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Condivisione di file e cartelle in rete.

La forse più diffusa condivisione in rete di file e cartelle è seguendo le specifiche Microsoft.

E’ possibile creare un servizio di condivisione che rispetti dette specifiche con Linux.

In questo caso si utilizza Samba. Utilizzare una distribuzione server, per esempio Ubuntu Server, con hardware adeguato, per esempio bulldozer, porta ad allestimenti straordinari. Ricordiamo che per l’utilizzo in rete con più di pochi utenti è necessaria una CPU adeguata. Soluzioni povere, per esempio con sistemi embedded e CPU sotto il GHz, sono da utilizzare con prudenza.

L’utilizzo di Samba permette di creare server di condivisione file molto robusti, sicuri ed economici.

Per dire,  il sistema operativo lato server è praticamente immune da virus.

Ci sono vari accorgimenti da adottare per ottenere un buon risultato.

Tra gli accorgimenti meno ovvi cominciamo a riportarne uno che riguarda specificamente Windows 7.

E’ noto che uno degli aspetti più sgadevoli è l’apertura molto lenta, anche una decina di secondi, di share di rete Samba.

Per velocizzare di molto questa apertura è possibile eseguire, con i privilegi amministrativi, MSCONFIG, poi nei servizi disattivare webclient. E’ ovviamente possibile riattivarlo a piacere.

Inviatiamo a provare l’effetto.

 

Appunti di Fisica libera, passo primo.

Cominciamo, per l’interessato, a creare il linguaggio ed addentrarci in un territorio culturale difficile, ma grande.

Esiste lo spazio come descritto dalla geometria e concepito come insieme di posizioni.

Questo spazio è omogeneo, ovvero si può immaginare che un osservatore in esso contenuto non veda alcunché. E’ come essere nella più densa nebbia.

Si affermi l’esistenza di differenze in esso che rompano l’omogeneità secondo geometria.

Quindi ora l’osservatore vede qualche cosa, che chiamiamo materia.

La materia occupa posizioni (geometriche) nello spazio.

Il corpo materiale è materia nello spazio, materia che occupa posizioni. Diremo distribuzione della materia del corpo nello spazio.

Ci si diletti a classificare i corpi materiali. Nascono schemi che rappresentano i corpi materiali. Il più semplice è quel corpo che abbia tutta la sua materia collocata in un punto, detto punto materiale.

Esiste il tempo, insieme di istanti.

Diremo che il punto materiale occupa ad ogni istante una posizione.

La funzione che associa istanti a posizioni del punto è detta moto del punto materiale nello spazio rispetto al tempo.

Uno spazio privo di materia si dice vuoto.

Lo spazio vuoto è di difficile comprensione, fino all’ottocento gli studiosi lo riempivano comunque di qualche cosa, detto in genere etere.

L’etere non esiste, esiste il vuoto, ma attraverso il vuoto può comunque passare qualche cosa, per esempio energia.

Si proceda con Newton postulando la straordinaria questione che due corpi materiali appena esistono, mutuamente esercitano una forza attrattiva dell’uno rispetto all’altro.

Incredibile: si attirano!

Questa forsa si dice forza gravitazionale.

Si osservi che in genere un aereoplano è molto veloce, ma se guardato da lontano sembra fermo.

Quindi immaginando di collocare molto lontano un corpo materiale, questo si potrà vedere come fermo. Nasce il sistema di riferimento assoluto, ovvero delle “stelle come fisse”.

Rispetto all’assoluto la quiete del punto materiale viene descritta come moto rettilineo a velocità costante: principio d’inerzia.

Riprenderemo alcune riflessioni tratte dal manuale di Enrico Fermi di Fisica per i Licei.

Testo incredibile sotto due aspetti: per la grandezza e per essere stato praticamente dimenticato anche dagli iniziati.

Primo incontro di Imprenditori a Cadoneghe per la Rete delle Reti.

