repliche. Il ruolo di questa macchina è strategico perchè da essa dipende l’archiviazione e gestione dei dati e  la comunicazione con l’esterno mediante mail, stringhe socket, sms, record, syslog e quanto si riterrà strategico implementare.

Abbiamo valutato attentamente il Raspberry PI con batteria in tampone ed eventuale disco, ma la scelta, di classe A8 / A10, appare faraginosa, senza alcun dubbio non della classe server, quindi per ora continuiamo ad usare la parte più nuova delle tecnologie vecchie.

Una possibilità è utilizzare hardware tipo HP ProLiant MicroServer G7 N54L 1P 2GB-U Non-hot Plug SATA 250GB 150W PS Server. Server già munito di Linux Red Hat, dal prezzo estremamente contenuto, basso consumo energetico, alta affidabilità, veloce a sufficienza, contenitore compatto e con spazi interni utilizzabili.

In questo ambito utilizzaremo hardware con scheda dotata di  APU AMD E-350 “Zacate”.

Questa macchina, con l’allestimento che andremo a perfezionare, sia denominata Unità Centrale.

Sono previsti due sistemi operativi: Ubuntu Server 12.04 LTS 64 ed Ubuntu Server 13.04 64.

L’Unità Centrale utilizza PostgreSQL come server database di riferimento. PostgreSQL è un RDBMS di fascia alta, a sorgenti libere, liberamente utilizzabile, estremamente affidabile e collaudato, seguito da un comunità di sviluppatori con un’esperinza unica nel settore. PostgreSQL mantiene l’unità centrale del progetto di fascia propriamente server, ovvero di fascia alta.

Le periferiche, che denominiamo Dispositivi Periferici,  per la rilevazione dei sensori e la gestione degli attuatori sono Arduino nella versione Ethernet POE. In questo modo ci si libera degli alimentatori, infatti le schede Arduino sono alimentate direttamente dagli switch ethernet POE, e si apre una topologia libera da costrizioni di interconnessione limitanti come seriali, USB e I2C.

I Dispositivi Periferici comunicano con sensori ed attuatori mediante le schede prevalentemente secondo le standard Grove.

Il sistema prevede firmware per Arduino del tipo server, ovvero in ascolto e un servizio centrale con pool tra i dispositivi periferici.

La versione Community prevede una infrastruttura di sviluppo Python, mentre la versione commerciale vedrà contributi diversi anche in relazione ad eventuali collaborazioni con Aziende interessate al progetto.

La parte pregiata sarà costituita dalle App per Ubuntu Phone e Tablet della prossima generazione.

Segnaliamo robot-italy.com come un rivenditore italiano della collezione Grove.

 

Toner e cartucce per stampanti gratuite.

E’ frequente, con la rottura di una stampante, di avere dei toner o cartecce nuovi non più utilizzabili.

Diamo un piccolo contributo a riciclare queste risorse, tra l’altro molto inquinanti, che andrebbero nelle immondizie.

Quindi con l’aiuto generoso di Silvio Z., che, con riferimento a Limena, si rende disponibile alla custodia e consegna a titolo completamente gratuito dei ricambi in questione, redigiamo una lista di ricambi praticamenti nuovi diponibili.

Elenco toner e cartucce disponibili  – aggiornato al 1 giugno 2013

  1. n.40 cartucce nuove per Canon PIXMA IP 5200
  2. n.1 toner per HP Laserjet 2100
  3. n.1 toner   HP P24A
  4. n.1 toner  HP 13X
  5. n.1 toner HP C9703A
  6. n.1 toner  HP C9702A
  7. varie cartuccie compatibili  EPSON 481 482 483 484 485

 

Rivedo il Sessant’uno

Zò da bàsso
‘on sol muciéto,
quatro tòsi
tìra tardi
a tossìre sigaréte
come mòne sderenà.

Vien da dìrghe:
” Stùa che’ ‘ea brònsa,
pésta zò e scàmpa vìa “!

Ma rivédo el sessant’uno,
far da ladri sòto ‘ea ciesa
mocoéto scònto in man
tanto frédo da morìre
pochi skéi e cagnarìa,
me somejo ai quatro mòne.
Cò l’ociàda me ‘i carésso,
‘ndàndo vànti col borénso
cojonandòme ànca mì.

nToni 1998
Traduzione dal dialetto euganeo :
mone sderenà = ( affettuosamento) stupidi scatenati
brònsa = brace accesa
pèsta = salta in fretta
ciésa = chiesa
mocoéto = pezzetto
skéi = monete
cagnarìa = accesa e disordinata confusione
borènso = allegria eccessiva e incontrollabile
cojonandòme = prendendomi in giro

Bilancio ARM all’inizio di giugno 2013

Siamo ormai a giugno e gli avvenimenti in relazione alla nuova generazione di computer sono travolgenti.

Ormai la piattaforma ARM classe A8 e A10 sono all’apice della maturità. Riflettiamo che hanno tenuto banco per 6 mesi e che la nuova prospettiva è stata aperta da progetti quali RaspberryPI.

Ormai prendono piede le schede con processore di classe A15, sempre 32 bit, ma con velocità da circa un GHz a circa 2 GHz, da un core a due o quattro ed altro.

La GPU è integrata e full HD, i vecchi alimentatori sono rottamati per un unico 5 Volt o 3.3 Volt di bassisimo consumo. Le dimensioni sono confrontabili con la scatola di fiammiferi. La generazione di ormai obsolete schede per computer prevedeva come formato lillipuziano il mini ITX, che, rispetto le dimensioni delle attuali A8, A10 e A15,  è enorme.

Le nuove schede con A15, prevalentemente con processori Samsung o TI, possono soddisfare, ma anche superare  le richieste della fascia netbook e tablet.

Attualmente sono state commercializzate le prime schede, ma con il problema del prezzo alto delle primizie. Alla fine dell’estate questi prodotti saranno prevalenti nel mercato del settore specifico. Ma allora si scalderanno i motori per far entrare in gioco i 64 bit (A53 e A57) con produttori di CPU  di tutto il pianeta, persiono dall’Italia. Forse Samsung, TI ed AMD saranno i più importanti.

Ripetiamo che i computer costruiti con le nuove schede consumeranno, avranno dimensione, dissiperanno energia e costeranno  fino ad un ordine in meno rispetto alla generazione attuale di macchine. Questo creerà un cambiamento epocale tecnologico permettendo l’entrata in gioco, e non è un dettaglio, di grandi numeri di nuovi utilizzatori. Infatti nel solo mercato indiano si parla di centinaia di milioni di nuovi utilizzatori, che sposteranno, tra l’altro, il baricentro dell’uso e del consumo delle tecnologie dal vecchio occidente a qualche cosa di nuovo ed imprevedibile.

Intanto in Italia, che non perderà mai il vizio di vedere anche le cose tecnologiche dipendenti da una prospettiva umanistica, si discute, volutamente, d’altro. Non diciamo che la Divina Commedia non contribuisca al reddito dei cittadini, ma forse non basta. Per fortuna l’individualismo italiano si sgancia dall’ottusità di quanto pretende di dare o, peggio, imporre visioni generali e nascono eccellenze addirittura a livello mondiale. Ma le iniziative individuali hanno bisogno di un contesto positivo magari blandamente virtuoso e non solo dissipativo, altrimenti muiono.

Leggo che progetti eccezionali com l’italiano Arduino ha dei successori quali UDOO. Ma, per dirne una sola, una delle menti del progetto è  Bruno Sinopoli (partner del progetto) ma questi è professore alla Carnegie Mellon University’s …

Il governo Australiano intende adottare il formato OpenDocument.

Le principale attività informatiche negli uffici utilizzano il computer come macchina da scrivere, gestione fogli elettronici e presentazioni al computer.

Fino ad oggi queste attività vengono svolte acquistando praticamente un solo prodotto commerciale.

Ma da qualche anno è possibile utilizzare elaboratori testi e programmi di gestione di fogli elettronici non commerciali, ovvero liberamente utilizzabili.

Openoffice e Libreoffice hanno preso piede.

Riflettiamo sul fatto che i documenti prodotti sono file.

In relazione a tali file dobbiamo distinguere due possibilità:

  • file costruiti mediante un formato del quale il costruttore tende a non comunicare alcuna caratteristica, caratteristica utilizzata per rendere fedele l’utilizzatore e permettere riscontri commerciali
  • ed altri costruiti secondo formati le caratteristiche dei quali sono interamente pubbliche e, non di minor importanza, siano liberamente utilizzabili, ovvero non soggetti a vincoli commerciali o di licenze commerciali.

Il formato più diffuso di file per documenti da ufficio con specifiche completamente pubbliche è l’OpenDocument. In particolare questo formato è adottato da Oracle OpenOffice e LibreOffice.

L’amministrazione australiana, secondo quanto scritto da scritto John Sheridan, Chief Technology Officer of Australia, sembra aver fatto l’ovvia proposta di adottare il formato OpenDocument. Seguiremo l’evoluzione di questa esperienza.

La proposta è parte del “Australia’s Whole-of-Government Common Operating Environment Policy”, un progetto nato nel 2009 con la finalità di uniformare i computer utilizzati nell’amministrazione e sviluppare servizi ad alta sicurezza.
Prevede l’adozione dei documenti nella versione OpenDocument ODF 1.1 per le applicazioni da ufficio definite dall’ International Organization for Standardization (ISO) and International Electrotechnical Commission (IEC).

Il formato ODF è in continuo sviluppo. L’ultima versione sta per diventare uno standard  ISO/IEC standard.

 

Sull’accesso da internet ai file aziendali.

Il tema è molto importante e delicato.

E’ facile dire “cloud”, ma bisogna assumersi il rischio di sguardi indiscreti.

E’ possibile riprendere il vecchio FTP, protocollo per trasferimento file.

Le persone che hanno maturato la sopportazione a piccole vessazioni (quali: prima scaricare il file, poi modificarlo, poi ricaricarlo) si sentono a loro agio.

Purtroppo FTP è robusto, storico, ma insicuro, infatti non cifra i contenuti.

Ma esiste SFTP ovvero sicuro, cioè cifrato.

Tale protocollo, se realizzato in ambito Linux con OpenSSH, è veramente eccellente, al di sopra dei cedimenti.

Segnaliamo l’estensione di Nautilus, ovvero l’esplora risorse di Gnome, che permette di usare in modo usuale e grafico i file in cartelle remote. Veramente da provare.

Un server SFTP si attiva semplicemente utilizzando un computer, installando una distribuzione Linux, per esempio l’eccellente Ubuntu Server, e, in quest’ultimo caso, selezionando l’opzione di installare il server SSH.

Poi il computer va connesso ad internet ed il router utilizzato, supponendo che gestisca una rete interna di IP privati ( i soliti, per esempio,  192.168.1.x ), deve contenere una regola, che in modo sbrigativo, definiamo NAT, ma meglio DNAT, che permetta di accedere dall’esterno al servizio SFTP.

Ovvero si può, semplificando, immaginare il router dotato di due interfacce di rete, una connessa ad internet con un IP statico pubblico ed una alla rete privata interna. Quindi dall’esterno la prima interfaccia del router è raggiungibile. Se il router trasferisce una porta della sua interfaccia connessa ad internet ad una di un computer interno, si realizza la situazione di rendere accessibile dall’esterno il servizo legato alla data porta del computer interno.

Di solito aprendo l’IP del router mediante un browser web sarà possibile trovare la pagina dove inserire il DNAT in questione. Si tenga conto che il servizio SSH usa la porta 22, che non è conveniente esporre direttamente.

Chi realizza una tale configurazione, soprattutto se impone ad SSHD delle stringenti regolamentazioni, realizza sicuramente il migliore sistema di accesso dei file aziendali dall’esterno, migliore in termini di prestazioni, sicurezza ed efficienza,

Ben più complicato è l’utilizzo di VPN soprattutto per tutte le implicazioni sulla rete remota riportata in locale.

Infatti la configurazione di un sistema VPN è difficile, quindi si viene spinti ad utilizzare delle micro soluzioni pronte all’uso, dette in genere appliance. Il problema è ampio: costano molto e hanno CPU scarse. Anche se in termini di buon allestimento il samba non dovrebbe coabitare con il sistema che ospita SFTP, la potenza richiesta per avere una risposta ottimale dai servizi in questione è, in genere, molto maggiore delle CPU offerte dalle comuni appliance.

Non da ultimo, in termini di efficienza sistemistica, il realizzare l’accesso dall’esterno di file è migliore se coinvolge una filiera corta e sicura. Perciò la soluzione VPN, estendendo la rete interna attraverso internet a macchine non sempre sicure o stabili, per vari motivi è molto  meno efficiente e molto più rischiosa di un tunnel SFTP attivato all’occorrenza.

I detrattori mostrano l’interfaccia utente che realizza la vecchia e non gradevole situazione FTP. Ma, ripeto, non è più così: si veda per esempio Nautilus …

Concludiamo mettendo in guardia sull’utilizzo disinvolto di fusessh.

Per la Storia della Fisica.

Abbiamo visto come la materia emerga dal concepire lo spazio non omogeneo. Un sottoinsieme dello spazio privo di materia si dice vuoto. Grande questione è rappresentare la distribuzione di materia nello spazio, ovvero gli schemi dei corpi materiali. Si introduca, mediante l’espediente dell’indefinitamente lontano,  la possibilità di esistenza di riferimenti fissi per la descrizione dei moti.
Proprietà primitiva, ovvero vera senza dimostrazione, è che materia attiri materia.

Quindi si enunci il principio, detto d’inerzia, che un corpo, in assenza di forze e rispetto un sistema di riferimento inerziale, continui indefinitamente nel suo stato di quiete  a velocità costante.

Asserire che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale, in intensità, e verso opposto, significa argomentare in termni di forze ed intuire una sottile verità.

Se aggiungiamo lo speciale legame tra forza ed accelerazione, direttamente proporzionale, ovvero l’una un numero volte l’altra, concludiamo quei tre principi che cambiarono realmente la storia umana.

Nacque la scienza moderna, la formidabile tripletta è confrontabile, banalizzando, ad una triplice vincita alla lotteria nazionale.

I tempi erano maturi, ma Newton fu l’unico grande di quest’opera, che cambiò la storia dell’uomo.

Con Newton nacque la meccanica moderna, e con essa la tecnologia che raggiungerà i livelli attuali.

Egli fu il gigante del periodo.

Galileo non è confrontabile a Newton. Fu sicuramente una figura importante dei tempi, ma non marcò la nascita della scienza moderna, in particolare della meccanica, nella accezione ancora in uso.

E’ facile confondere l’importanza dei due personaggi storici, quindi ritengo opportuno provare a ripristinare la verità.

Affronteremo casi concreti.

 

 

 

 

 

 

TREDES’ ANI ON DI’

Co’ ea brosìma assassina
me fracàvo ea baretìna
Ah! sì gavèvo…… tredès’àni

Braghe ròte, maja strassa
sgalmarète che te digo
Oh! che bei i nostri tredès’àni

E scampàvo come ‘el vento
saeudàr non saeudàvo
ma…. gavèvo tredès’àni

Tròsi e sièse me spetàva
e ‘na tòsa infagotà
Eh! sì ….. gavèvo tredès’àni

« ‘Ndèmo ! Còorii! stàme drìo…
quanto frèdo che te ghè. «
Tseh! ghèmo apèna tredès’àni

le nostre ombre che se tàca
e tanto parfumo nei so’ cavej
tredes’àni e .che pecà !