Gli imprenditori che si sono riuniti hanno preso la strada della cooperazione reale, concreta e diretta, mettendo in discussione il vecchio paradigma associativo, leggi CONFAPI. Questa della cooperazione tra imprenditori è una linea vincente, forse l’unica possibile. Ma è un percorso che va costruito sul lungo periodo. Servono progetti concreti nei quali inserirsi per garantire reddito e sviluppo e per costruire nei fatti questa proposta di cooperazione. Serve una interfaccia con le istituzioni. Gli amministratori locali sono il punto di contatto con le istituzioni: partiti politici, associazioni culturali, regioni, stato. Le soluzioni “tecniche” come lo sviluppo dell’informatica, della capacità gestionale, del commercio estero, di svolgere con successo attività all’estero, vanno senz’altro perseguite come momento di continuità con l’esistente. Ma va anche progettata insieme una transizione che porterà inevitabilmente verso qualcosa di nuovo, in linea con l’emergere di questa cooperazione tra imprenditori. Per sintetizzare, le linee di intervento proposte sono due, una riguarda la dimensione  globale internazionale, l’altra la dimensione locale. Si tratta di metterle in equilibrio tra loro:

  • mettere in comune la conoscenza, le competenze, i servizi condivisibili, secondo il modello Open Source, per affrontare e superare i problemi posti dalla globalizzazione, e inserirsi in mercati trascurati come quello dello sviluppo dei paesi del Sud del mondo. Questo naturalmente serve anche per lo sviluppo locale
  • collaborare strettamente con le amministrazioni locali su progetti locali di sviluppo integrato, sul piano ambientale, agrario, culturale, di valorizzazione di tutto il grande patrimonio disponibile in Italia. Questo sviluppo endogeno locale è necessario per costruire l’immagine stessa del “made in Italy” e quindi rilanciare uno sviluppo sui mercati esteri

Questa graduale evoluzione verso progetti locali ambientali, di valorizzazione del territorio locale in tutte le sue componenti, di innalzamento generale della qualità della vita, permetterà di incontrare le associazioni no-profit che vi sono impegnate, con il loro serbatoio di collaboratori, idee, innovazioni, appoggio “politico”, favorendo gli imprenditori nell’ ingresso in una RETE DELLE RETI. Si potrà così accedere a progetti reali come il Parco Agrario Metropolitano di Padova, la Idrovia Padova Mare, le Smart City, Open Source Ecology con le sue iniziative di sviluppo dei paesi del Sud del mondo, la riconversione dei nostri centri urbani, la riconversione dell’agricoltura verso una agricoltura multifunzionale di qualità orientata al biologico e con alta intensità di manodopera, tutta l’innovazione possibile in funzione di uno sviluppo sostenibile. Questi progetti reali, capaci di generare reddito, potranno favorire la transizione verso un sistema ibrido, un sistema che l’Open Source ha sperimentato da anni con successo. Un sistema in cui profitto privato e associazioni no-profit, basate su una economia solidale, collaborano e si intrecciano. Questi progetti hanno bisogno di sindaci, consiglieri, amministratori locali, federazioni di comuni, associazioni nazionali di comuni. La via della cooperazione, fattiva e concreta, include.

Remo R.

 

Stallman da Nobel

Richard Matthew Stallman, statunitense e “premiato con sei dottorati onorari e due cattedre universitarie onorarie”, come recita Wikipedia italiana, “nel settembre del 1983 diede avvio al progetto GNU con l’intento di creare un sistema operativo simile a Unix ma composto interamente da software libero”. Partecipò alla realizzazione del compilatore C, detto GCC, che permise, praticamente, di costruire Linux.

Ritorneremo su questi temi.

Conobbi Stallman a Padova. L’esperinza fu singolare.

E’ nella natura dell cose semplici essere dififcili. Il Pianeta Università aveva un ospite magnifico ed è stato accolto in una scuola secondaria ad indirizzo artistico, popolato da giovani in stile “centro sociale”.