No ghè pì che ‘ ea caretzà
ne quea tòsa rossa e bèa
………………………………….
………………………………….
Quando mai i me’ tredès’ani.
nToni 1998

Note di a traduzione di alcuni vocaboli in dialetto dei Colli Euganei:
Brosìma per Brina;
Sgalmarète per scarpe economiche con suola di legno;
Pecà per Peccato;
Trosi e Siese per Sentieri e Siepi;
Tòsa per Ragazza;
Tàca per Attacca;
Caretzà per Carrareccia sui campi.

Ho bisogno solo di te.

Un pensiero che prima tarda e poi fugge

Cala il buio, vuoto assurdo
né presenze, né rumori
cerco complice un pensiero

che non trovo qui da me.
Ecco arriva! Posa piano,
sul balcone e sulla mano.

Presto presto o se ne và.
Sembra merlo e trema forte,
salta, scatta poi si ferma.

Ora un volo. E’ andato via?
No! Ritorna in gran furia,
come giovane guerriero

“Fermo, aspetta !”. Stò per dire.
“ Siedi e resta un po’ con me.
Andrai dopo al tuo destino.

Non volare dal tuo tempo,
non andare via nel vento,
fammi tanta compagnia”.

Un rumore vien dal basso,
non capisco cosa sia.

Forse il gatto che si stira
e ridorme solo solo.
Torna il gelo nella strada:

il gran Nulla e lui che va.
Nell’Aprile grigio avaro,
sento freddo come mai.

Silvio Aprile 2013

Succede in quel di Londra

Il mio amico Flavio, valente meccanico d’auto qui in Limena, ha fra gli altri, due figlie che vivono e lavorano a Londra. Lì sono andate un po’ sull’onda dei propri sogni, ma anche e soprattutto per non “ morire “ di noia qui da noi.
Una delle due, quella che ha conseguito il diploma all’Istituto professionale alberghiero del nostro Veneto, ha trovato subito lavoro part-time in un Ristorante tipico della Greater London. Si trova benissimo, lavora sodo e con passione, ha superato subito il disagio della lontananza dei suoi cari genitori, l’ambiente infatti è pieno di fascino, i titolari sono cordiali e i colleghi di lavoro sono molto professionali, per cui tutto fila a meraviglia. Non solo, il suo lavoro è ampiamente apprezzato; lei lo confessa soddisfatta nelle lunghe telefonate che fa a casa . Ma una ventenne ha sempre tante altre aspettative che premono: i costi di una casa sono importanti e lei costruisce progetti, tanti progetti, per cui il reddito da part-time non è più rispondente a sopraggiunti nuovi bisogni .
Che fare? Dapprima titubante, la giovane riesce infine a confidare tutto al proprietario. Parla del suo dispiacere a dover lasciare quel posto solo per il fatto che il reddito da lavoro non è più sufficiente. Quel signore ascolta attento e comprensivo la ragazza e apre subito il suo bel sorriso con il più classico dei “ No problem ! “ Aggiungendo anche : “ Tu cara ragazza sei brava e noi non vogliamo perderti, andresti dalla concorrenza e non possiamo permettercelo. Quindi se vuoi resti con noi a tempo pieno. Mezza giornata starai in questo stesso ristorante, l’altra metà in un altro eguale che possediamo poco lontano da quì. Avrai la giornata piena e guadagnerai quanto desideri. Ti va bene?”
Neppure il tempo di acconsentire e la ragazza è già straordinariamente felice. Le dispiaceva davvero lasciare quel posto e tutta quella brava gente a cui era già affezionata. Quindi ha accettato di buon grado e adesso può procedere rapida e soddisfatta nella realizzazione dei suoi progetti e non più solo sogni.
Raccontata così, sembra una favola e forse lo è se dovesse accadere qui da noi in Italia e nel Veneto.
Non me la sento di trarne una morale, se proprio la pretendete , cercatevela da voi.
ntoni

La definizione in matematica.

L’attività umana di definire un’entità si riconduce in ambito matematico a due possibilità oltre alla primitiva esistenza.

Evidenziamo che parliamo di concetti, ovvero enti esistenti all’interno della propria mente. Le discipline matematiche volgono particolare interesse a questi aspetti.

Se un concetto esiste

o è primitivo

oppure è stato definito mediante “rinominazione”

oppure è stato definito mediante il “passaggio al quoziente”

 

Rinominazione significa attribuire un altro nome al concetto in questione.

Il “passaggio al quoziente” esprime un procedimento molto astratto che caratterizza l’algebra.

Come nasce un nuovo concetto?

Si parte da un insieme con elementi.

Si supponga poter introdurre una equivalenza tra coppie di elementi dello stesso.

Quindi si raccolgano sottoinsiemi ognuno dei quali contenga tutti e soli gli elementi equivalenti tra loro. Si esprime la situazione così creata con l’aver creato una partizione dell’insieme dato.

Si osservi che ogni elemento appartiene ad una ed una sola classe, ovvero le classi sono disgiunte.

A questo punto scatta la novità. Si immagina di “fondere” tutti gli elementi di una classe per creare un solo nuovo elemento, si dice che un elemento della classe individua il nuovo elemento.

Si viene a costruire così un nuovo insieme, detto insieme quoziente. Questo insieme non esisteva prima, è qualche cosa di nuovo, fa pensare ai meccanismi legati alla concettualizzazione. Quindi dal vecchio insieme si definisce il nuovo mediante il passaggio al quoziente.

ALSA e Pulseaudio, primi cenni.

ALSA, come riportato da Wikipedia, è l’acronimo di Advanced Linux Sound Architecture. E’ costituito da specifiche e programmi open source per la gestione delle schede audio con il sistema operativo Linux. La gran parte del codice fa parte del Linux kernel.

Purtroppo anche con il kernel 3.8, due sorgenti audio non possono avere una regolazione separata dei volumi con solo ALSA.

Per questo ed altri motivi servono ulteriori programmi, quale Pulseaudio, che permettono il controllo di parametri audio per applicazione, ma anche una gestione dell’audio legata al profilo utente e raffinate possibilità di interconnesioni tra sorgenti e destinatari.

Il “tempo reale” ed una ancora più evoluta interconnetività, tra applicazioni residenti anche in host diversi, sono proibitive per Pulseaudio. Ma progetti specifici, quale Jackd, sono ancora immaturi, non solo per l’adozione obbligatoria di una unica frequenza di campionamento, ma soprattutto per l’impegno kernel, la maturità del codice, l’installazione macchinosa e la violenta estromissione dei device fuori tempo.

Lo sviluppo del codice relativo al kernel è turbolento, soprattutto per i prossimi utilizzi che prevedono un’uso massiccio di dispositivi audio, in particolare dalla telefonia mobile .

Il progetto ALSA ha assorbito nel tempo varie caratteristiche dapprima prerogative di Pulseaudio, una per tutte la somma trasparente dell’audio da più applicazioni eseguite contemporaneamente. Non molti kernel fa, con il solo ALSA in esecuzione, poteva essere riprodotto l’audio di al più una applicazione.

Le veloci trasformazioni delle infrastrutture software in questione risolveranno a breve le grandi questioni sospese, ovvero la sincronizzazione di riproduzione tra dispositivi diversi, il preview del suono in uscita senza fragilità o disporsioni.

Certamente i kernel 3.8 offrono un’enorme stabilità e le possibilità di fruizione di stream risolvono situazioni fino a poco tempo fa impensabili in termini di bufferizzazioni, recupero della connettività, pulizia del segnale.

Progetti incredibili ed open source offrono collezioni di codec straordinarie.

Ubuntu desktop 12.04 LTS o l’attuale 13.04 preinstallano ALSA e Pulseaudio, quest’ultimo nella configurazione per utente, ovvero ogni utente che acquisisca l’uscita grafica ha il suo audio diverso dagli altri. Purtroppo l’audio si attiva con la positiva autenticazione dell’utente. Tutto questo si può cambiare nella configurazione ad audio unico e sempre attivo.

Segnaliamo il programma pavucontrol della collezione del progetto Pulseaudio.

Eseguibile anche dall’usuale console che si attiva con la sequenza di tasti

CTRL ALT T  quindi scrivendo pavucontrol INVIO.

Si osservi la pagina Registrazione, che può essere vuota, a seconda del parco programmi installato. Si esegua l’incredibile Audacity, si selezioni pulse come linea d’entrata e si avvi la registrazione. Pulseaudio intercetta e gestisce la nuova applicazione con le peculiari esigenze audio. Infatti la pagina Registrazione di pavucontrol si popola di [audacity] con la possibilità di gestire a piacere diverse canalizzazione del flusso audio ad esso connesso. Straordinaria situazione che realizza, per esempio, una linea di monitor.

Orbene con l’usuale sistema bulldozer  8 core, grafica standard a 27″, amplificatore in classe digitale, due monitor Tannoy, si provi l’inimitabile radio internet:

mplayer http://str2.creacast.com/sudtirol1a enable_cache

Quindi pavucontrol e vari audacity a pieno schermo per scatenare la fantasia in azioni con risultati dall’unica purezza e dalla precisione mirabile.

Samsung Electronics domina il mercato Android.

Nel primo trimestre di quest’anno gli smartphone dotati di sistema operativo (OS) Android della Google hanno generato profitti per  5.3  bilioni US$.

Samsung Electronics ha intercettato il 94.7 per cento di questo mercato.

Da dati pubblicati da  Strategy Analytics, il mercato totale degli smartphone è di 12.5 bilioni di US$. La piattaforma Android ha il 43 per cento nell’ultimo trimestre.

Bluetooth è fondamentale per la fruizioni di contributi multimediali tramite intenet.

Bluetooth è una tecnologia strategica per la fruizione di contributi multimediali tramite internet.

Google sta per rinforzare l’integrazione della tecnologia Bluetooth in Android.

Mark Powell, direttore esecutivo della Bluetooth SIG, stima che i dispositivi dotati di bluetooth venduti dall’inizio di quest’anno siano  2.5 bilioni.

Si pensi per esempio a dispositivi quali Logitech Bluetooth Mini Boombox.

 

Ekoore: innovativa azienda italiana che allestisce tablet

Segnaliamo l’azienda italiana  Ekoore, che allestisce tablet, e non solo, con Linux e realizza il boot da sistemi operativi diversi: Linux, Android e Windows 8.

L’azienda compare nelle recensioni internazionali di riviste on line quale PCWorld.

Concludiamo con il curioso prodotto Elija S2, della fascia autoradio Android, che prevede l’interfaccia ODB2 direttamente verso il bus CAN dell’automobile, ovvero usando applicazioni come Torque si possono leggere direttamente i dati della centralina dell’automobile in uso.

 

Progetto ARM

Come già anticipato in altri articoli, l’anno corrente ed il prossimo vedranno un vero cambiamento tecnologico che potremmo dire di portata storica.

Le avvisaglie sono già comparse per esempio con il progetto Raspberry PI.

Presentiamo il Progetto ARM esplicitamente per seguire questo cambiamento epocale.

In breve possiamo dire che l’attuale parco computer sta per diventare completamente obsoleto e per essere sostituito da macchine piccole, a basso consumo, potenti, a basso costo e senza problemi di riscaldamento od usura di batterie.

Questo è permesso, per esempio, dai nuovi processori che rispetto ai parametri appena elencati, permettono una differenza anche dell’ordine.

Tra le famiglie dei nuovi processori forse la principale è quella del consorzio ARM.

All’inizio del 2014 compariranno i processori ARM A53 e A57 a 64 bit, che porteranno al totale superamento delle tecnologie oggi in uso. AMD sta convertendo l’attuale produzione di CPU i386 ed amd64 in ARM64. SI pensi che perfino l’Opteron, CPU per server, sarà ARM64.

Il nuovo ambiente vedrà l’utilizzo conveniente e massiccio di Linux e strumenti Open Source.

Anche in Italia esiste una innovativa realtà industriale che, sembra, costruirà CPU ARM.

Le conseguenze saranno innumerevoli, ma forse di portata quasi bilblica, infatti quanti cittadini dell’India possono permettersi di acquistare un telefono da 500$ ?

Ma quanti acquisteranno un computer vero e proprio della nuova generazione per 50$ ?

La risposta è, in stime fatte da aziende quali Samsung ed Asus, sull’ordine di centinaia di milioni di pezzi (da zero!).

Ma non finirà con i cittadini dell’India, si pensi a quelli della Cina.

Si potrà dire che si apriranno nuovi mercati vastissimi per l’alta tecnologia.

Linux e l’open source rischiano di essere il fulcro del cambiamento.

Progetto OpenERP

La gestione delle attività aziendali è materia molto complessa.

La maggiore difficoltà è data dalla non organizzazione naturalmente presente.

La questione precedente viene in genere risolta imponendo modelli, usualmente esterni/estranei, mediante informatizzazioni che partono come grandi novità positive, ma, in genere, portano a  quella che, banalizzando, potremmo esprimere come “perdita di sovranità”.

Altra questione è il reperimento di strumenti informatici che permettano la programmazione professionale delle risorse di un’azienda.

Una possibilità dal mondo a sorgenti aperte è costituita da OpenERP, che andremo ad usare e valutare.

Progetto Misure d’inquinamento

Il progetto nasce con la finalità di allestire una stazione per cominciare a fare misure di inquinamento.

La prima versione utilizza una scheda Arduino Uno SMD con interfaccia Grove e sensori per misurare:

1. presenza di gas

2. presenza di polveri inquinanti

3. fumi

3. presenza di vapori d’alcool

3. rumore

4. elettrosmog

A complemento integreremo le misure con  temperatura ed umidità

In questa fase invitiamo a valutare i collegamenti proposti.

Progetto Geiger

Inauguriamo le nuove categorie “progetti” che propongono e seguono delle idee che possono diventare veri e propri progetti.

Proponiamo la costruzione e l’utilizzo concreto di un contatore geiger per ora basato su Arduino.

Il progetto nasce per poter avviare un monitoraggio del tasso di radioattività indipendente al minor costo possibile.

Cominciamo proponendo il riferimento: Geiger Counter.

L’Open Source permette la diffusione dei cellulari anche in aree di difficile copertura.

La combinazione di software a basso costo e trasparente permetterà di portare la telefonia cellulare, e quindi anche internet, in aree geografiche difficili da raggiungere.

E’ noto che l’infrastruttura strategica che permette il funzionamento dei cellulari è saldamente in mano ai distributori di servizi correlati.

La posizione preminente permette di difendere interessi particolari che possono non sempre coincidere con quelli dei cittadini.

In particolare vengono non coperte aree geografiche che non portano profitto.

In altre nazioni, come gli Stati Uniti, il problema è molto più evidente, date le enormi aree geografiche rurali.

In particolare si vedranno nascere anche operatori nel mondo dei cellulari su piccola scala.

Le nuove tecnologie infine favoriscono queste attività, infatti, per dire, si possono reperire ripetitori a costi e consumi incredibilmente bassi. Si parla di consumi inferiori a 35 W per ripetitore, quindi perfettamente alimentabile attraverso cellule fotovoltaiche.

Dispositivi basati su software open source come Asterisk, celebre software per realizzare centralini telefonici (PBX), possono sostituire costosi dispositivi elettronici di instradamento.

Infine possiamo segnale progetti importanti in regioni africane come Zambia ed altre in Antartico che vedono applicare felicemente queste progettualità permesse dalle nuove tecnologie.

Nei prati di Limena

Nei prati di Limena a volte anche fra ruderi e spazi incolti, fra alcuni giorni apparirà la camomilla. Eccovi un mio ricordo.
La Camomilla e la Beguine
La “ Matricaria Chamomilla “  è un fiore umile e prezioso che si trova  di questi tempi, quando celebra le sue  nozze con il Sole dell’estate. Mia madre era solita dire,  che  la camomilla  si  vestiva di  bianco e  oro  e aspettava anche noi  alla festa.   Ma bisognava fare presto, uno scroscio violento di pioggia,  se ne sarebbe andata e non l’avremmo  vista più, forse rapita dal “ Vecio Momo “, un’  orrida   creatura proveniente dal Nord barbaro, che a volte colpiva implacabile uomini, bestie, alberi e cose.
Il racconto molto impressionante mi vedeva rapìto e spaventato, ma intanto lei con un pettine di ferro dai lunghi denti comperato  da uno zingaro di passaggio, compiva grandi falciate sulle ciocche  della camomilla , mentre tutt’intorno si spandeva un profumo che non scorderò mai più. La raccolta era sempre copiosa, mia madre allora sorrideva in maniera misurata come solo i contadini sanno fare, quando sono soddisfatti del loro duro lavoro. Teneva tutto stipato nel grande grembiule blù   annodato alla cinta,  con  due angoli  raccolti e stretti  in mano. Spesso in compagnia della zia Romilda, mia madre molto ben intonata era solita cantare allegre canzoni, erano strofe accompagnate o alternate, ripetute senza posa e senza abbandonare il lavoro .
« Quei giorni d’amor rivivo nel sogno,
vorrei come allor stringerti al cuor.
Dicesti a me “Giuro di amarti sempre”
ed io ti giurai “Tu, sempre tu”.

Ma poco durò la felicità,
le nuvole rosa nel cielo il vento disperde,
l’amore, ch’ eterno ci par, nel nulla si perde,
per non ripensar più a te « ….
A lavoro compiuto, senza averlo chiamato, da Solesino arrivava puntuale un ometto grasso, furbo e sempre serio, con un nome antico che ho scordato.
Ma rivedo ancora la fretta di ricevere il raccolto che avrebbe venduto alle drogherie delle città anche lontane e il mercanteggiare ostinato con mia madre per il prezzo da pagare.
Ora anch’io andrò di questi tempi, per campi, attirato dai boccioli  bianco oro e nel ricordo bello del tempo che fù.
Li raccolgo in fretta al levar del sole, prima che arrivino altri abili competitori: api bottinatrici, coccinelle dalle  mille livree, farfalle d’ogni colore che usano i  fiori  come posatoi e innumerevoli altri insetti  come le  forbicine, i  bruchi inquietanti, le onnipresenti formiche, le cimici verdi maleodoranti e  i  grossi  innoqui  ridicoli bombi.
Cerco come posso di non far male alla pianta,  accarezzandola  piano prima di  stringere  i suoi boccioli .   Vorrei sapesse  quanto le sono grato per il dono che mi fa.
Sbrigo tutto  con cura,  poi conservo  la mia camomilla all’asciutto e in penombra, in seguito  confezionerò  con tanti  sacchettini  che  regalerò agli amici e ai parenti. Ma una buona scorta è per le mie lunghe e fredde    sere d’inverno,  mi servirà per ritrovare calma e  serenità, dopo i rigori del giorno.
Quando si spanderà il profumo erbaceo  intenso dal mio infuso, mentre fuori magari nevica, il   ricordo andrà a questi giorni di giugno e luglio,  lunghi, luminosi di chiara luce  e profumati  in ogni cosa e luogo.
Odora  l’aria di matricaria, profumano le mani, tutto  sa  di buono, d’onesto  e d’antico, mentre le stagioni continuano il loro incessante ciclo.
Anche la terra  così inquieta, sembra aver smesso di fremere sotto i nostri piedi, mentre anch’io senza accorgermene canto allegramente al ritmo di beguine un piccolo ritornello di quella vecchia canzone:
«Quei giorni d’amor rivivo nel sogno,
vorrei come allor stringerti al cuor « .
Tisana di Camomilla.
Lasciare  qualche capolino di camomilla   ben essicato,  in infuso per alcuni minuti. Filtrare con un colino, bere caldo o freddo possibilmente con ottimo  miele.
Mentre vi rilassate a fondo,  sono certo  sentirete arrivare anche voi le note allegre della musica e le belle parole del grande Cole Porter :
« Quando si fa la Beguine
mi pare di udir la dolce canzone
che, nello splendor di un ciel tropicale,
mi fece sognar tra le acacie in fior «.
nToni ( Giugno 2011 )

Cerco una possente Voce

Se l’ombra di una quercia
non placherà la calura,
se l’acqua della fonte
non  mitigherà la  sete,
quando neppure una carezza
allevierà la mia pena,
perché è  l’ anima
che  brucia dentro….
……allora, solo allora
quando tutto è vano,
io cercherò   lontano
ai recessi del tempo
e dell’infinito  spazio,
una voce possente
che mi dica solo:
“  Guarda l’orma lasciata,
e  il  bruco che s’affanna.
Ascolta la campana
e il canto di  quel bimbo.
Sorridi a una carezza,
asciuga  il tuo  sudore
intuisci  il tuo stupore,
per l’orazione  antica
che ritrovi   ora,
all’ombra di una quercia,
con la  calura  estiva ,
ma senza più la sete
e senza più paura ! ”
nToni dicembre 2011

Canonical si impegna a rendere disponibile Ubuntu per i telefoni entro maggio 2013.

Canonical, l’azienda che sostiene Ubuntu, si impegna al rilascio delle prime immagini “usabili” per convertire ad Ubuntu particolari telefoni e tavolette.

Ricordiamo che si riferiscono in modo particolare ai modelli “Nexus”, ovvero dispositivi Android con aggiornamento diretto alla Google e non alla casa costruttrice.

Per “usabile” l’azienda in questione intende capacile a fare e ricevere telefonate ed SMS, a navigare in internet, utilizzare il WiFi e il 3G con la capacità di commutare tra i due. Inoltre saranno attivi i sensori di prossimità per modificare lo schermo, la capacità di gestire contatti e l’opzione aggiornamenti automatici.

Android domina il mercato delle periferiche mobili portatili.

Android domina il mercato delle periferiche mobili portatili (smartphone, tablet, netbook e notebook) nel primo trimestre 2013.

Sono stati venduti 308.7 milioni di unità equipaggiate con Android, che rappresenta un aumento del 37.4 per cento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (fonte Canalys).

Il mercato dei sistemi operativi vede ai vertici Android, basato su Linux, com il 59.7 per cento, seguono Apple con 19.3 e Microsoft con 18.1 per cento di share.

Le vendite globali sono aumentatet del 106,1 per cento in un anno, raggoingendo i 41.9 milioni di unità.

Le previsioni sono di continua crescita.

Ciò che ha fuoco e non è fuoco, è infuocato (ignitum) per “Partecipazione“. San Tommaso, Summa Th. I, q. 3, a.4 .

Ricordo “partecipazione” è uno dei due concetti di Platone per definire il rapporto fra cose sensibili e Idee; l’altro è la Parusìa o Presenza.
Levy-Bruhl dice ( analizzando la mente primitiva) che ciò che è dato per primo è la partecipazione, forse anteriore alle “rappresentazioni” stesse. La Partecipazione si chiarisce nella Relazione solo con l’Intelletto.
Un grande filosofo Emerson congiunse l’aggettivo ” rappresentativo” al sostantivo “Uomo” ( Representative, Men, 1850) e si ottenne una definizione di Uomo Rappresentativo, per indicare con questo gli Uomini della Storia Universale.
Tanto per intenderci Isaac Newton, matamatico,fisico, filosofo,astronomo,filosofo. è definibile perfettamente come Uomo della Storia Universale. I romantici potrebbero anche chiamarlo un Eroe della Storia dell’Uomo.
Il metodo scientifico ( da Wikipedia )
Isaac Newton

Il metodo newtoniano, fondamentale nell’evoluzione delle sue scoperte scientifiche, consisteva, secondo il pensatore, in due parti fondamentali, ovvero un procedimento analitico, che procede dagli effetti alle cause, a cui succede un procedimento sintetico, che consiste nell’assumere le cause generali individuate come ragione dei fenomeni che ne derivano. A questi due procedimenti Newton applica quattro regole fondamentali, da lui così definite:

* non dobbiamo ammettere spiegazioni superflue;
* a uguali fenomeni corrispondono uguali cause;
* le qualità uguali di corpi diversi debbono essere ritenute universali di tutti i corpi;
* proposizioni inferite per induzione in seguito a esperimenti, debbono essere considerate vere fino a prova contraria.

Questa ultima regola può essere ricollegata alla celebre affermazione di Newton, «Hypotheses non fingo», in base alla quale il filosofo si ripromette di rifiutare qualsiasi spiegazione della natura che prescinda da una solida verifica sperimentale; non fingo ipotesi significa perciò l’impegno a non assumere alcuna ipotesi che non sia stata indotta da una rigida concatenazione di esperimenti e ragionamenti basati sulla relazione di causa e effetto. Ne restano perciò escluse tutte quelle “finte” ipotesi scientifiche sui fenomeni, proclamate, fino a quel momento, dalla metafisica.
Un contributo di nToni

OpenWrt e DD-WRT

OpenWrt e DD-WRT sono due storici e consolidati progetti di Linux Embedded.

La loro peculiarità è di utilizzare hardware dei router commerciali.

Avviamo l’attività di installare OpenWrt in alcuni modelli commerciali dotati di CPU con velocità di clock verso i 500 MHz e collegati mediante USB o RS232 ad Arduino con Shield Grove.

Il risultato è la realizzazione di sistemi con enorme predisposizione alla connettività, omogenei secondo l’adozione di Linux Embedded e a costi tagliati.

Il poter configurare il network, i dispositivi di routing, firewall, VPN, VNC ed SSH secondo le modalità Linux è un’enorme semplificazione.

 

UDOO l’Android/Linux PC con la potenza combinata del Raspberry PI e dell’Arduino

Stiamo assistendo alla nascita di un’altra stella dei computer come Raspberry PI: UDOO.

UDOO è una scheda singola open hardware, a basso costo, la CPU dual o quad ARM, ethernet 1GB, SATA ed integra l’elettronica compatibile Arduino Due.

Un vero gioiello che mostra la rapida evoluzione del comparto informatico verso il totale superamento delle attuali tecnologie. Come detto, alla fine dell’anno ci sarà il punto di non ritorno.

Caratteristiche dal sito   http://www.udoo.org

  • Freescale i.MX 6 ARM Cortex-A9 CPU Dual/Quad core 1GHz
  • Integrated graphics, each processor provides 3 separated accelerators for 2D, OpenGL® ES2.0 3D and OpenVG™
  • Atmel SAM3X8E ARM Cortex-M3 CPU (same as Arduino Due)
  • RAM DDR3 1GB
  • 54 Digital I/O + Analog Input (Arduino-compatible R3 1.0 pinout)
  • HDMI and LVDS + Touch (I2C signals)
  • Ethernet RJ45 (10/100/1000 MBit)
  • WiFi Module
  • Mini USB and Mini USB OTG
  • USB type A (x2) and USB connector (requires a specific wire)
  • Analog Audio and Mic
  • SATA (Only Quad-Core version)
  • Camera connection
  • Micro SD (boot device)
  • Power Supply (5-12V) and External Battery connector

Ubuntu kernel

Ricordiamo la principale versione del kernel nelle ultime distribuzioni Ubuntu:

Ubuntu 13.04 utilizza il kernel 3.8

Ubuntu 12.10 utilizza il kernel 3.5

Ubuntu 12.04 LTS utilizza il kernel 3.2

 

La comunità autonoma spagnola Extramadura comincia la conversione a Linux di 40000 computer del governo.

Il governatore Theodomir Cayetano ha annunciato il piano di migrazione il 18 aprile. L’operazione prevede un risparmio di 30 milioni di euro all’anno.

Questo è forse uno dei più grandi progetti governativi di adozione di un sistema operativo open source. In Europa è il secondo dopo la Gendarmeria Francese con 90000 computer da tavolo. Il terzo progetto europeo è stato realizzato dall’amministrazione della città di Monaco con 13000 computer.

Extremadura ha creato una distribuzione Linux su misura, detta Sysgobex, per venire incontro ai principali requisiti dell’apparato governativo.

EMB-2500 migliora Raspberry PI

La scheda EMB-2500, SoC computer, verrà rilasciata nell’anno corrente.

E’ una valida alternativa a Raspberry PI, soprattutto per la CPU fino a quad, la porta SATA, la periferica ethernet Gigabit ed il formato standard ITX.

La EMB-2500 è realizzata dalla Habey USA, sussidiaria della NORCO Intelligent Technology Co., legata alla Shenzhen, China.

La CPU della EMB-2500 è 1 GHz Freescale i.MX6, che può essere a core singolo doppio oppure quad, con 1 GB DDR3 RAM.

Catratteristiche:

  • OS: supporto di Linux e Android 4
  • Storage: 1x SATA 3Gb/s, 1x SD, on-board NAND flash (4GB default
  • Network: Gigabit Ethernet. Optionale on-board WiFi
  • Connettività: HDMI 1.4, VGA, LVDS (Risoluzione nel range 1920 x 1080). 2x USB2.0, 2x USB2.0 header, 1x mini USB2.0 OTG.
  • Integrato 3D graphics and 1080p video codec engine.

Dalle pagine web:

http://www.habeyusa.com/products/emb-2500-arm-pico-itx-freescale-cortex-a9-embedded-board/

Essentials

  • Model
  • EMB-2500
  • Form Factor
  • Pico-ITX
  • Processor
  • Freescale i.MX6 1 GHz Solo, Dual or Quad Core
  • Chipset
  • SoC
  • BIOS
  • Bootloader
  • System Memory
  • 1GB on-board DDR3
  • Ethernet
  • 1x RJ45, GbE x1, 1x Optional On-board WiFi
  • Storage
  • 1x SATA 3Gb/s, 1x SD, On-board NAND flash (4GB default)
  • Power
  • 5V DC, 4-pin header

Graphic

  • Graphic Controller
  • OpenCL support 3D graphics with up to quad shaders at 200 Mt/s
  • Display Interface
  • 1x HDMI 1.4
  • LCD Interface
  • 1x Dual Channel 24-bit LVDS
  • Display Resolution
  • HDMI – 1920x 1200, VGA – 1920x 1200, LVDS – 1920x 1080
  • Dual Display
  • HDMI/LVDS independent display

I/O

  • Serial Port
  • 2x RS-232 (4-wire) header
  • USB
  • 2x USB2.0, 2x USB2.0 header, 1x mini USB2.0 OTG
  • Digital I/O
  • 8-bit GPIO
  • Audio
  • Line-out, Line-in and MIC-in header

Advanced Technologies

  • Watchdog Timer
  • Programmable timer system reset
  • Features and Options
  • 2x CAN Bus Header (optional for supported processor) Linux and Android 4 support, HDMI + VGA + LVDS display ports, built in HD1080p Video Decode, HD1080p Video Encode, HD1080p Video Transcode, HDMI 1.4, Image Pre and Post Processor, OpenGL ES 2.0, OpenVG 1.1, OpenCL, OpenGL ES 1.1, OpenGL ES 3.0 support, on-board 4-wire MAX11801 touch screen controller, 3x 3 matrix key pad support, Dual CAN bus option

Mechanical & Environmental

  • Operating Temperature
  • -20 ~ 60° C (-4 ~ 140° F)
  • Storage Temperature
  • -40 ~ 85° C (-40 ~ 185° F)
  • Operating Humidity
  • 5% ~ 95%, 40ºC, non-condensing
  • Dimensions
  • 100 mm x 72 mm (3.94″ x 2.83″)

Western Digital Red Hard Disk Drives per Network Attached Storage

Segnaliamo i dischi fissi Western Digital serie Red, costruiti per NAS, ma anche per utilizzo intensivo. Il formato è 3.5″ e le pezzature sono 1, 2 e 3 TB.