Ricordo che avave un notebook IBM nero e consunto, connesso via satellite, per comunicare ininterrottamente con molte comunità disperse nel pianeta. Gestiva email in pieno stile Mutt. Incarnava l’uomo Perl. Da film!

Ralazionava sull’importanza dell’Open Source nella Sovranità delle Nazioni, e, sempre a riga di comando, comunicava con comunità in posti remoti: Cina, Latino America, forse Cambogia o nella Foresta Amazzonica.

Sosteneva e sostiene insiemi di creatori di programmi in tutto il mondo.

La platea patavina non afferrava le delicate e sostanziali tematiche, ma, da persona illuminata,  prima di andarsene, distribuì ricordini GNU per la felicità collettiva. Non presi il mio gadget perchè, impietrito dalla grandezza, non riuscivo ad avvicinarmi al candidato, per me , Nobel. Il pubblico gli proponeva battute sui politici in voga, e lui rispondeva in sintonia.

Alla fine della cerimonia, mi feci forza, mi avvicinati, ma riuscii a gemere un thank you.

Proporremo una sequenza di spezzoni inediti con commenti divulgativi.

 

Le novità File-System del kernel 3.9. La gestione specifica per i dischi allo stato solido SSD viene rafforzata da Samsung.

La prossima versione 3.9 del kernel avrà alcuni aggiornamenti nella gestione EXT4.

Aggiungerà la gestione RAID 5/6 per Btrfs, aprendo così il supporto sperimentale al RAID 5 e RAID 6.

Il file system XFS avrà degli aggiornamenti minori.

Samsung apporta delle correzioni a F2FS, che è il nuovo “Flash Friendly File-System” introdotto da Samsung nel kernel Linux 3.8 ed ha già mostrato dei risultati molto promettenti con USB flash driver, SDHC storage ed periferiche simili.

Sarà nostro impegno eseguire test comparativi per F2FS utilizzando l’usuale piattaforma AMD FX-8320 Bulldozer con Ubuntu 13.04.

Odroid U2 con Ubuntu 12.10, innovative schede ARM.

Le schede Odroid-U2 utilizzano le nuove CPU ARM di SAMSUNG Exynos 4412.

Sono CPU ARM Cotex-A9 1.7GHz 4 core affiancate da GPU con uscita HDMI ed audio digitale.

Samsung usa Exynos nel Galaxy S3.

Le schede hanno le dimensioni di base inferori alle dimensioni di una carta di credito, i consumi inferiori a 10W e la potenza confrontabile a quella di un notebook.

Sono veri e propri computer completi con scheda video e scehda di rete.

Il sistema operativo a corredo è Ubuntu 12.10.

Samsung realizza i moduli per i kernel 3.8 e 3.9 specifici per SD ed SSD.

Le nuove versioni dei kernel 3.8 e, soprattutto, 3.9, prevedono una gestione specifica per l’utilizzo delle mmeorie  SD e SSD.

Infatti una gestione tradizionale dei file può portare alla pedita di prestazioni e non solo nell’utilizzo delle memorie a stato solido.

Soluzioni quali tenere in RAM tabelle con le mappe degli errori sono fondamentali per alleggerire il sistema di correzione errori, che altrimenti potrebbe assorbire forse la gran parte del tempo di processo.

In definitiva la sostituzione dei tradizionali dischi magnetici con memorie allo stato solido è ben avviata, ma con gravi problematicità. La grande diffusione di SD e, soprattutto,  micro SD nei dispositivi mobili, permetterà di raggiungere l’obiettivo.

 

Virtualizzazione con Ubuntu

La creazione di sistemi operativi virtuali con Ubuntu è a portata di tutti.

Infatti la distribuzione si prende in carico di compilare ed aggiornare tutti i moduli kernel e i programmi necessari per virtualizzare, per esempio, con Oracle VirtualBox, sia OSE, Open Source Edition, che nella versione a sorgente chiusa ma comunque free.
Inizialmente si può utilizzare Ubuntu Desktop per avere il desktop grafico pronto all’uso. Ricordiamo di rimuovere il network-manager in caso di utilizzi tipo “server”.