L’operatività dichiarata è 24/7, ottimizzati per fault-tolerant RAID (con specifici algoritmi di correzione errori) e per riduzione di temperatura e vibrazioni da permettere l’inserimento di molti dischi in un unico chassis.
Stiamo testando molti pezzi anche nella usuale configurazione bulldozer. Per ora il riscontro è secondo aspettative.

Reti d’impresa da wikipedia.it

Reti d’impresa

Le Reti d’impresa costituiscono un’alternativa per quelle aziende che vogliono aumentare la loro forza senza doversi necessariamente unire in una fusione o ricadere sotto il controllo di un unico soggetto.

Il “Decreto Sviluppo”ovvero la Legge 23 luglio 2009 n. 99 pubblicata su supplemento Ordinario n. 136 alla G.U. 31 luglio 2009 e in vigore dal 15 agosto 09 ha introdotto una serie di modifiche relative all’operatività ’delle reti di imprese. In particolare sono state meglio precisate alcune caratteristiche relative al “Contratto di rete” che deve dare evidenza degli obiettivi strategici e delle attività comuni che diano luogo al miglioramento della capacità competitiva ed innovativa sul mercato.

La forma del contratto: – atto pubblico o scrittura privata autenticata quindi è necessario ricorrere ad un notaio;

L’oggetto del contratto: – è una obbligazione reciproca tra le imprese aderenti al contratto di rete ad esercitare in comune una o più attività economiche rientranti nei rispettivi oggetti sociali

Lo scopo del contratto: – accrescere la reciproca capacità innovativa e la competitività sul mercato. Questo dice la legge, ma mi spingerei oltre indicando che tra gli scopi leciti del contratto è anche la capacità di accedere a rapporti altrimenti preclusi all’impresa singola: mi riferisco a finanziamenti, agevolazioni, bandi di gara pubblici e così via.

Elementi essenziali del contratto sono:

– l’indicazione degli obiettivi strategici e delle attività comuni poste a base della rete, che dimostrino il miglioramento della capacità innovativa e della competitività sul mercato

– l’individuazione di un programma di rete (che contenga l’enunciazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascuna impresa partecipante e le modalità di realizzazione dello scopo comune)

– l’indicazione della durata del contratto, delle modalità di adesione di altre imprese e delle relative ipotesi di recesso;

– l’individuazione dell’organo comune incaricato di eseguire il contratto di rete, i suoi poteri anche di rappresentanza e le modalita’ di partecipazione di ogni impresa alla attivita’ dell’organo. Salvo che sia diversamente disposto nel contratto di rete, l’organo agisce in rappresentanza delle imprese nei casi espressamente previsti dalla legge. Si discute ancora in dottrina se questa rappresentanza sia piena oppure limitata ai casi esemplificati nella legge.

– l’istituzione di un fondo patrimoniale comune (in relazione al quale sono stabiliti i criteri di valutazione dei conferimenti che ciascun contraente si obbliga ad eseguire per la sua costituzione e le relative modalità di gestione. (Al fondo patrimoniale di cui alla presente lettera si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli artt. 2614 e 2615 del c.c).

– ovvero mediante ricorso alla costituzione da parte di ciascun contraente di un patrimonio destinato all’affare, ai sensi dell’articolo 2447-bis, primo comma, lettera a) del codice civile);

le modifiche introdotte dalla legge 122-30 luglio 2010. I quattro capisaldi:
A) In ordine ai soggetti si passa da “due o più imprese” a “più imprenditori”. Questa modifica riguarda due profili:

a. il numero degli appartenenti alla rete.

b. Il passaggio dal concetto di impresa a quello di imprenditore.

Al contratto di rete possono dunque partecipare imprenditori qualunque sia la natura del soggetto che esercita l’attività di impresa (che si diversifica in impresa individuale, societaria e pubblica), anche non commerciali.

B) In ordine alla causa del contratto: si passa da “scopo di accrescere la reciproca capacità innovativa e la competitività sul mercato” a “scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato”. La modifica consiste nell’abbandono del criterio di reciprocità per un più anodino richiamo alla crescita individuale e collettiva.

C) Sul fondo patrimoniale e l’organo comune: la dotazione patrimoniale diventa eventuale. La modifica non pare però apprezzabile e comunque incoerente con l’incentivo fiscale esplicitamente previsto, a meno di non volere legare l’incentivo fiscale alla presenza di una dotazione patrimoniale autonoma; anche la previsione di un organo comune diviene eventuale. L’organo comune può essere incaricato di eseguire anche singole parti o fasi del contratto di rete. Il punto deve essere inteso alla luce dell’oggetto del contratto di rete. Infatti il contratto di rete dovrebbe disciplinare appunto la collaborazione in forme ed ambiti predeterminati tra le imprese, (lo scambio di informazioni di varia natura, attività per la quale tuttavia non si prevede alcun contatto all’esterno e dunque non si pongono problemi di soggettivizzazione), o una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa. Dunque il contratto di rete nasce limitato ad alcune fasi o parti rispetto alle quali si può sviluppare una interdipendenza tra più imprese ed è naturale che l’organo comune sia incaricato di amministrare questa interdipendenza nell’interesse di tutti i partecipanti. Secondo il dettato della legge è però possibile limitare ulteriormente la competenza, ed i relativi poteri di gestione e rappresentanza, a singole parti o fasi del contratto, anche nel senso che l’organo comune può avere carattere temporaneo, sicché una volta esaurito il compito, il mandato si estingue (argomento ex art. 1722, 1°, n. 1 c.c.).

Da segnalare anche che, se previsto, l’organo comune agisce in nome e per conto dei partecipanti alla rete; la modifica è apprezzabile. Si tratta di previsione che salvaguardia essenzialmente i terzi, i quali sono così dispensati dal verificare il potere di rappresentanza recandosi al registro delle imprese.

D) Il registro delle imprese: si chiarisce che la forma del contratto (per atto pubblico e per scrittura privata autenticata) è funzionale ai soli fini degli adempimenti pubblicitari. Ciò implica che è valido anche un contratto di rete formalizzato per scrittura privata. A questa formalità converrà ricorrere nei casi in cui non vi sia un fondo patrimoniale né un organo comune e per il quale quindi non si pongono problemi di limitazioni al potere di rappresentanza e più in generale di soggettività.

 

Nell’ambito del cantiere aperto da Industria 2015 il Ministero dello Sviluppo Economico (di concerto con i ministeri dell’Economia e delle Finanze e della Giustizia), ha il compito di elaborare e presentare al Governo disegni di legge per definire queste nuove forme di aggregazione, seguendo i seguenti criteri:

  • definire i requisiti di stabilità delle reti di imprese (in particolare PMI) e le nuove forme di coordinamento e direzione al loro interno;
  • verificare i loro effetti giuridici in relazione alla diversità di queste con i raggruppamenti ed i consorzi;
  • prevedere la presenza di imprese straniere, disciplinando reti transnazionali sia europee che extra-UE;
  • includere la possibilità che nelle reti di impresa possano confluire imprese sociali ed enti senza scopo di lucro.

 

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Ubuntu adotta la tecnologia UEFI dalla versione 12.04.2

La tecnologia UEFI è promossa da Unified Extensible Firmware Interface (UEFI) Forum, un’associazione non-profit di industrie che promuovono l’innovazione del firmware delle schede madri.

Ubuntu dalla versione 12.04.2, Fedora dalla 18 ed OpenSUse dalla 12.3 aderisco a questo standard.

Tra le varie innovazione si annovera  UEFI Secure Boot per avviare in modo sicuro il sistema operativo scelto.

Un’altra finalità delle tecnologie promosse da UEFI è di velocizzare il tempo di avvio del sistema- operativo, facilitare le attività di backup e disaster recovery.

Comunque i nostri test con Bulldozer ed Ubuntu Server 12.10 e 12.04.2 mostrano molte criticità da colmare: tra tutte il dover creare una apposita partizione fat32 da far usare a GRUB UEFI …

Primo rilascio del Plasma Media Center 1.0.0

Plasma Media Center (PMC) 1.0.0 è costruito sulla tecnologia KDE che è la principale  realizzazione con l’ambiente di sviluppo Qt.

Nasce per gli entusiasti del multimediale.

KDE è alternativo a Gnome ambiente grafico di riferimento per Debian ed Ubuntu, che privilegiano l’ambiente di sviluppo GTK.

Ma Canonical sta sostanzialmente cambiando orientamento verso l’ambiente di sviluppo Qt, quindi KDE riacquista grande centralità.

Plasma Media Center (PMC) vuole far convergere tutte le caratteristiche multimediale espresse da PCs, Tablets, Netbooks, TVs e molte altre periferiche. PMC può essere usato per vedere immagini, suonare musica o visualizzare filmati.I contributi multimediali possono essere in file nel filesystem locale oppure remoti raggiunti mediante il Desktop Search del KDE. Questa prima versione stabile di PMC ha le seguenti caratteristiche:

Browse del filesystem locale per i contributi multimediali
Usa KDE Desktop Search per avere una visione unificata di tutti i contributi
Visualizzatore di fotografie Picasa
Permette di creare playlists
Gli sviluppatori possono liberamente creare plugin per PMC

HP sceglie il modello Calxeda per i server di nuova generazione basati sulla piattaforma ARM

Calxeda ha perfezionato la tecnologia ARM-based EnergyCore server-on-a-chip (SoC) che sta diventando  un riferimento per i server di nuova generazione. HP è intenzionata ad adottare questi standard.

Ubuntu Server per ARM è la piattaforma di riferimento per questi nuovi server.

La nuova frontiera vede schenari quali 48 server nodes in un 2U chassis con consumi incredibilmente bassi:  5W per quad-core ARM node contro i 75/95W attuali.

AMD prevede la commercializzazione di CPU AMD 64 bit A53 e A57 per l’inizio del 2014.
Per approfondire l’argomento si veda http://www.anandtech.com/show/6757/calxedas-arm-server-tested

Distribuzioni live per la clonazione dei dischi.

La clonazione dei dischi è un’attività strategica.

Se abbiamo installazioni complesse in un computer è possibile fare l’immagine dell’intero disco da utilizzare  in casi di emergenza.

Le distribuzioni “live” sono sistemi operativi Linux che si avviano completamente ed esclusivamente da DVD-ROM.

Per raggiungere il nostro scopo si deve:

1. scaricare da internet una distribuzione tipo Clonezilla e FOG e creare il CD o DVD

3. collegare un disco fisso in scatola USB al computer

2. avviare il computer da DVD, per esempio, Clonezilla

3. Seguire le indicazioni per creare un’immagine del disco in macchina.
OSX pemette un’altra modalità: la replica in disco mediante l’applicazione Time Machine.

Ubuntu ed Arduino.

Arduino, progetto di successo, nato ad Ivrea, è un gioiello del Made in Italy.

Il destino incrocia Ivrea tra lo storico gioiello dell’industria informatica italiana e forse il leader attuale delle microcontroller board in elettronica aperta.

E’ forse del talento italiano uno tra i maggiori contributi nella nascita del computer personale. Il celebre M24 fece storia.

Il progetto Arduino produce varie schede con microcontroller vendute nell’intero pianeta. Ha letteralmente rovesciato l’attività nel settore microcontroller, in particolare aprendolo ad un esercito di appassionati. Direi che è stata una vera e propria rivoluzione soprattutto nelle pratiche che utilizzano l’elettronica. Non solo ma di fatto ha creato degli standard … planetari ! Il cinese e l’australiano parlano e si capiscono in arduinese.

Al tempo dello tsunami in Giappone, abbiamo visto varie iniziative che accoppiavano i tubi geiger di origine militare russa acquistati mediante eBay alle schede microcontroller prodotte in Italia.

Ma esistono grandi esperienze creative tedesche che sfruttano felicemente le schede italiane.

Il firmware si crea facilmente in ambiente Ubuntu, e non solo, infatti basta installare per esempio con Synaptic, il programma arduino, acquistare una scheda dai produttori di Ivrea, collegarla alla porta USB, caricare uno tra i tanti firmware a corredo, compilarlo e caricarlo nella scheda. Ed il gioco è fatto! Il tutto senza intoppi: negli innumerevoli test fatti non ho visto una cilecca!

In merito suggeriamo di utilizzare il software disponibile nella repository ufficiale e non altro anche se più aggiornato. In questo modo si evitano problemi con setup Java ed errori nel device virtuale associato alla porta USB. Si deve un particolare riconoscimento alla comunità Ubuntu e Linux per l’armonizzazione indolore di parti diverse che permettono l’installazione facile ed il buon funzionamento di software di tutti i generi.

Le schede godono di grande stabilità, non scaldano, hanno un robusto protocollo di comunicazione, esitono in versioni da poco più di 20 euro.

L’ultima versione UNO, con microprocessori SMD, è incredibile: due micro saldati in superficie, uno per la conversione seriale – USB, l’altro come processore principale, il tutto con un’estetica da opera artistica.

 

Ubuntu 13.04 è disponibile.

Abbiamo già avviato test in ambito desktop 64 bit fascia bulldozer che 32 bit fascia atom. I test sono stettamente orientati all’utilizzo in azienda mediante personale privo di particolare addestramento. La principale valutazione incrocia facilità d’uso con stabilità del sistema. L’apertura verso altri ambienti è ottenuta con semplice virtualizzazione mediante software in repository, ovvero che non precluda aggiornamenti.

Valutiamo Ubuntu Server 64 bit con hardware Opteron. In particolare abbiamo avviato un percorso di test basato su Python ed OpenERP.

Simulatore win32 e win64 in ambiente Linux.

I programmi che funzionano con XP SP3 ora possono essere eseguiti mediante il simulatore  win32 e win64 Wine HQ in ambiente Linux.

Non si tratta di virtualizzazione del sistema operativo e non ci sono costi per avere il simulatore.

Esistono ottime interfaccie grafiche, dette GUI, tra le quali segnaliamo l’eccellente PlayOnLinux per meglio gestire anche profili diversi ed indipendenti di sessioni di simulazione.

Si possono così installare in modo completamente indipendente Firefox in un profilo equivalente ad XP SP3 32 bit, ed un 7Z 64 bit in un profilo XP SP1 64 bit.

Ubuntu con il suo gestore di pacchetti synaptic permette di installare facilmente sia il simulatore Wine che il pacchetto di gestione grafica PlayOnLinux.

 

Arduino con Seeedstudio Grove

Stiamo valutando le possibili modalità di espansione della piattaforma Arduino.

In breve ci sono due versanti: a monte, ovvero un host di appoggio, ed a valle, ovvero sensori ed attuatori.

Il secondo aspetto, quello verso i sensori ed attuatori, porta alla grande questione di non poter sempre saldare ogni componente: serve uno shield che dia uno standard minimo verso l’elettronica finale.

Abbiamo deciso di valutare la proposta Grove della http://www.seeedstudio.com, dinamica azienda cinese, per integrarla nella progettualità futura. Forse la proposta più ampia.

I test sono orientati soprattutto alle esigenze di installatori ed integratori anche di piccole dimensioni. Imprese che non possono fare enormi investimenti in risorse economiche ed umane per attività di sviluppo su microcontroller ed altra elettronica, ma possono creare spazi virtuosi componendo tasselli di varie provenienze.

 

 

 

 

 

 

LEGGE 11 novembre 2011, n. 180

LEGGE 11 novembre 2011, n. 180

Norme per la tutela della liberta' d'impresa. Statuto delle  imprese.
(11G0238)
 Vigente al: 22-4-2013

Capo I

FINALITA’ E PRINCIPI

 

    La Camera  dei  deputati ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno
approvato; 

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 

                              Promulga 

    la seguente legge: 
                               Art. 1 

                              Finalita' 

  1.  La  presente  legge  definisce  lo  statuto  delle  imprese   e
dell'imprenditore al fine di assicurare  lo  sviluppo  della  persona
attraverso il valore del lavoro, sia esso svolto  in  forma  autonoma
che d'impresa, e di garantire la  liberta'  di  iniziativa  economica
privata in conformita' agli articoli 35 e 41 della Costituzione. 
  2. I principi della presente legge costituiscono norme fondamentali
di   riforma   economico-sociale   della   Repubblica   e    principi
dell'ordinamento giuridico dello Stato e hanno lo scopo di  garantire
la piena applicazione della comunicazione della  Commissione  europea
COM(2008) 394 definitivo, del 25 giugno  2008,  recante  «Una  corsia
preferenziale per la piccola impresa  -  Alla  ricerca  di  un  nuovo
quadro fondamentale per la Piccola Impresa (uno "Small Business  Act"
per l'Europa)», e la coerenza delle normative adottate dallo Stato  e
dalle regioni con i provvedimenti dell'Unione europea in  materia  di
concreta applicazione della medesima. 
  3. In ogni caso sono fatte salve  le  competenze  delle  regioni  a
statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano  ai
sensi dei rispettivi statuti  speciali  e  delle  relative  norme  di
attuazione. 
  4.   Nelle   materie   attribuite   alla   competenza   legislativa
concorrente,  ai  sensi  dell'articolo  117,   terzo   comma,   della
Costituzione, le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di
Bolzano esercitano la potesta' legislativa nel rispetto dei  principi
fondamentali di cui alla presente legge. 
  5. Lo statuto  delle  imprese  e  dell'imprenditore,  di  cui  alla
presente legge, mira in particolare: 
  a) al riconoscimento del contributo fondamentale delle imprese alla
crescita dell'occupazione e alla prosperita'  economica,  nonche'  al
riconoscimento dei doveri cui l'imprenditore e' tenuto  ad  attenersi
nell'esercizio della propria attivita'; 
  b) a promuovere la costruzione di un quadro normativo nonche' di un
contesto sociale e culturale  volti  a  favorire  lo  sviluppo  delle
imprese anche di carattere familiare; 
  c) a rendere piu' equi i sistemi sanzionatori vigenti connessi agli
adempimenti a cui le imprese sono tenute nei confronti della pubblica
amministrazione; 
  d) a promuovere l'inclusione delle problematiche  sociali  e  delle
tematiche ambientali nello svolgimento delle attivita' delle  imprese
e nei loro rapporti con le parti sociali; 
  e) a favorire l'avvio di nuove imprese, in particolare da parte dei
giovani e delle donne; 
  f) a valorizzare il potenziale di crescita, di produttivita'  e  di
innovazione delle imprese, con particolare  riferimento  alle  micro,
piccole e medie imprese; 
  g) a favorire la competitivita' del  sistema  produttivo  nazionale
nel contesto europeo e internazionale; 
  h) ad adeguare l'intervento pubblico e l'attivita'  della  pubblica
amministrazione alle esigenze delle micro, piccole  e  medie  imprese
nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili
a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per  la  finanza
pubblica.
                               Art. 2 

                          Principi generali 

  1. Sono principi generali della presente legge,  che  concorrono  a
definire lo statuto delle imprese e dell'imprenditore: 
  a) la liberta' di iniziativa economica, di associazione, di modello
societario, di stabilimento e di prestazione di servizi,  nonche'  di
concorrenza, quali principi riconosciuti dall'Unione europea; 
  b) la sussidiarieta' orizzontale quale principio informatore  delle
politiche pubbliche, anche con riferimento alla creazione  d'impresa,
in  particolare  da  parte  dei   giovani   e   delle   donne,   alla
semplificazione,  allo  stimolo  del  talento  imprenditoriale,  alla
successione di impresa e alla certificazione; 
  c) il diritto dell'impresa di  operare  in  un  contesto  normativo
certo e in un quadro di servizi pubblici tempestivi  e  di  qualita',
riducendo al minimo i margini di discrezionalita' amministrativa; 
  d) la progressiva riduzione degli  oneri  amministrativi  a  carico
delle imprese, in particolare delle micro, piccole e  medie  imprese,
in conformita' a quanto previsto dalla normativa europea; 
  e) la partecipazione e  l'accesso  delle  imprese,  in  particolare
delle micro,  piccole  e  medie  imprese,  alle  politiche  pubbliche
attraverso  l'innovazione,   quale   strumento   per   una   maggiore
trasparenza della pubblica amministrazione; 
  f) la reciprocita' dei  diritti  e  dei  doveri  nei  rapporti  fra
imprese e pubblica amministrazione; 
  g) la tutela della capacita' inventiva e tecnologica delle  imprese
per agevolarne l'accesso agli investimenti e agli strumenti di tutela
della proprieta' intellettuale; 
  h) il diritto delle imprese a godere nell'accesso al credito di  un
quadro informativo completo e trasparente e di condizioni eque e  non
vessatorie; 
  i)  la  promozione  della  cultura  imprenditoriale  e  del  lavoro
autonomo nel sistema dell'istruzione  scolastica  di  ogni  ordine  e
grado e della  formazione  professionale,  valorizzando  quanto  piu'
possibile la formazione svolta  in  azienda  soprattutto  per  quelle
tipologie di contratto che  costituiscono  la  porta  d'ingresso  dei
giovani nel mondo del lavoro; 
  l) la promozione di misure che semplifichino la trasmissione  e  la
successione di impresa; 
  m) il  sostegno  pubblico,  attraverso  misure  di  semplificazione
amministrativa  da   definire   attraverso   appositi   provvedimenti
legislativi, alle micro, piccole e medie imprese,  in  particolare  a
quelle giovanili e femminili e innovative; 
  n) la promozione di politiche volte all'aggregazione  tra  imprese,
anche attraverso il sostegno ai distretti e alle reti di imprese; 
  o)  la  riduzione,  nell'ambito  di   un   apposito   provvedimento
legislativo, della durata dei processi civili  relativi  al  recupero
dei crediti vantati dalle imprese verso altre imprese  entro  termini
ragionevolmente brevi, con l'obiettivo di un anno; 
  p) il  riconoscimento  e  la  valorizzazione  degli  statuti  delle
imprese ispirati a principi di equita', solidarieta' e socialita'. 
  2. Nel rispetto dei principi fissati dall'articolo 107 del Trattato
sul funzionamento dell'Unione europea le disposizioni di cui al comma
1 sono rivolte prevalentemente a garantire alle imprese condizioni di
equita' funzionale operando interventi di  tipo  perequativo  per  le
aree territoriali sottoutilizzate gia' individuate dalla  legge,  con
particolare  riguardo   alle   questioni   legate   alle   condizioni
infrastrutturali,  al  credito  e  ai  rapporti   con   la   pubblica
amministrazione. 
  3. Le disposizioni di cui ai commi 1, lettere d), l), m), n) e  o),
e 2 si applicano  purche'  non  comportino  nuovi  o  maggiori  oneri
finanziari e amministrativi.
                               Art. 3 

                        Liberta' associativa 

  1. Ogni impresa e' libera di aderire ad una o piu' associazioni. 
  2.  Per  garantire  la  piu'  ampia  rappresentanza   dei   settori
economicamente  piu'  rilevanti  nell'ambito   della   circoscrizione
territoriale di competenza, il numero  dei  componenti  degli  organi
amministrativi non puo' essere comunque superiore  ad  un  terzo  dei
componenti dei consigli di ciascuna camera di commercio. 
  3. Il comma 2 si applica anche agli enti del sistema  delle  camere
di  commercio,  industria,   artigianato   e   agricoltura   a   base
associativa. 
  4. Entro un anno dalla data di entrata  in  vigore  della  presente
legge, le associazioni di imprese integrano i propri statuti  con  un
codice etico con il quale si prevede che le  imprese  associate  e  i
loro   rappresentanti   riconoscono,   tra    i    valori    fondanti
dell'associazione, il rifiuto di  ogni  rapporto  con  organizzazioni
criminali o mafiose e con soggetti che fanno ricorso a  comportamenti
contrari alla legge, al fine di contrastare e  ridurre  le  forme  di
controllo delle imprese e dei  loro  collaboratori  che  alterano  di
fatto la libera concorrenza. Le imprese che aderiscono alle  suddette
associazioni respingono e contrastano ogni forma di estorsione, usura
o altre  tipologie  di  reato,  poste  in  essere  da  organizzazioni
criminali o mafiose, e collaborano con  le  forze  dell'ordine  e  le
istituzioni, denunciando, anche con  l'assistenza  dell'associazione,
ogni episodio di attivita' illegale di cui sono soggetti passivi.  Il
mancato rispetto del codice  etico  dell'associazione  e  dei  doveri
degli associati e' sanzionato nei termini previsti  dallo  statuto  e
dallo stesso codice etico dell'associazione.
                               Art. 4 

             Legittimazione ad agire delle associazioni 

  1. Le associazioni di  categoria  rappresentate  in  almeno  cinque
camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, di seguito
denominate «camere di  commercio»,  ovvero  nel  Consiglio  nazionale
dell'economia e del lavoro e le loro articolazioni territoriali e  di
categoria sono legittimate a proporre azioni in giudizio sia a tutela
di interessi relativi alla generalita' dei soggetti appartenenti alla
categoria professionale, sia a tutela di interessi omogenei  relativi
solo ad alcuni soggetti. 
  2. Le associazioni  di  categoria  maggiormente  rappresentative  a
livello  nazionale,  regionale  e  provinciale  sono  legittimate  ad
impugnare gli atti amministrativi lesivi degli interessi diffusi.
                               Art. 5 

                             Definizioni 

  1. Ai fini della presente legge: 
  a)  si  definiscono  «microimprese»,  «piccole  imprese»  e  «medie
imprese» le imprese che  rientrano  nelle  definizioni  recate  dalla
raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE  del  6  maggio
2003 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea n. L 124
del 20 maggio 2003; 
  b) si  definiscono  «distretti»  i  contesti  produttivi  omogenei,
caratterizzati   da    un'elevata    concentrazione    di    imprese,
prevalentemente di micro, piccole e medie dimensioni,  nonche'  dalla
specializzazione produttiva di sistemi di imprese; 
  c) si definiscono «distretti  tecnologici»  i  contesti  produttivi
omogenei, caratterizzati  dalla  presenza  di  forti  legami  con  il
sistema della ricerca e dell'innovazione; 
  d) si definiscono «meta-distretti tecnologici» le  aree  produttive
innovative   e   di   eccellenza,   indipendentemente   dai    limiti
territoriali, ancorche' non strutturate e governate come reti; 
  e) si definiscono «distretti del commercio» le aree produttive e le
iniziative nelle quali  i  cittadini,  le  imprese  e  le  formazioni
sociali, liberamente aggregati, esercitano il commercio come  fattore
di valorizzazione di tutte le risorse di cui dispone il territorio; 
  f) si definiscono «reti di impresa» le aggregazioni funzionali  tra
imprese che rientrano nelle definizioni recate dal  decreto-legge  10
febbraio 2009, n. 5, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  9
aprile 2009, n. 33, e dall'articolo 42 del  decreto-legge  31  maggio
2010, n. 78, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  30  luglio
2010, n. 122; 
  g) si definiscono «consorzi per il commercio estero» i  consorzi  e
le societa' consortili che  abbiano  come  scopi  sociali  esclusivi,
anche  disgiuntamente,  l'esportazione  dei  prodotti  delle  imprese
consorziate e l'attivita' promozionale necessaria per realizzarla; 
  h) si definiscono «imprese dell'indotto» le  imprese  che  sono  in
rapporti contrattuali con altra impresa tali che le determinazioni  o
gli   eventi   gestionali   riguardanti   quest'ultima   ne   possano
condizionare  in  maniera   determinante   il   ciclo   economico   o
l'organizzazione; 
  i) si definiscono «nuove imprese», comunque specificate, le imprese
che hanno meno di cinque anni di attivita', le cui  quote  non  siano
detenute in maggioranza da altre imprese, ovvero che non siano  state
istituite nel quadro di una concentrazione o di una  ristrutturazione
e non costituiscano una creazione di ramo d'azienda; 
  l)  si  definiscono  «imprese  femminili»  le  imprese  in  cui  la
maggioranza delle quote sia nella titolarita'  di  donne,  ovvero  le
imprese cooperative in cui la maggioranza delle persone sia  composta
da donne e le imprese individuali gestite da donne; 
  m)  si  definiscono  «imprese  giovanili»  le  imprese  in  cui  la
maggioranza delle quote sia nella titolarita' di  soggetti  con  eta'
inferiore a trentacinque anni, ovvero le imprese cooperative  in  cui
la maggioranza delle  persone  sia  composta  da  soggetti  con  eta'
inferiore a trentacinque anni e le  imprese  individuali  gestite  da
soggetti con eta' inferiore a trentacinque anni; 
  n) si definiscono «imprese tecnologiche» le imprese che  sostengono
spese di ricerca scientifica e tecnologica per almeno il 15 per cento
dei costi complessivi annuali; 
  o) si definisce «seed capital» il finanziamento  utilizzato  da  un
imprenditore per l'avvio di  un  progetto  imprenditoriale,  compresi
l'analisi di mercato, lo sviluppo dell'idea imprenditoriale, di nuovi
prodotti e servizi, a monte della fase  d'avvio  dell'impresa  stessa
(cosiddetto start-up).