Utilizzando per esempio l’installatore di pacchetti Synaptic, sempre con i privilegi di root, ovvero premere simultaneamente i tasti Control ALt T per aprire un terminale, digitare sudo synaptic, cercando virtualbox si trovano le due sequenze: virtualbox, che è la versione a sorgenti chiuse, e virtualbox-ose che è quella open source edition.

In alternativa, dalla finestra terminale, digitare convermando sudo apt-get install virtualbox.

Se si utilizza Ubuntu Server allora conviene l’installazione “senza grafica”, ovvero headless, utilizzare un harware adeguato, possibilmente con doppio disco in RAID 1, e prevedere ampio spazio disco libero per il grande impegno in termini di spazio degli snapshot. Converrebbe allocare staticamente lo spazio disco per evitare la frammentazione.

Il sistema Ubuntu, preferibilmente LTS,  può essere aggiornato, mediante la squenza apt-get update e apt-get upgrade,  senza inficiare il funzionamento dei dispositivi virtuali. Ma nei sistemi in produzione suggeriamo di non applicare aggiornamenti, salvo in casi di reali necessità. In questo caso provvedere a realizzare un’esportazione. Ricordiamo di muovere alcune esportazioni in memorie esterne, per esempio dischi tradizioneli capaci in contenitori USB3.

In epoca di crisi la soluzione precedente abbatte i costi di soluzioni di virtualizzazione commerciali.

La crisi come opportunità per le aziende.

La crisi spinge le Aziende al risparmio. Quindi sono disponibili a seguire percorsi non usuali.

L’utilizzo di sistemi con Linux, per esempio Ubuntu Server, taglia i costi, può eliminare costosi servizi antivirus, aumenta la robustezza e la sicurezza in generale, permette l’utilizzo di un gran parco applicazioni professionali open source.

Sistemi che avevano un costo di decine di migliaia di euro possono essere allestiti con poche migliaia.
Il generale il netto aumento di affidabilità diminuisce il costo di interventi per controlli e manutenzioni.

Promuoviamo l’utilizzo di Linux in ambito aziendale.

IBM Lotus Domino Traveler e Notes

Le attività collaborative, dette groupware, hanno l’estrema criticità nelle vulnerabilità da malware.

Una possibilità è data da utilizzare una gestione con i dati principali interamente esterna all’azienda.

Google App, anche nella versione plus, è il riferimento.

Oppure se si vuole tenere il patrimonio delle comunicazioni all’interno dell’azienda e collocarlo in un sistema immune da virus, un’ottima scelta è IBM Lotus Domino su Linux.

La coppia Domino e Linux risultà di enorme robustezza anche se richiede l’intervento di un esperto per alcune configurazioni.

Lotus Notes è il programma utilizzato dall’utente per visualizzare email, calendari ed altre attività di gruppo. Sono disponibili versioni per MS Windows, Ubuntu Linux e Linux, Apple OSx.

Ubuntu server per la condivisione di file e cartelle in ambito Microsoft

Ubuntu server permette di creare cartelle da condividere mediante Samba.

Grande semplificazione nella gestione è raggiungibile utilizzando il software di amministrazuione grafica web Webmin.

Suggeriamo una soluzione a costi abbattuti e prestazioni di fascia alta:

– chassis 3U Take 3 della Antec

– scheda madre Asus Sabertooth 990Fx

– porcessore AMD FX 8320 Bulldozer 8 core

– 16 GB DDR3 a 1600 MHz

– doppio disco Western Digital RED, NAS serie,  da 1 o 2 o 3 TB in RAID1

– Ubuntu server 12.04.2 64 LTS

– Samba server

– Webmin

Il sistema dovrà essere affiancato da un backup adeguato per esempio basato su rsync,  con snapshot in numero sufficiente.