Capo II

RAPPORTI CON LE ISTITUZIONI

                               Art. 6 

                      Procedure di valutazione 

  1. Lo Stato, le regioni, gli enti locali e gli enti  pubblici  sono
tenuti  a  valutare  l'impatto   delle   iniziative   legislative   e
regolamentari, anche di natura fiscale, sulle  imprese,  prima  della
loro adozione, attraverso: 
  a)   l'integrazione   dei   risultati   delle   valutazioni   nella
formulazione delle proposte; 
  b) l'effettiva applicazione della disciplina  di  cui  all'articolo
14, commi 1 e 4, della legge  28  novembre  2005,  n.  246,  relativa
all'analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR) e alla verifica
dell'impatto della regolamentazione (VIR); 
  c) l'applicazione dei criteri di proporzionalita' e, qualora  possa
determinarsi un pregiudizio eccessivo per le imprese, di  gradualita'
in occasione dell'introduzione di nuovi adempimenti e oneri a  carico
delle imprese, tenendo conto delle loro  dimensioni,  del  numero  di
addetti e del settore merceologico di attivita'. 
  2. All'articolo 14 della legge  28  novembre  2005,  n.  246,  sono
apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 1, e' aggiunto, in fine, il  seguente  periodo:  «Nella
individuazione  e  comparazione  delle  opzioni  le   amministrazioni
competenti tengono conto della necessita' di assicurare  il  corretto
funzionamento concorrenziale del mercato e la tutela  delle  liberta'
individuali.»; 
  b) al comma 5, la lettera a) e' sostituita dalla seguente: 
      «a) i criteri generali e le procedure dell'AIR,  da  concludere
con apposita relazione, nonche' le relative fasi di consultazione»; 
    c) dopo il comma 5, e' inserito il seguente: 
      «5-bis. La relazione AIR di cui al comma  5,  lettera  a),  da'
conto,  tra  l'altro,  in   apposite   sezioni,   della   valutazione
dell'impatto sulle piccole e medie imprese e degli oneri  informativi
e dei relativi costi amministrativi, introdotti o eliminati a  carico
di cittadini e imprese. Per onere informativo  si  intende  qualunque
adempimento   comportante   raccolta,   elaborazione,   trasmissione,
conservazione e produzione di informazioni e documenti alla  pubblica
amministrazione». 
  3.  I  criteri  per   l'effettuazione   della   stima   dei   costi
amministrativi di cui al comma 5-bis dell'articolo 14 della legge  28
novembre 2005, n. 246, introdotto dal comma 2 del presente  articolo,
sono stabiliti, entro centoventi giorni  dalla  data  di  entrata  in
vigore della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio
dei  ministri,   su   proposta   del   Ministro   per   la   pubblica
amministrazione e l'innovazione e del Ministro per la semplificazione
normativa, tenuto conto delle attivita' svolte ai sensi dell'articolo
25  del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. 
  4.  Le  regioni  e  gli  enti  locali,  nell'ambito  della  propria
autonomia organizzativa e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza
pubblica, individuano l'ufficio responsabile del coordinamento  delle
attivita' di cui al comma 1. Nel caso  non  sia  possibile  impiegare
risorse interne o di  altri  soggetti  pubblici,  le  amministrazioni
possono avvalersi del sistema delle camere di commercio, nel rispetto
della normativa vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per
la finanza pubblica. 
  5. I soggetti di cui  al  comma  1  prevedono  e  regolamentano  il
ricorso  alla   consultazione   delle   organizzazioni   maggiormente
rappresentative delle imprese prima dell'approvazione di una proposta
legislativa, regolamentare o amministrativa, anche di natura fiscale,
destinata ad avere conseguenze  sulle  imprese,  fatto  salvo  quanto
disposto ai sensi dell'articolo 14, comma 5, lettera a), della  legge
28 novembre 2005, n. 246, come sostituita dal comma  2  del  presente
articolo. 
  6. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 14 MARZO 2013, N. 33)).
                               Art. 7 

Riduzione e trasparenza degli adempimenti amministrativi a carico  di
                         cittadini e imprese 

  1.  Allo  scopo  di  ridurre  gli  oneri  informativi  gravanti  su
cittadini e imprese, i regolamenti ministeriali o  interministeriali,
nonche' i provvedimenti amministrativi a carattere generale  adottati
dalle amministrazioni dello Stato al fine di regolare l'esercizio  di
poteri autorizzatori, concessori o certificatori,  nonche'  l'accesso
ai servizi pubblici ovvero la concessione di benefici  devono  recare
in allegato l'elenco di tutti  gli  oneri  informativi  gravanti  sui
cittadini e  sulle  imprese  introdotti  o  eliminati  con  gli  atti
medesimi. Per onere informativo si intende qualunque adempimento  che
comporti   la   raccolta,   l'elaborazione,   la   trasmissione,   la
conservazione e  la  produzione  di  informazioni  e  documenti  alla
pubblica amministrazione. 
  2. Gli atti di cui al comma 1, anche se pubblicati  nella  Gazzetta
Ufficiale,  sono  pubblicati  nei  siti  istituzionali  di   ciascuna
amministrazione  secondo  i  criteri  e  le  modalita'  definiti  con
apposito regolamento  da  emanare  con  decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri, su proposta  del  Ministro  per  la  pubblica
amministrazione e l'innovazione, entro novanta giorni dalla  data  di
entrata in vigore della presente legge. 
  3. Il Dipartimento della funzione pubblica predispone, entro il  31
marzo  di  ciascun  anno,  una  relazione  annuale  sullo  stato   di
attuazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2, valuta  il  loro
impatto in termini di semplificazione e riduzione  degli  adempimenti
amministrativi per  i  cittadini  e  le  imprese,  anche  utilizzando
strumenti  di  consultazione   delle   categorie   e   dei   soggetti
interessati, e la trasmette al Parlamento. 
  4. Con il regolamento di cui al comma 2, ai fini della  valutazione
degli eventuali profili di  responsabilita'  dei  dirigenti  preposti
agli  uffici  interessati,   sono   individuate   le   modalita'   di
presentazione dei reclami da parte dei cittadini e delle imprese  per
la mancata applicazione delle disposizioni del presente articolo.
                               Art. 8 

 Compensazione degli oneri regolatori, informativi e amministrativi 

  1. Negli  atti  normativi  e  nei  provvedimenti  amministrativi  a
carattere generale che regolano l'esercizio di poteri  autorizzatori,
concessori o certificatori, nonche' l'accesso ai servizi  pubblici  o
la concessione di benefici, non possono essere introdotti nuovi oneri
regolatori, informativi  o  amministrativi  a  carico  di  cittadini,
imprese e altri soggetti  privati  senza  contestualmente  ridurne  o
eliminarne altri, per un pari importo  stimato,  con  riferimento  al
medesimo arco temporale. 
  ((2. Entro il 31 gennaio di ogni anno, le  amministrazioni  statali
trasmettono alla Presidenza del Consiglio dei Ministri una  relazione
sul bilancio complessivo degli  oneri  amministrativi,  a  carico  di
cittadini e imprese, introdotti e eliminati con  gli  atti  normativi
approvati  nel  corso  dell'anno  precedente,  ivi  compresi   quelli
introdotti con atti di recepimento di direttive  dell'Unione  europea
che determinano livelli di  regolazione  superiori  a  quelli  minimi
richiesti dalle direttive  medesime,  come  valutati  nelle  relative
analisi di impatto della regolamentazione (AIR),  in  conformita'  ai
criteri di cui all'articolo 6, comma 3. Per gli  atti  normativi  non
sottoposti ad AIR, le Amministrazioni utilizzano i  medesimi  criteri
per  la  stima  e  la  quantificazione  degli  oneri   amministrativi
introdotti o eliminati. Per oneri amministrativi si intendono i costi
degli adempimenti cui cittadini ed imprese sono tenuti nei  confronti
delle  pubbliche   amministrazioni   nell'ambito   del   procedimento
amministrativo, compreso qualunque adempimento comportante  raccolta,
elaborazione,   trasmissione,   conservazione   e    produzione    di
informazioni e documenti alla pubblica amministrazione. 
  2-bis. Sulla base delle relazioni di cui al comma 2 verificate, per
quanto di competenza, dal Dipartimento per  gli  affari  giuridici  e
legislativi (DAGL) della Presidenza del Consiglio  dei  Ministri,  il
Dipartimento  della  funzione   pubblica   predispone,   sentite   le
associazioni  imprenditoriali  e  le  associazioni  dei   consumatori
rappresentative a livello nazionale ai sensi del decreto  legislativo
6 settembre 2005, n. 206, recante Codice del consumo,  una  relazione
complessiva,   contenente   il   bilancio   annuale    degli    oneri
amministrativi introdotti e eliminati, che evidenzia il risultato con
riferimento a ciascuna amministrazione. La relazione e' comunicata al
DAGL e pubblicata nel sito istituzionale  del  Governo  entro  il  31
marzo di ciascun anno. 
  2-ter. Per ciascuna Amministrazione, quando  gli  oneri  introdotti
sono superiori a quelli eliminati, il Governo, ai fini  del  relativo
pareggio, adotta,  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  per  la  finanza
pubblica, entro novanta giorni dalla pubblicazione della relazione di
cui al comma 2-bis, uno o piu' regolamenti ai sensi dell'articolo 17,
comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.  400,  per  la  riduzione  di
oneri amministrativi di  competenza  statale  previsti  da  leggi.  I
regolamenti sono adottati, su proposta dei Ministri per  la  pubblica
amministrazione e la semplificazione e dello sviluppo  economico,  di
concerto con i Ministri competenti e sentite le associazioni  di  cui
al  comma  2-bis,  nel  rispetto  dei  seguenti  principi  e  criteri
direttivi: 
    a)  proporzionalita'  degli   adempimenti   amministrativi   alle
esigenze di tutela degli interessi pubblici coinvolti in relazione ai
diversi soggetti destinatari, nonche' alla dimensione dell'impresa  e
al settore di attivita'; 
    b) eliminazione di dichiarazioni,  attestazioni,  certificazioni,
comunque denominati, nonche' degli adempimenti amministrativi e delle
procedure non necessari rispetto alla tutela degli interessi pubblici
in relazione ai soggetti destinatari e alle attivita' esercitate; 
    c) utilizzo delle autocertificazioni  e,  ove  necessario,  delle
attestazioni e delle  asseverazioni  dei  tecnici  abilitati  nonche'
delle  dichiarazioni  di  conformita'  da  parte  dell'Agenzia  delle
imprese; 
    d)  informatizzazione  degli  adempimenti   e   delle   procedure
amministrative, secondo la disciplina del codice dell'amministrazione
digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82; 
    e) coordinamento delle attivita' di controllo al fine di  evitare
duplicazioni e sovrapposizioni, assicurando la proporzionalita' delle
stesse in relazione alla tutela degli interessi pubblici coinvolti. 
  2-quater. Per la riduzione  di  oneri  amministrativi  previsti  da
regolamenti si procede, nel rispetto dei criteri di cui comma  2-ter,
con regolamenti, adottati ai sensi dell'articolo 17, comma  1,  della
legge 23 agosto 1988,  n.  400,  su  proposta  del  Ministro  per  la
pubblica amministrazione e la  semplificazione,  del  Ministro  dello
sviluppo  economico  e  del  Ministro  delle  infrastrutture  e   dei
trasporti, di  concerto  con  i  Ministri  competenti  e  sentite  le
associazioni di cui al comma 2-bis. 
  2-quinquies. Per la riduzione di oneri amministrativi  previsti  da
regolamenti ministeriali, si procede, nel rispetto dei criteri di cui
comma 2-ter, con decreti del Presidente del Consiglio  dei  ministri,
adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della  legge  23  agosto
1988,  n.  400,  sulla  proposta  del  Ministro   per   la   pubblica
amministrazione e la semplificazione,  del  Ministro  dello  sviluppo
economico  e  dei  Ministri  competenti  per  materia,   sentite   le
associazioni di cui al comma 2-bis. 
  2-sexies.  Alle  attivita'  di  cui  al   presente   articolo,   le
amministrazioni  provvedono  con  le  risorse  umane,  strumentali  e
finanziarie  disponibili  a  legislazione  vigente,  senza  nuovi   o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 
  2-septies. Le disposizioni del presente articolo non  si  applicano
con riferimento agli atti normativi in materia tributaria, creditizia
e di giochi pubblici.))
                               Art. 9 

Rapporti con la pubblica  amministrazione  e  modifica  dell'articolo
                       2630 del codice civile 

  1. Le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del
decreto  legislativo  30   marzo   2001,   n.   165,   e   successive
modificazioni, informano i rapporti con le  imprese  ai  principi  di
trasparenza,  di  buona  fede  e  di  effettivita'  dell'accesso   ai
documenti amministrativi, alle informazioni e  ai  servizi  svolgendo
l'attivita'  amministrativa  secondo  criteri  di  economicita',   di
efficacia, di efficienza,  di  tempestivita',  di  imparzialita',  di
uniformita' di trattamento, di  proporzionalita'  e  di  pubblicita',
riducendo o eliminando, ove possibile, gli oneri meramente formali  e
burocratici  relativi  all'avvio  dell'attivita'  imprenditoriale   e
all'instaurazione dei rapporti di lavoro nel settore privato, nonche'
gli  obblighi  e  gli  adempimenti  non  sostanziali  a  carico   dei
lavoratori e delle imprese. 
  2. Le pubbliche amministrazioni di cui  al  comma  1  garantiscono,
attraverso le camere di commercio, la pubblicazione e l'aggiornamento
delle norme e  dei  requisiti  minimi  per  l'esercizio  di  ciascuna
tipologia  di  attivita'  d'impresa.  A  questo  fine,  le   medesime
amministrazioni comunicano alle camere  di  commercio,  entro  il  31
dicembre di ogni anno, l'elenco delle norme e  dei  requisiti  minimi
per l'esercizio di ciascuna tipologia di attivita' d'impresa. 
  3. All'articolo 10-bis della  legge  7  agosto  1990,  n.  241,  e'
aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Non possono  essere  addotti
tra i motivi che ostano all'accoglimento della domanda inadempienze o
ritardi attribuibili all'amministrazione». 
  4. Fermo restando quanto previsto  dal  comma  1  dell'articolo  19
della legge 7 agosto 1990, n. 241,  e  successive  modificazioni,  le
certificazioni relative all'impresa devono  essere  comunicate  dalla
stessa al registro delle imprese di cui all'articolo 8 della legge 29
dicembre 1993, n. 580,  e  successive  modificazioni,  anche  per  il
tramite delle agenzie per le imprese di cui all'articolo 38, comma 3,
lettera c), del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.  133,  e  sono  inserite
dalle camere di commercio  nel  repertorio  economico  amministrativo
(REA). Alle pubbliche amministrazioni di cui al comma 1 del  presente
articolo, alle quali le  imprese  comunicano  il  proprio  codice  di
iscrizione  nel  registro  delle  imprese,  e'  garantito   l'accesso
telematico  gratuito  al  registro  delle   imprese.   Le   pubbliche
amministrazioni di cui al comma 1 non possono richiedere alle imprese
copie di documentazione gia' presente nello stesso registro. 
  5. Al fine di rendere piu' equo il sistema delle sanzioni cui  sono
sottoposte le imprese relativamente alle denunce, alle  comunicazioni
e ai depositi da effettuarsi presso il registro delle imprese  tenuto
dalle camere di commercio,  l'articolo  2630  del  codice  civile  e'
sostituito dal seguente: 
  «Art. 2630.  -  (Omessa  esecuzione  di  denunce,  comunicazioni  e
depositi). - Chiunque, essendovi  tenuto  per  legge  a  causa  delle
funzioni rivestite in una societa'  o  in  un  consorzio,  omette  di
eseguire, nei termini prescritti, denunce, comunicazioni  o  depositi
presso il registro delle imprese,  ovvero  omette  di  fornire  negli
atti, nella corrispondenza e nella rete  telematica  le  informazioni
prescritte dall'articolo 2250, primo, secondo, terzo e quarto  comma,
e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria  da  103  euro  a
1.032 euro. Se la denuncia, la comunicazione o il deposito  avvengono
nei trenta giorni successivi alla scadenza dei termini prescritti, la
sanzione amministrativa pecuniaria e' ridotta ad un terzo. 
  Se  si  tratta  di  omesso  deposito  dei  bilanci,   la   sanzione
amministrativa pecuniaria e' aumentata di un terzo».
                               Art. 10 