Ubuntu ha scelto Qt e QML come ambiente di sviluppo software.

Qt e Qml sono tecnologie nate dapprima in ambito Linux e legate all’ambiente dektop manager grafico KDE.

KDE (K Desktop Environment) è un ambiente desktop grafico per postazioni di lavoro Unix. KDE e GNOME sono i due più grandi Desktop Enviroment in ambito Linux. Gnome è costruito mediante l’ambiente di sviluppo GTK. Debian ed Ubuntu hanno privilegiato GNOME.

Qt è stato poi portato nei sistemi operativi Apple, Microsoft, Linux Embedded per ARM ed altri sistemi operativi soprattutto mobile.

Due sono gli approcci possibili per lo sviluppo di software:

– il brillante per prestazioni C++

– il più facile da dominare, ma con gran impatto visuale, QML

QML rivisita l’impostazione HTML5.

Il nostro team intende seguire progetti in entrambi gli ambienti.

ERP Italia

Introduciamo un progetto molto ambizioso.

Premettiamo alcune ovvie considerazioni: le aziende italiane sono in sofferenza, hanno problemi di tutti i tipi, ma in particolare la loro gestione interna e l’integrazione con la burocrazia è praticamente drammatica, per esempio la fattura elettronica, formidabile semplificazione, rimane un miraggio.

Conoscenze e competenze nella gestione automatica dell’azienda rimangono dei tabù riservata a pochi specialisti che spesso sembrano esercitare riti magici.

La pratica della contabilità industriale è qualche cosa di magico.

Ritengo che lo Stato mediante le sue Università dovrebbero aiutare per esempio creando degli strumenti concreti per semplificare. Un processo virtuso in questo senso aprirebbe formidabili spiragli a giovani con talento e studio, creando una catena di bisogni costruttivi.

Questo sogno, come molti altri, è possibile, ricorrendo a sistemi operativi come Linux, RDBMS come PostgreSQL, ambienti di sviluppo innovativi ed anche opensource come Qt QML, competenze disseminate nel pianeta universitario che non sono mai finalizzare a produrre qualche cosa di vero, grande ed utile per il mondo di tutti le aziende italiane.

L’informazione automatica secondo la burocrazia istituzionale non è qualche cosa di pratico ed utile, ma contorto e non comprensibile. Invece di far buon software si costruiscono inutili grovigli di regole e condizioni.

Il progetto ERP Italia potrbbe avere come confronti ambienti come il tedesco SAP, oppure gli statunitensi NAV o JD Edwards.

Si potrà obiettare che è un sogno non realizzabile, si risponda di non sottovalutare l’ingegno italiano.

Arduino: un miracolo italiano.

Gli italiani non producono solo debito, ma anche eccellenze.

Quando la tedesca WV doveva produrre un’utilitaria, che non aveva,  per il mercato popolare, si dette come obiettivo di progettare un’auto almeno come la Fiat 128!

Ma non finì qui: quella che diventò la mitica Golf fu progettata con grande contributo di ingegni italiani.

Il fenomeno Arduino, nato come segno speciale ad Ivrea, è un prodotto di grande successo che vende in tutto il mondo. Distributori come RS e Farnell dedicano ampio spazio tra i prodotti di categoria.

Arduino porta l’open source all’elettronica, ma non solo: ha creato degli standard ampiamente diffusi nel pianeta per l’interconnessione tra elettronica e computer. In definitiva ha diminuito la complessità dell’utilizzo di una certa elettronica.

Molti produttori mondiali hanno costruito aziende di successo a traino di Arduino.

Abbiamo utilizzato ampiamente Arduino in particolare abbinato ad Ubuntu Server: eccellenti risultati in termini di stabilità, velocità, costi e possibilità.

Stiamo adottando lo standard Grove ed altri per semplificare e velocizzare la prototipazione e l’interconnessione.

Concludiamo con il ricordo del terremoto che colpì il Giappone: ricordo che cittadini giapponesi nei loro siti cercavano aiuto per collegare un contatore geiger ad … Arduino! Ci furono molte risposte da persone di ogni parte del pianeta.

 

2013 anno di svolta.

Il 2013 nasce come anno di svolta per l’informatica in generale: le nuove generazioni di macchine che stanno per uscire saranno piccole, potenti, affidabili, consumeranno molto meno e quindi scalderanno poco, infine il loro prezzo potrà essere fino ad un ordine inferiore.

Linux con le nuove piattaforme ARM avranno un ruolo importante.

Linux server su ARM 64 con i nuovi processori AMD dell’inizio 2014 costituiranno una vera e propria rivoluzione.

Ubuntu 14.04 ARM 64 sarè l’evento planetario nel mobile: è probabile che dal nulla acquisti uno share di mercato confrontabile a quello di Android!

L’ambiente di sviluppo Qt QML raggiungerà il singolo programmatore, scardinando vecchie abitudini.

Samsung potrà prenderà la guida nella produzione delle CPU, che soppianteranno le wintel.

AMD produrrà all’inizio del 2014 le CPU server Opteron in tecnologia ARM 64!

L’inizio del 2013 ha visto comparire il primo computer completo al costo inferiore di 30 $: Raspberry PI. Può quasi essere contenuto in una scatola di fiammiferi ed alimentato da quattro stili, ma, incredibile, lavora come il solito personal che conosciamo. Il salto al 64 bit con clock verso i 2GHz e qualche core, porteranno alla potenza adeguata ad essere una molto vantaggiosa alternativa ai computer personali che conosciamo. Non scalda, consuma sui 5W, piccolissimo, non ha ventole, costa qualche decina di dollari: il perfetto computer per cittadini di continenti come India e Cina!

Si sposterà il baricentro delle tecnologie informatiche nel pianeta.

Ci aspetta un periodo incredibile.

Ubuntu Linux

Ubuntu è il sistema operativo Linux, nato nel 2004 in Sud Africa ed open source.

Ubuntu è un’antica parola africana zulu che significa “umanità verso gli altri”, oppure “io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti”.

Mark Shuttleworth, il fondatore del progetto Ubuntu, volle dare un sistema operativo per computer ai popoli di un continente, che gli aveva dato richezza,  con il più grande divario tecnologico e non solo. Ingaggiò decine di ingegneri realizzando la distribuzione Linux che nel 2012 è diventata la più diffusa nel pianeta.

Ubuntu è costruita a partire dalla distribuzione Linux Debian.

Le versioni Ubuntu Server ed Ubuntu Cloud sono il termine di riferimento nei settori specifici.

L’innovativa ricompilazione per ARM è destinata a dominare il mondo mobile e, più in generale, Linux Embedded 64 bit.

Lo sviluppo di Ubuntu è realizzato da Canonical, Ltd., azienda regisrata nell’Isola di Man e di proprietà di Mark Shuttleworth.

Il 1º luglio 2005 è nata la Fondazione Ubuntu con un fondo iniziale di 10 milioni di dollari USA, il cui scopo è lo sviluppo della distribuzione nel caso in cui Canonical Ltd dovesse cessare le attività. La fondazione è al momento dormiente.

Ubuntu prevede due rilasci annuali in aprile ed ottobre. La denominazione per la versione di aprile del 2013 è Ubuntu 13.04.

Nel 2013 Ubuntu si propone di costruire il sistema operativo per la nuova generazione di telefoni e tablet. Questo sarà il ruolo della versione 14.04

Benvenuti!

Queste pagine sono dedicate all’informazione automatica e
al meraviglioso e cruciale 2013.
I computer personali verranno progressivamente sostituiti da tavolette mobili e interconnesse.
Linarm soppianta wintelintel.
Visual Studio cede il passo a Qt.
Ubuntu spariglia.