Delega al Governo in materia di disposizioni integrative e correttive
  del  decreto  legislativo  9  ottobre   2002,   n.   231,   nonche'
  differimento di termini per l'esercizio di deleghe  legislative  in
  materia di incentivi e di internazionalizzazione delle imprese 

  1. Il Governo e' delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data
di entrata in vigore della presente  legge,  un  decreto  legislativo
recante modifiche al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231,  per
l'integrale recepimento  della  direttiva  2011/7/UE  del  Parlamento
europeo e del  Consiglio,  del  16  febbraio  2011,  sulla  base  dei
seguenti principi e criteri direttivi: 
    a) contrasto degli effetti negativi della posizione dominante  di
imprese sui propri  fornitori  o  sulle  imprese  subcommittenti,  in
particolare nel caso in cui si  tratti  di  micro,  piccole  e  medie
imprese; 
    b) fermo quanto previsto dall'articolo 12 della legge 10  ottobre
1990, n. 287, previsione che l'Autorita' garante della concorrenza  e
del mercato possa  procedere  ad  indagini  e  intervenire  in  prima
istanza con diffide e irrogare sanzioni relativamente a comportamenti
illeciti messi in atto da grandi imprese. 
  2. Al comma 3-bis dell'articolo 9 della legge 18  giugno  1998,  n.
192,  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  «In  caso  di
violazione diffusa e reiterata della disciplina  di  cui  al  decreto
legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, posta in essere  ai  danni  delle
imprese, con  particolare  riferimento  a  quelle  piccole  e  medie,
l'abuso si configura a prescindere dall'accertamento della dipendenza
economica». 
  3.  La  legittimazione  a  proporre  azioni  in  giudizio,  di  cui
all'articolo 4, comma 1, della presente legge, si  applica  anche  ai
casi di abuso di dipendenza economica di  cui  all'articolo  9  della
legge 18 giugno 1998, n. 192, come modificato, da ultimo, dal comma 2
del presente articolo. 
  4. Alla legge 23 luglio 2009, n. 99,  e  successive  modificazioni,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) all'articolo 3, comma 2, alinea, le  parole:  «diciotto  mesi»
sono sostituite dalle seguenti: «trentaquattro mesi»; 
    b) all'articolo 12, comma 2, alinea, le parole:  «diciotto  mesi»
sono sostituite dalle seguenti: «ventotto mesi».
                               Art. 11 

         Certificazione sostitutiva e procedura di verifica 

  1. Le certificazioni  relative  a  prodotti,  processi  e  impianti
rilasciate  alle  imprese  dagli  enti  di  normalizzazione  a   cio'
autorizzati e da societa' professionali o da professionisti abilitati
sono   sostitutive   della   verifica   da   parte   della   pubblica
amministrazione e delle autorita' competenti, fatti salvi  i  profili
penali. 
  2.  Le  pubbliche  amministrazioni  non  possono  richiedere   alle
imprese, all'esito di procedimenti di verifica, adempimenti ulteriori
rispetto ai requisiti minimi di cui  all'articolo  9,  comma  2,  ne'
irrogare sanzioni che non riguardino esclusivamente il  rispetto  dei
requisiti medesimi. 
  3. Nelle more dei procedimenti di verifica di cui al  comma  2  del
presente  articolo  e  degli   eventuali   termini   concordati   per
l'adeguamento ai requisiti minimi di cui  all'articolo  9,  comma  2,
della presente legge, il procedimento di  cui  all'articolo  2  della
legge 7 agosto 1990, n. 241, e  successive  modificazioni,  non  puo'
essere sospeso per piu' di una volta e, in ogni caso, per un  periodo
non superiore a trenta giorni e  l'attivita'  dell'impresa  non  puo'
essere sospesa, fatti salvi i casi di gravi difformita' o di  mancato
rispetto  dei  requisiti  medesimi,  ne'  l'amministrazione  pubblica
competente puo' esercitare poteri sanzionatori.
                               Art. 12 

((ARTICOLO ABROGATO DAL D.L. 6 DICEMBRE 2011, N. 201, CONVERTITO  CON
          MODIFICAZIONI DALLA L. 22 DICEMBRE 2011, N. 214))
                               Art. 13 

                  Disciplina degli appalti pubblici 

  1. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, attraverso i  rispettivi
siti  istituzionali,  rendono  disponibili  le   informazioni   sulle
procedure di evidenza  pubblica  e,  in  particolare,  sugli  appalti
pubblici di  importo  inferiore  alle  soglie  stabilite  dall'Unione
europea nonche' sui bandi per l'accesso agli incentivi da parte delle
micro, piccole e medie imprese. 
  2. Nel rispetto della normativa dell'Unione europea in  materia  di
appalti pubblici, al fine di favorire l'accesso delle micro,  piccole
e  medie  imprese,  la  pubblica  amministrazione  e   le   autorita'
competenti,  purche'  cio'  non  comporti  nuovi  o  maggiori   oneri
finanziari, provvedono a: 
  a) suddividere, nel rispetto di quanto  previsto  dall'articolo  29
del codice dei  contratti  pubblici  relativi  a  lavori,  servizi  e
forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,  gli
appalti in lotti o lavorazioni  ed  evidenziare  le  possibilita'  di
subappalto, garantendo la corresponsione  diretta  dei  pagamenti  da
effettuare tramite bonifico  bancario,  riportando  sullo  stesso  le
motivazioni del pagamento, da parte  della  stazione  appaltante  nei
vari stati di avanzamento; 
  b) semplificare  l'accesso  agli  appalti  delle  aggregazioni  fra
micro, piccole e medie imprese privilegiando associazioni  temporanee
di imprese, forme consortili e reti  di  impresa,  nell'ambito  della
disciplina che regola la materia dei contratti pubblici; 
  c) semplificare l'accesso delle micro, piccole e medie imprese agli
appalti pubblici di fornitura di servizi pubblici locali, banditi dai
comuni con popolazione inferiore  a  5.000  abitanti  e  per  importi
inferiori alle soglie stabilite dall'Unione europea, mediante: 
      1)  l'assegnazione  tramite  procedura  di  gara  ad   evidenza
pubblica   ovvero   tramite    assegnazione    a    societa'    miste
pubblico-private, a condizione che la  selezione  del  socio  privato
avvenga mediante procedure  competitive  ad  evidenza  pubblica,  nel
rispetto dei  principi  di  economicita',  efficacia,  imparzialita',
trasparenza, adeguata pubblicita', non  discriminazione,  parita'  di
trattamento,  mutuo  riconoscimento   e   proporzionalita'   previsti
dall'Unione europea, le quali abbiano ad oggetto, al tempo stesso, la
qualita' di socio e l'attribuzione  dei  compiti  operativi  connessi
alla gestione dell'appalto; 
      2)  nel  rispetto  di  quanto  previsto   dalla   lettera   a),
l'individuazione di  lotti  adeguati  alla  dimensione  ottimale  del
servizio pubblico locale; 
      3) l'individuazione di ambiti di servizio  compatibili  con  le
caratteristiche della comunita' locale, con  particolare  riferimento
alle aree  dei  servizi  di  raccolta,  smaltimento  e  recupero  dei
rifiuti, del trasporto pubblico locale, dei servizi di manutenzione e
riparazione nelle filiere energetiche,  dell'illuminazione  pubblica,
dei servizi cimiteriali, di riqualificazione del patrimonio  edilizio
pubblico,  di  manutenzione  delle   infrastrutture   viarie   e   di
manutenzione delle aree verdi; 
    d) introdurre modalita' di coinvolgimento nella realizzazione  di
grandi infrastrutture, nonche' delle  connesse  opere  integrative  o
compensative, delle imprese residenti nelle regioni e  nei  territori
nei  quali  sono  localizzati  gli  investimenti,   con   particolare
attenzione alle micro, piccole e medie imprese. 
  3. Le micro, piccole e medie imprese che partecipano alle  gare  di
appalto  di  lavori,   servizi   e   forniture   possono   presentare
autocertificazioni per l'attestazione  dei  requisiti  di  idoneita'.
Inoltre le amministrazioni pubbliche e le  autorita'  competenti  non
possono chiedere alle imprese documentazione o certificazioni gia' in
possesso della pubblica amministrazione o  documentazione  aggiuntiva
rispetto a quella prevista dal codice di cui al  decreto  legislativo
12 aprile 2006, n. 163. 
  4. La pubblica amministrazione e le autorita' competenti, nel  caso
di  micro,  piccole  e  medie  imprese,  chiedono  solo   all'impresa
aggiudicataria  la  documentazione  probatoria   dei   requisiti   di
idoneita' previsti dal codice di cui al decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163.  Nel  caso  in  cui  l'impresa  non  sia  in  grado  di
comprovare  il  possesso  dei  requisiti  si  applicano  le  sanzioni
previste dalla legge 28 novembre 2005, n. 246, nonche' la sospensione
dalla partecipazione alle procedure di affidamento per un periodo  di
un anno. 
  5. E' fatto divieto alla pubblica  amministrazione,  alle  stazioni
appaltanti, agli enti aggiudicatori e ai  soggetti  aggiudicatori  di
richiedere alle imprese che concorrono alle procedure di cui al comma
1 requisiti finanziari sproporzionati rispetto al valore dei  beni  e
dei servizi oggetto dei contratti medesimi.
                               Art. 14 

           Consorzio obbligatorio nel settore dei laterizi 

  1. E' costituito dalle imprese del settore dei laterizi,  ai  sensi
dell'articolo 2616 del codice  civile,  produttrici  di  prodotti  in
laterizio  rientranti  nel  codice   Ateco   23.32.,   un   consorzio
obbligatorio  per  l'efficientamento  dei  processi  produttivi   nel
settore dei laterizi (COSL), per la riduzione del loro impatto  e  il
miglioramento delle performance ambientali e  per  la  valorizzazione
della qualita' e l'innovazione dei prodotti, con sede  legale  presso
il Ministero dello sviluppo economico. 
  2. Il COSL, senza fini di lucro, ha durata  ventennale  e  comunque
connessa  alla  permanenza  dei  presupposti  normativi   della   sua
costituzione.  Puo'  essere   anticipatamente   sciolto   qualora   i
presupposti normativi della sua costituzione vengano meno prima della
scadenza del termine della durata. 
  3. Il COSL ha personalita' giuridica di  diritto  privato,  non  ha
fini di lucro  ed  e'  costituito  per  creare  e  gestire  un  Fondo
alimentato dai consorziati sulla base di un  versamento  obbligatorio
espresso in percentuale, il quale viene  riportato  su  ogni  fattura
emessa per la vendita e cessione di prodotto, al fine di  incentivare
la chiusura di unita' produttive di  laterizi  piu'  vetuste  e  meno
efficienti in termini di elevati costi energetici  ed  ambientali.  A
tale scopo il COSL fissa a carico dei  consorziati  un  contributo  a
fondo  perduto  per   ogni   tonnellata   di   capacita'   produttiva
smantellata, con riferimento ad impianti  caratterizzati  da  consumi
energetici superiori alla soglia minima ambientale,  da  valutare  in
termini di consumo  energetico  medio  per  tonnellata  di  materiale
prodotto.  Puo'  altresi'  essere   destinatario   di   finanziamenti
nazionali o comunitari, di eventuali contributi di terzi, in caso  di
consulenze o servizi resi dal COSL stesso,  di  eventuali  contributi
straordinari dei consorziati, su delibera dell'assemblea. 
  4.  Una  percentuale  del  Fondo   potra'   essere   destinata   al
finanziamento di  quota  parte  delle  spese  annuali  di  ricerca  e
sviluppo sostenute dalle imprese consorziate riferite allo studio  di
materiali  e  soluzioni  in  laterizio  con  elevata   capacita'   di
isolamento termico, al fine di  ridurre  l'impatto  ambientale  degli
edifici. 
  5. Lo statuto del COSL, sottoposto all'approvazione  del  Ministero
dello  sviluppo  economico,  prevede  la  costituzione  degli  organi
sociali secondo la disciplina del codice civile, prevedendo  altresi'
che, in caso di cessazione anticipata o scioglimento,  il  patrimonio
residuo venga redistribuito tra i consorziati  esistenti  al  momento
dello scioglimento. 
  6.  Il  COSL  svolge  la  propria  attivita'  in   collegamento   e
collaborazione con il Ministero dello sviluppo  economico  e  con  le
altre amministrazioni competenti, ove necessario. 
  7. Il  COSL  e'  sottoposto  alla  vigilanza  del  Ministero  dello
sviluppo economico, secondo modalita' idonee  ad  assicurare  che  la
gestione  sia  efficace  ed  efficiente   in   rapporto   all'oggetto
consortile. A questo scopo, il COSL provvede ad inviare al  Ministero
dello sviluppo economico il piano operativo annuale ed il bilancio.
                               Art. 15 

              Contratti di fornitura con posa in opera 

  1. La disposizione prevista dall'articolo  118,  comma  3,  secondo
periodo, del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006,  n.
163, e successive modificazioni, si applica anche alle  somme  dovute
agli esecutori in subcontratto di forniture con posa in opera le  cui
prestazioni sono pagate in base  allo  stato  di  avanzamento  lavori
ovvero stato di avanzamento forniture.

Capo III

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI MICRO, PICCOLE E MEDIE IMPRESE E DI
POLITICHE PUBBLICHE

                               Art. 16 

              Politiche pubbliche per la competitivita' 

  1. Al fine di garantire la competitivita' e la produttivita'  delle
micro, piccole e medie imprese e delle reti  di  imprese,  lo  Stato,
nell'attuazione delle politiche pubbliche e attraverso l'adozione  di
appositi provvedimenti normativi, provvede  a  creare  le  condizioni
piu'    favorevoli    per     la     ricerca     e     l'innovazione,
l'internazionalizzazione e la  capitalizzazione,  la  promozione  del
«Made in Italy» e, in particolare: 
  a) garantisce alle micro, piccole e medie imprese e  alle  reti  di
imprese una riserva minima del 60 per cento per ciascuna delle misure
di incentivazione di natura automatica o valutativa, di cui almeno il
25 per cento e' destinato alle micro e piccole imprese; 
  b) favorisce la cooperazione strategica tra  le  universita'  e  le
micro, piccole e medie imprese; 
  c) favorisce la  trasparenza  nei  rapporti  fra  gli  intermediari
finanziari e le micro, piccole e medie imprese e le reti di  imprese,
assicurando condizioni di accesso al credito  informato,  corretto  e
non vessatorio, mediante: 
      1) l'attribuzione all'Autorita' garante della concorrenza e del
mercato dei poteri di cui agli  articoli  12  e  15  della  legge  10
ottobre 1990, n. 287, e successive modificazioni, nei confronti degli
intermediari finanziari  ai  fini  di  verificare  le  condizioni  di
trasparenza del comportamento degli intermediari verso le  imprese  e
di accertare pratiche concertate, accordi o intese; 
      2) la previsione dell'obbligo per gli  intermediari  finanziari
di trasmettere periodicamente  al  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze, per la  sua  pubblicazione  telematica,  un  rapporto  sulle
condizioni medie praticate su base nazionale e regionale,  sui  tempi
medi di istruttoria relativa alla concessione di crediti, sul numero,
sulla quantita' di impieghi e sulla  loro  distribuzione  per  classi
dimensionali di impresa; 
    d) sostiene la promozione delle micro, piccole e medie imprese  e
delle  reti  di  imprese  nei  mercati  nazionali  e   internazionali
mediante: 
      1) la realizzazione, senza nuovi o maggiori oneri finanziari  e
amministrativi, da parte del Ministero dello sviluppo  economico,  di
un portale dedicato al «Made in Italy» che permetta al consumatore di
orientarsi nella ricerca di  prodotti  tipici  italiani,  nonche'  di
prodotti «Made in Italy» di largo consumo; 
      2) la  definizione,  da  parte  del  Ministero  dello  sviluppo
economico, tramite uno o piu' accordi di programma  sottoscritti  con
l'Unione italiana delle camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura (Unioncamere), delle linee guida, delle priorita'  e  del
sistema di valutazione degli interventi sulla base degli indirizzi di
politica  industriale,  sentite  le   organizzazioni   nazionali   di
rappresentanza delle micro,  piccole  e  medie  imprese  maggiormente
rappresentative a  livello  nazionale,  anche  al  fine  di  un  piu'
efficace impiego delle risorse stanziate dalle  camere  di  commercio
per il sostegno alla partecipazione  delle  micro,  piccole  e  medie
imprese agli eventi fieristici e per le attivita' promozionali; 
      3)  il  sostegno,  da  parte  del  Ministero   dello   sviluppo
economico, sentite le organizzazioni di rappresentanza delle  piccole
e medie imprese maggiormente rappresentative a livello nazionale,  ai
sistemi di associazione tra micro, piccole e medie imprese nella loro
attivita' di promozione sui mercati nazionali e internazionali, anche
attraverso l'identificazione e il  monitoraggio  degli  strumenti  di
formazione, agevolazione,  incentivazione  e  finanziamento,  nonche'
agli organismi partecipati costituiti per facilitare  e  accompagnare
le imprese negli adempimenti necessari all'internazionalizzazione; 
    e) assicura  l'orizzontalita'  tra  i  settori  produttivi  degli
interventi di incentivazione alle imprese, promuovendo la  logica  di
filiera; 
    f) favorisce la diffusione dei valori  di  merito,  efficienza  e
responsabilita',  e  sostiene  la  piena  liberta'  di   scelta   dei
lavoratori sulla destinazione del trattamento di fine rapporto; 
    g)  promuove  la  partecipazione  dei   lavoratori   agli   utili
d'impresa. 
    h) promuove l'efficacia, la  trasparenza  e  la  concorrenza  del
mercato elettrico e del gas con lo scopo di favorire  la  diminuzione
delle tariffe elettriche e del gas a carico delle  micro,  piccole  e
medie imprese. 
  2.  Per  le  imprese  femminili,  lo  Stato  garantisce,   inoltre,
l'adozione di misure volte a sviluppare e rendere piu'  effettivo  il
principio di pari opportunita' attraverso: 
    a) il potenziamento  delle  azioni  svolte  a  livello  nazionale
finalizzate  ad  assicurare,  per   i   servizi   dell'infanzia,   in
conformita' agli obiettivi fissati dal Consiglio europeo  di  Lisbona
del 23-24 marzo 2000, il conseguimento della  qualita'  standard  dei
servizi offerti; 
    b) l'attuazione del piano straordinario per la conciliazione  tra
tempi di vita e tempi di lavoro. 
  3. Tutti i provvedimenti di cui al comma 1 sono adottati sulla base
di un piano strategico di interventi, predisposto dal Ministro  dello
sviluppo  economico,  sentite  le  regioni,  nell'ambito  della  sede
stabile di concertazione di cui all'articolo 1,  comma  846,  secondo
periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 
  4. Per le imprese presenti nelle  aree  sottoutilizzate,  lo  Stato
garantisce inoltre l'adozione di misure volte a garantire  e  rendere
piu' effettivo il principio di equita' e di  libera  concorrenza  nel
pieno rispetto della normativa dell'Unione europea.
                               Art. 17 

            Garante per le micro, piccole e medie imprese 

  1. E' istituito, presso il Ministero dello sviluppo  economico,  il
Garante per le micro, piccole e medie imprese, che svolge le funzioni
di: 
    a) monitorare l'attuazione nell'ordinamento  della  comunicazione
della Commissione europea COM (2008) 394 definitivo,  del  25  giugno
2008, recante «Una corsia preferenziale per la piccola impresa - Alla
ricerca di un nuovo quadro fondamentale per la Piccola  Impresa  (uno
''Small Business Act'' per l'Europa)» e della sua revisione,  di  cui
alla  comunicazione  della  Commissione   europea   COM   (2011)   78
definitivo, del 23 febbraio  2011,  recante  «Riesame  dello  ''Small
Business Act'' per l'Europa»; 
    b) analizzare, in via preventiva e  successiva,  l'impatto  della
regolamentazione sulle micro, piccole e medie imprese; 
    c) elaborare proposte finalizzate  a  favorire  lo  sviluppo  del
sistema delle micro, piccole e medie imprese; 
    d) segnalare al  Parlamento,  al  Presidente  del  Consiglio  dei
ministri, ai Ministri e agli enti territoriali interessati i casi  in
cui  iniziative   legislative   o   regolamentari   o   provvedimenti
amministrativi  di  carattere  generale  possono  determinare   oneri
finanziari o amministrativi rilevanti a carico delle micro, piccole e
medie imprese; 
    e) trasmettere al Presidente del Consiglio dei ministri, entro il
28 febbraio di ogni anno, una  relazione  sull'attivita'  svolta.  La
relazione contiene una sezione dedicata all'analisi preventiva e alla
valutazione successiva dell'impatto delle politiche  pubbliche  sulle
micro, piccole e medie imprese e individua le misure da  attuare  per
favorirne la competitivita'. Il Presidente del Consiglio dei ministri
trasmette entro trenta giorni la relazione al Parlamento; 
    f) monitorare  le  leggi  regionali  di  interesse  delle  micro,
piccole e medie imprese e promuovere  la  diffusione  delle  migliori
pratiche; 
    g) coordinare i garanti delle  micro,  piccole  e  medie  imprese
istituiti presso le  regioni,  mediante  la  promozione  di  incontri
periodici ed il confronto preliminare alla redazione della  relazione
di cui alla lettera e). 
  2. Anche ai fini dell'attivita' di analisi di cui al  comma  1,  il
Garante, con proprio rapporto,  da'  conto  delle  valutazioni  delle
categorie e degli altri soggetti rappresentativi delle micro, piccole
e medie imprese relativamente agli oneri  complessivamente  contenuti
negli atti normativi ed amministrativi che  interessano  le  suddette
imprese. Nel caso  di  schemi  di  atti  normativi  del  Governo,  il
Garante, anche  congiuntamente  con  l'amministrazione  competente  a
presentare l'iniziativa normativa, acquisisce le valutazioni  di  cui
al primo periodo e il rapporto di cui al medesimo periodo e' allegato
all'AIR.  Ai  fini  di  cui  al  secondo  periodo   l'amministrazione
competente a presentare l'iniziativa normativa segnala al Garante gli
schemi di atti normativi del  Governo  che  introducono  o  eliminano
oneri a carico delle micro, piccole e medie imprese. 
  3. Il Governo, entro sessanta giorni dalla trasmissione, e comunque
entro il 30 aprile di ogni anno, rende comunicazioni alle Camere  sui
contenuti della relazione di cui al comma 1, lettera e).  Il  Garante
concentra le attivita' di cui al comma 1,  lettere  b)  e  c),  sulle
misure prioritarie da  attuare  contenute  negli  atti  di  indirizzo
parlamentare eventualmente approvati. 
  4. Per l'esercizio della propria attivita' il  Garante  di  cui  al
comma 1 si avvale delle analisi fornite  dalla  Banca  d'Italia,  dei
dati  rilevati   dall'Istituto   nazionale   di   statistica,   della
collaborazione dei Ministeri competenti per materia, dell'Unioncamere
e delle camere di commercio. Puo' stipulare convenzioni  non  onerose
per la collaborazione e la fornitura di dati e analisi  da  parte  di
primari istituti di ricerca, anche di natura privata.  Le  camere  di
commercio,  sulla  base  delle  informazioni  di  cui  al   comma   2
dell'articolo   9,   possono   proporre   al   Garante   misure    di
semplificazione   della   normativa   sull'avvio   e   sull'esercizio
dell'attivita' di impresa. 
  5. Presso il Garante di cui al comma l e' istituito  il  tavolo  di
consultazione permanente delle associazioni di categoria maggiormente
rappresentative del settore delle micro, piccole e medie imprese, con
la funzione di organo di partenariato  delle  politiche  di  sviluppo
delle micro, piccole e medie imprese, in raccordo con le regioni.  Al
fine di attivare un meccanismo di confronto e  scambio  permanente  e
regolare,  le  consultazioni  si  svolgono  con  regolarita'  e  alle
associazioni e' riconosciuta la possibilita' di presentare proposte e
rappresentare istanze e criticita'. 
  6. Il Garante di cui  al  comma  1  e'  nominato  con  decreto  del
Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello
sviluppo economico, tra i dirigenti di  prima  fascia  del  Ministero
dello sviluppo economico, si  avvale  per  il  proprio  funzionamento
delle strutture del medesimo Ministero e svolge i compiti di  cui  al
presente articolo senza  compenso  aggiuntivo  rispetto  all'incarico
dirigenziale attribuito.  All'attuazione  del  presente  articolo  si
provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali  e  finanziarie
disponibili  a  legislazione  vigente  e,  comunque,  senza  nuovi  o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Capo IV

LEGGE ANNUALE PER LE MICRO, LE PICCOLE E LE MEDIE IMPRESE

                               Art. 18 

      Legge annuale per le micro, le piccole e le medie imprese 

  1. Al fine di attuare la comunicazione  della  Commissione  europea
COM (2008) 394 definitivo, del 25 giugno 2008,  recante  «Una  corsia
preferenziale per la piccola impresa  -  Alla  ricerca  di  un  nuovo
quadro fondamentale per la Piccola Impresa (uno "Small Business  Act"
per l'Europa)», entro il 30  giugno  di  ogni  anno  il  Governo,  su
proposta del Ministro dello sviluppo economico, sentita la Conferenza
unificata di cui all'articolo 8 del  decreto  legislativo  28  agosto
1997, n. 281, e successive modificazioni,  presenta  alle  Camere  un
disegno di legge annuale per la tutela e  lo  sviluppo  delle  micro,
piccole e medie imprese volto a definire gli  interventi  in  materia
per l'anno successivo. 
  2. Il disegno di legge di cui al comma 1 reca, in distinte sezioni: 
    a) norme  di  immediata  applicazione,  al  fine  di  favorire  e
promuovere le micro, piccole e medie imprese, rimuovere gli  ostacoli
che ne impediscono lo sviluppo,  ridurre  gli  oneri  burocratici,  e
introdurre   misure   di   semplificazione    amministrativa    anche
relativamente ai  procedimenti  sanzionatori  vigenti  connessi  agli
adempimenti a cui sono tenute le micro, piccole e medie  imprese  nei
confronti della pubblica amministrazione; 
    b) una o piu' deleghe al  Governo  per  l'emanazione  di  decreti
legislativi, da adottare non oltre centoventi giorni  dalla  data  di
entrata in vigore della legge, ai fini di cui al comma 1; 
    c)  l'autorizzazione   all'adozione   di   regolamenti,   decreti
ministeriali e altri atti, ai fini di cui al comma 1; 
    d) norme integrative o correttive di  disposizioni  contenute  in
precedenti leggi, con esplicita indicazione delle norme da modificare
o abrogare. 
  3. Al disegno di  legge  di  cui  al  comma  1,  oltre  alle  altre
relazioni  previste  dalle  vigenti  disposizioni,  e'  allegata  una
relazione volta a evidenziare: 
    a) lo stato di conformita' dell'ordinamento rispetto ai  principi
e agli obiettivi  contenuti  nella  comunicazione  della  Commissione
europea di cui al comma 1; 
    b)  lo  stato  di  attuazione  degli  interventi  previsti  nelle
precedenti leggi annuali per la tutela e  lo  sviluppo  delle  micro,
piccole e medie imprese, indicando gli effetti che ne  sono  derivati
per i cittadini, le imprese e la pubblica amministrazione; 
    c) l'analisi preventiva e la valutazione successiva  dell'impatto
delle politiche economiche e di sviluppo sulle micro, piccole e medie
imprese; 
    d)  le  specifiche   misure   da   adottare   per   favorire   la
competitivita' e lo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese, al
fine di garantire l'equo sviluppo delle aree sottoutilizzate. 
  4. Per i fini di  cui  al  comma  1,  il  Ministro  dello  sviluppo
economico  convoca  il  tavolo  di  consultazione  permanente   delle
associazioni di categoria previsto dall'articolo  17,  comma  5,  per
l'acquisizione di osservazioni e proposte.

Capo V

COMPETENZE REGIONALI E DEGLI ENTI LOCALI

                               Art. 19 

       Rapporti tra lo Stato, le regioni e le autonomie locali 

  1. Le regioni promuovono la stipula di accordi e di intese in  sede
di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano,  al  fine  di  favorire  il
coordinamento dell'esercizio delle competenze normative in materia di
adempimenti amministrativi delle imprese, nonche' il conseguimento di
ulteriori  livelli  minimi  di  liberalizzazione  degli   adempimenti
connessi allo svolgimento  dell'attivita'  d'impresa  sul  territorio
nazionale, previe individuazione delle migliori pratiche  e  verifica
dei risultati delle iniziative sperimentali adottate dalle regioni  e
dagli enti locali.

Capo VI

NORME FINALI

                               Art. 20 

                          Norma finanziaria 

  1.   Le   amministrazioni    pubbliche    interessate    provvedono
all'attuazione della presente legge avvalendosi delle risorse  umane,
strumentali e  finanziarie  disponibili  a  legislazione  vigente  e,
comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
                               Art. 21 

                          Entrata in vigore 

  1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a  quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. 
  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato. 
    Data a Roma, addi' 11 novembre 2011 

                             NAPOLITANO 

                                Berlusconi, Presidente del  Consiglio
                                dei Ministri 

Visto, il Guardasigilli: Palma

Condivisione di file e cartelle in rete.

La forse più diffusa condivisione in rete di file e cartelle è seguendo le specifiche Microsoft.

E’ possibile creare un servizio di condivisione che rispetti dette specifiche con Linux.

In questo caso si utilizza Samba. Utilizzare una distribuzione server, per esempio Ubuntu Server, con hardware adeguato, per esempio bulldozer, porta ad allestimenti straordinari. Ricordiamo che per l’utilizzo in rete con più di pochi utenti è necessaria una CPU adeguata. Soluzioni povere, per esempio con sistemi embedded e CPU sotto il GHz, sono da utilizzare con prudenza.

L’utilizzo di Samba permette di creare server di condivisione file molto robusti, sicuri ed economici.

Per dire,  il sistema operativo lato server è praticamente immune da virus.

Ci sono vari accorgimenti da adottare per ottenere un buon risultato.

Tra gli accorgimenti meno ovvi cominciamo a riportarne uno che riguarda specificamente Windows 7.

E’ noto che uno degli aspetti più sgadevoli è l’apertura molto lenta, anche una decina di secondi, di share di rete Samba.

Per velocizzare di molto questa apertura è possibile eseguire, con i privilegi amministrativi, MSCONFIG, poi nei servizi disattivare webclient. E’ ovviamente possibile riattivarlo a piacere.

Inviatiamo a provare l’effetto.